BARI: MINACCE ED ESTORSIONI A TITOLARI BARCHE, 4 ARRESTI clima omertà imposto da guardiano abusivo

Venerdì, 19 Aprile 2024 09:11

MINACCE ED ESTORSIONI A TITOLARI BARCHE, 4 ARRESTI clima omertà imposto da guardiano abusivo

Bari, 19 apr. - (Adnkronos) - Ha avuto inizio da un esposto anonimo inviato alla Stazione di Bari 'Santo Spirito' l'indagine sulle presunte estorsioni e gli incendi verificatisi ai danni dei titolari di imbarcazioni ormeggiate al porticciolo del quartiere omonimo a nord del capoluogo pugliese. Nella prima mattinata di oggi i militari della stessa Stazione hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di quattro persone, emessa dal gip del Tribunale su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia. Le accuse sono di 'estorsione continuata aggravata in concorso' e 'incendio aggravato', entrambe con l'aggravante del metodo mafioso. E poi c'è anche quella di 'occupazione abusiva di spazio demaniale'. Dall'inchiesta è emerso un clima di assoggettamento di cui erano vittime i titolari dei mezzi navali. Grazie ai sistemi di videosorveglianza, ai servizi di osservazione e all'utilizzo delle intercettazioni telefoniche, è stato accertato un sistema collaudato di estorsioni messo in atto da un 52enne, con precedenti penali anche per reati associativi. Da diverso tempo e con il concorso di altri due indagati, tutti destinatari di provvedimento cautelare in carcere, avrebbe svolto un servizio di guardiania abusiva nel porto, inducendo i diportisti a corrispondere somme di denaro a titolo di 'protezione' del natante ormeggiato. In caso di rifiuto avrebbe prospettato un danno ingiusto. Le richieste, su base mensile, erano definite da un tariffario in base alle dimensioni del natante, da un minimo di 10 euro per i 'gozzetti' ai 100 euro per i pescherecci, il tutto in un clima di omertà e di assoggettamento delle vittime, consapevoli, in caso di rifiuto, del rischio di furto della strumentazione installata a bordo o del danneggiamento degli stessi natanti, come ricostruito nell'attività investigativa. In particolare, si è evidenziato il ruolo di supremazia acquisito nel porto dal cinquantaduenne che aveva occupato abusivamente l'area demaniale antistante il porto, delimitandola con una catena, così da impedirne l'uso pubblico al fine di adibirla a parcheggio delle auto private, ricevendo spesso la richiesta telefonica preventiva da alcuni utenti. Lo stesso indagato avrebbe poi tentato di inserirsi nell'attività di custode in un circolo nautico del porto, minacciando di morte il custode legittimo al fine di indurlo a rinunciare al servizio di guardiania svolto, senza tuttavia riuscirci. Oltre al ruolo dei tre principali indagati, è emerso il coinvolgimento della moglie del cinquantaduenne, destinataria di una misura cautelare agli arresti domiciliari, consapevole della provenienza illecita del denaro riscosso dal marito al porto e incaricata dallo stesso di registrare le mensilità ricevute dalle vittime. Tre persone sono state ristrette in carcere e una, appunto, ai domiciliari. Fonte Adnkronos 19-APR-24 

Pubblicato in Curiosità