CAGLIARI, 25 LUG - Dalle prime luci dell'alba, nelle provincie di Cagliari e Nuoro, è in corso una vasta operazione della Polizia di Stato, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia della Procura della Repubblica di Cagliari, per l'esecuzione di un'ordinanza di applicazione di misure cautelari nei confronti di alcuni soggetti indiziati di avere costituito un gruppo organizzato finalizzato alla pianificazione dell'assalto a furgoni portavalori e ad altri obiettivi di particolare rilevanza. L'operazione, coordinata sul piano operativo dal Servizio Centrale Operativo, vede impegnati circa 130 uomini e donne della Polizia di Stato, appartenenti alle Squadre Mobili della Sardegna, al Reparto Prevenzione Crimine "Sardegna", alle U.o.p.i., al Reparto Volo, alle Unità Cinofile e ai Gabinetti regionale e provinciali di Polizia Scientifica. I dettagli dell'operazione saranno illustrati nel corso di una conferenza stampa che si terrà alle 11, nella Sala Biblioteca della Procura Generale presso la Corte di appello di Cagliari, alla presenza del Procuratore della Repubblica di Cagliari e del Questore di Cagliari, nonché dei dirigenti degli Uffici investigativi che hanno svolto le indagini. Fonte ANSA 2026-07-25
STAVANO ORGANIZZANDO ASSALTO A PORTAVALORI CARICO DI LINGOTTI", 11 ARRESTI CAGLIARI
(ITALPRESS) - Stavano organizzando un assalto a un PORTAVALORI carico di lingotti d'oro. Con questa accusa la Polizia di Stato ha arrestato undici persone. Le indagini sono state coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Cagliari. Il furgone portavalori avrebbe dovuto trasportare 30 chili di lingotti. L'indagine costituisce uno dei filoni investigativi sviluppati nell'ambito di una più ampia e complessa attività, coordinata sul piano operativo dal Servizio Centrale Operativo e condotta congiuntamente dalle Squadre Mobili di Cagliari, Sassari e Nuoro e dalla SISCO di Cagliari, finalizzata al contrasto del fenomeno degli assalti ai furgoni portavalori operanti in Sardegna. Il filone seguito dalla Squadra Mobile di Cagliari e dal Servizio Centrale Operativo è stato condotto grazie a un articolato impianto investigativo fondato su intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche, servizi di osservazione e pedinamento, attività tecniche e riscontri sul territorio. Dagli elementi finora raccolti - fanno sapere gli investigatori - sarebbe emersa l'esistenza di un gruppo criminale, "caratterizzato da un elevato livello di organizzazione, da una rigorosa ripartizione dei ruoli e da una pianificazione estremamente dettagliata di ogni fase dell'azione delittuosa". In base agli indizi ad oggi acquisiti, il gruppo avrebbe inizialmente individuato come obiettivo un furgone portavalori incaricato, con cadenza settimanale, del trasporto di lingotti d'oro e d'argento da uno stabilimento produttivo del comune di San Gavino verso il caveau di un istituto di vigilanza ubicato nella provincia di Arezzo. L'intenzione sarebbe stata quella di bloccare il furgone nei pressi dell'area industriale di San Gavino poco dopo l'uscita dal caveau. La pianificazione dell'assalto sarebbe stata elaborata principalmente nel cagliaritano e, in particolare, nel comune di San Gavino Monreale, dove sarebbero avvenute le riunioni per definire le strategie operative, ripartire i compiti e pianificare ogni dettaglio logistico dell'azione. Sulla base dei più recenti elementi acquisiti, sarebbe emersa anche la possibilità di colpire direttamente il caveau nel quale i preziosi sono custoditi - struttura vigilata da guardie giurate e in grado di contenere quantitativi di metalli preziosi di valore decisamente superiore rispetto a quelli trasportati dal singolo furgone - con un'azione caratterizzata da una notevole complessità operativa. Un basista, un operaio specializzato impiegato all'interno dell'obiettivo da svaligiare, secondo il quadro investigativo, avrebbe messo a disposizione