Roma, 5 lug. (Adnkronos) - "Quello che è accaduto sulla statale tra Brindisi e Lecce non fa che accendere nuovamente i fari su una emergenza che per noi è quotidianità. Trasportiamo milioni di euro e siamo trattati alla stregua di portinai, senza tutele, senza considerazione alcuna. Bistrattati, dimenticati perfino quando ci lasciamo la pelle. In balia di banditi pronti a far esplodere ordigni e a sparare ad altezza uomo per portarci via il carico, per uno stipendio che supera di poco i mille euro". E' lo sfogo all'Adnkronos di Vincenzo Del Vicario, segretario generale del Savip (Sindacato Autonomo Vigilanza Privata), dopo i recenti assalti ai portavalori e ai caveau tra la Puglia e la Sardegna. "Armati fino ai denti, bloccano autostrade, sparano coi kalashnikov e, all'occorrenza, uccidono per bottini milionari - ricorda il sindacalista - Questi trasporti eccezionali che superano il milione e mezzo di euro devono essere comunicati alla Questura 24 ore prima eppure non godono della necessaria tutela. Ho richiesto l'attenzione del Ministero dell'Interno perché non viene predisposto un idoneo piano di sicurezza sulle strade. Di fronte addirittura all'esplosivo piazzato con le guardie all'interno, non si fa niente. Per mille euro al mese ne vale la pena? Siamo esposti a pericoli elevatissimi, in troppi hanno subito rapine pesanti, non dormono la notte. Dobbiamo essere salvaguardati, ad esempio con la possibilità di fare una prevenzione dall'alto con gli elicotteri, come hanno fatto al G7". Fonte Adnkronos 05-LUG-24
ASSALTI PORTAVALORI: GUARDIA GIURATA RAPINATA, 'DOPO IL COLPO NOTTI INSONNI E VOGLIA DI LASCIARE'
Roma, 5 lug. (Adnkronos) - "Sono passati esattamente sedici anni dalla rapina subita al km 33,300 dell'A14, in direzione Bologna. In dodici assaltarono il portavalori che scortavamo, erano armati, spietati. Ricordo il terrore di quei momenti, la paura per strada quando siamo stati raggiunti da una macchina dalla quale è partita la raffica di colpi dai kalashnikov. Non ho dormito più una notte intera di fila, quella sensazione di panico non mi ha lasciato mai. Oggi, dopo 32 anni di servizio, vedo rapinatori ancora più sfrontati, quasi rafforzati da una sensazione di generale impunità. Ed è stato per questo che a mio figlio, che aveva pensato di fare il mio stesso lavoro, ho consigliato di fare il panettiere: di notte si guadagna di più e non si rischia niente". A parlare all'Adnkronos è una guardia giurata di Cesena, vittima di uno di quei tanti assalti subiti dai portavalori con modalità sempre più violente. "Il nostro è un lavoro che non viene nemmeno riconosciuto dal Governo. Ci sono stati centinaia di disegni di legge ma a nessuno - ribadisce - ha mai importato della vita delle guardie giurate, vero è che in questo momento il rinnovo del contratto è stato paragonato a quello del portierato. Lavoriamo per 960 euro lordi al mese, appena assunti, e i nuovi contratti nemmeno prevedono la quattordicesima. Oltretutto lo stipendio è lo stesso se facciamo la vigilanza fuori da un supermercato o se trasportiamo carichi di milioni di euro. Fino a pochi anni fa eravamo paragonati alle bande musicali, unicamente perché la nostra divisa era registrata in Prefettura. E non è uno scherzo. Oggi, di fronte alle immagini degli ultimi colpi a Brindisi e a Sassari - conclude - forse chi ne ha facoltà potrebbe rivedere le disposizioni di sicurezza per garantire maggiori tutele a chi, per scortare milioni di euro, esce di casa senza sapere se ci tornerà". (di Silvia Mancinelli) Fonte Adnkronos 05-LUG-24
ASSALTI PORTAVALORI: GUARDIA GIURATA FERITA IN RAPINA, 'RICORDO COLLEGA UCCISO E LA PIOGGIA DI PROIETTILI'
Roma, 5 lug. (Adnkronos) - "Sulla pelle ho ancora i segni di quella pioggia di proiettili che i banditi ci spararono da una parte e dall'altra. Sotto quella pioggia, nel colpo ad Ardea 30 anni fa, morì il mio collega; io venni ferito alla gamba e preso in ostaggio insieme a un altro. Tutto questo per 1.480 euro al mese che prendo oggi, dopo 31 anni di servizio e un livello preso solo grazie a una causa". A parlare all'Adnkronos è un vigilantes in servizio a Roma. Racconta le condizioni lavorative inadeguate rispetto a rischi enormi, nel trasportare carichi di valori spesso considerati dai banditi all'altezza di una vita umana. "Siamo considerati talmente poco che - spiega - faccio un esempio, se stiamo passando sul Raccordo Anulare per un trasporto eccezionale e ci troviamo bloccati nel traffico, non possiamo passare sulla corsia preferenziale perché rischiamo una multa come tutti. Così come non possiamo sostare in doppia fila davanti a un istituto di credito per scaricare. Per noi niente preferenziali, nemmeno via Nazionale a salire: quella la possono percorrere gli Ncc, noi col portavalori in fila con le altre macchine". (di Silvia Mancinelli) Fonte Adnkronos 05-LUG-24
