PISA, 27 MAR - La furia cieca e improvvisa riporta la paura nel reparto di psichiatria dell'ospedale Santa Chiara di Pisa, all'esterno del quale circa un anno fa, il 21 aprile 2023, è stata aggredita e uccisa la psichiatra Barbara Capovani e dove nei giorni scorsi una dottoressa di guardia durante il turno di notte è stata picchiata da una paziente ricoverata per un trattamento sanitario obbligatorio (Tso) che, in corsia, l'ha afferrata alle spalle e scaraventata a terra, graffiandole il volto e colpendola con una serie di calci. La dottoressa è stata poi salvata dall'intervento di operatori socio-sanitari e infermieri e curata al pronto soccorso dove ha avuto prognosi di 7 giorni per le contusioni subite in viarie parti del corpo. "Quando ci sono queste aggressioni - spiega Angelo Cerù, direttore del dipartimento di Salute mentale dell'Asl Toscana Nord ovest - quasi sempre i pazienti sanno che stanno aggredendo l'operatore sanitario, a parte pochi momenti in cui possono essere su una fase psicotica o in preda a un comportamento indotto da allucinazioni o da deliri veramente potenti, e per questo dopo vengono fatte le scuse". Il tema della sicurezza in psichiatria resta centrale e di difficile risoluzione. "I nostri pazienti - aggiunge Cerù - quelli con la 'p' maiuscola, perché negli Spdc ormai c'è una popolazione abbastanza variegata di utenza che li sta trasformando, normalmente poi chiedono scusa perché si rendono conto che sono stati eccessivi nelle loro manifestazioni". E anche la normativa rende difficile ipotizzare interventi che assicurino maggiore sicurezza degli operatori sanitari pur ricorrendo alla vigilanza privata. "Abbiamo istituito il pulsante anti-aggressione in tanti Spdc della nostra azienda - osserva Massimo Ughi, direttore dipartimento salute e sicurezza nei luoghi di lavoro dell'Asl - ma non a Pisa dove però è in vigore un sistema di richiesta di soccorso attraverso un numero breve per attivare la vigilanza privata che funziona in un modo del tutto analogo, ma è un deterrente che non basta perché le guardie giurate vigilano sui beni immobili non sulle persone, non possono toccarle e questo è un limite normativo". Non solo, conclude Ughi, "anche il ricorso alla forza pubblica rischia di non essere sufficiente perché entrare in una psichiatria per gli agenti delle forze dell'ordine non è semplice, a partire dalla gestione delle loro armi, solo per fare un esempio: insomma garantire la sicurezza sul luogo di lavoro in psichiatria è un affare molto complesso che richiede l'impegno di tutti". Fonte ANSA 2024-03-27