dell'organizzazione informazioni riservate di fondamentale importanza, attraverso la predisposizione di rilievi fotografici non solo dei furgoni portavalori presenti all'atto del ritiro, ma anche dell'intero sito produttivo e delle relative aree di accesso, documentando ingressi, percorsi interni, sistemi di sicurezza e punti sensibili della struttura. "L'attività avrebbe consentito all'organizzazione di elaborare - spiegano gli investigatori - un piano d'azione estremamente dettagliato e di individuare le modalità ritenute più idonee per raggiungere il caveau e neutralizzare gli ostacoli posti a sua difesa, mettendo in conto di utilizzare armi, esplosivo e mezzi pesanti". Sempre secondo le ipotesi formulate, gli organizzatori avrebbero avviato contatti con soggetti di elevata caratura criminale, ritenuti idonei a costituire il cosiddetto "gruppo di fuoco", incaricato congiuntamente dell'esecuzione materiale dell'assalto. Tali soggetti graviterebbero prevalentemente nei territori di Desulo, Villanovatulo, Arzana e soprattutto Fonni, dove sarebbero state organizzate diverse riunioni operative finalizzate alla pianificazione del colpo, riunioni intercettate nel corso delle indagini. Contestualmente, sarebbe stato anche predisposto l'apparato logistico, recuperando siti sicuri destinati all'occultamento dei mezzi di provenienza furtiva che sarebbero stati impiegati durante l'azione, ma anche selezionando basi logistiche situate nei pressi dei luoghi prescelti per l'assalto. Tra gli elementi di maggiore rilievo emersi nel corso delle indagini, la documentazione del trasferimento dei mezzi rubati, precedentemente nascosti nell'area industriale di Isili e successivamente condotti nel territorio di Busachi, da dove il commando sarebbe dovuto entrare in azione per intercettare il furgone portavalori lungo la SS131, durante il suo tragitto verso Olbia. Si ritiene che il progetto fosse ormai giunto a uno stadio esecutivo. Documentati numerosi sopralluoghi, servizi di osservazione lungo i percorsi abitualmente utilizzati dal portavalori, chat riservate tra gli appartenenti al gruppo, "che delineano un quadro probatorio gravemente indiziario nei confronti degli 11 indagati", sottolinea la Polizia di Stato. Contestualmente all'esecuzione delle misure cautelari sono state effettuate diverse perquisizioni, finalizzate all'acquisizione di ulteriori elementi probatori e alla ricerca di armi, esplosivi, mezzi e documentazione riconducibili al gruppo. L'operazione, scattata alle prime luci dell'alba, ha impegnato circa 130 uomini e donne della Polizia di Stato, coordinati dal Servizio Centrale Operativo, appartenenti agli uffici investigativi isolani, della Squadra Mobile di Oristano, delle Volanti della Questura di Cagliari e dei Commissariati di Pubblica Sicurezza di Carbonia, Iglesias, Lanusei, Gavoi, Ottana e Orgosolo, del Reparto Prevenzione Crimine Sardegna, delle U.O.P.I. (Unità Operative di Primo Intervento), del Reparto Volo, delle unità cinofile e dei Gabinetti Regionale Provinciale di Polizia Scientifica. Fonte ITALPRESS 25-Lug-26
CAGLIARI: ASSALTO A PORTAVALORI, IL GRUPPO DI FUOCO MIRAVA A 30 KG LINGOTTI D'ORO = Il bottino sarebeb stato di 6 milioni di euro, la Polizia li seguiva da un anno
Cagliari, 25 lug. (Adnkronos) - Blitz della Polizia di Stato che stamani, sotto la direzione dell Direzione Distrettuale Antimafia di Cagliari, ha disarticolato una pericolosa organizzazione criminale sarda ed eseguito 11 ordinanze di custodia cautelare in carcere per altrettante persone ritenute responsabili di tentata rapina, porto e detenzione di armi da guerra ed espolosivi, furto e ricettazione. Il gruppo crimimale aveva l'obiettivo di assaltare un furgone portavalori destinato al trasporto di almeno 30 kg di lingotti d'oro per un valore i oltre 6 milioni di euro. L'indagine costituisce uno dei filoni investigativi sviluppati nell'ambito di un'ampia indagine, coordinata dal Servizio Centrale Operativo e condotta dalle Squadre Mobili di Cagliari, Sassari e Nuoro e dalla Sisco di Cagliari, finalizzata al contrasto del fenomeno degli assalti ai furgoni portavalori operanti in Sardegna. L'operazione è stata illustrata stamani dal Procuratore della Repubblica di Cagliari, Rodolfo Maria Sabelli, dal sostituto Danilo Tronci e dal Questore di Cagliari, Rosanna Lavezzaro, incieme ai capi della Squadre mobili di Cagliari e Nuoro, Davide Carboni e Michele Mecca e al funzionario dello Sco Ivan Currà. ''Per la prima volta in Sardegna - ha sottolineato il procuratore Sabelli- è stato applicato l'articolo 628 bis del codice penale, di recente introduzione'', relativamente al reato di tentata rapina a furgoni portavalori, banche o poste. Sabelli ha rimarcato ''l'intensa e proficua collaborazione sinergica tra la procura della Dda, il giudice che ha emesso le ordinanze e la perfetta coorinazione della Polizia di Stato, con le diverse articolazioni delle questure interessate''. Vista la pericolosità della banda, è stato inviato in Sardegna, e pronto ad intervenire nel caso la banda avesse deciso di agire, il NOCS, che ha effettuato ben due sopralluoghi in una delle basi della banda, a Isili (Ca), dove sono stati trovati i mezzi per l'assalto, custoditi in un capannone della zona industriale. Tra gli elementi di maggiore rilievo emersi nel corso delle indagini vi è la documentazione del trasferimento dei mezzi rubati, dapprima nascosti nell'area industriale di Isili e successivamente condotti a Busachi (Or), da dove il commando sarebbe dovuto entrare in azione per intercettare il furgone portavalori lungo la S.S. 131, durante il suo tragitto verso Olbia. Considerata tale fase operativa, integralmente monitorata dagli investigatori, si ritiene che il progetto fosse ormai giunto a uno stadio esecutivo. Arrestato il basista, un dipendente della fonderia L'indagine, nata circa un anno fa, si è intensificata negli ultimmi due mesi, quando il gruppo sembrava pronto ad agire. La Procura ha quindi deciso di intervenire per tutelare l'incolumità degli operatori, dei dipendenti della fonderia, delle guardie giurate '' e dello stesso gruppo criminale'', deciso a tutto pur di assicurarsi i 30 kg d'oro. Il gruppo aveva al suo interno un basista, un dipendente della fonderia residente nello stesso paese, San Gavino, e base nell'ovile di uno degli arrestati a poche centinaia di metri dalla fonderia, un pastore di Fonni (NU). Sono di Fonni, dove sono stati arrestati ben 5 componenti della banda, mentre gli altri sono di Desulo, Villanova Tulo, e Arzana, centri della provincia di Nuoro e Ogliastra. Il gruppo, che aveva già effettuato diverse riunioni operative, sempre monitorate dalla Polizia, aveva pianificato di assaltare il furgone portavalori lungo una delle direttrici San Gavino - porto di Olbia o San Gavino - porto di Cagliari con cadenza settimanale. La Polizia però, d'accordo con la società di trasporto valori, faceva cambiare continuamente l'itinerario al furgone, e questo, secondo quanto emerso stamani nel corso della conferenza stampa tenutasi in Procura, avrebbe scompaginato i piani della banda, facendoli optare per la scelta sicura: il caveau della fonderia. Il filone seguito dalla Squadra Mobile di Cagliari e dallo Sco è stato condotto attraverso intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche, servizi di osservazione e pedinamento, attività tecniche e riscontri sul territorio. Dagli elementi finora raccolti ''è emersa l'esistenza di un presunto gruppo criminale, che sarebbe caratterizzato da un elevato livello di organizzazione, da una rigorosa ripartizione dei ruoli e da una pianificazione estremamente dettagliata di ogni fase dell'azione delittuosa''. Fonte Adnkronos 25-LUG-26
Assalti ai portavalori in Sardegna, maxi blitz all'alba tra le province di Cagliari e Nuoro: 130 agenti in campo Fonte Cagliari Today >>>
