DAL NOSTRO CORRISPONDENTE PARIGI – Siamo in grado di vivere senza biglietti di banca? Si può staccare un assegno per acquistare una baguette? Nell' era in cui le transazioni si compiono battendo un tasto sul computer saremo costretti a tornare al baratto? Fino a qualche giorno fa, i francesi ne discutevano al caffè e sbuffavano maledicendo la mondializzazione. Adesso, si sono accorti che la loro vita è cambiata davvero. Prima sono corsi a prosciugare i bancomat, poi hanno dato l'assalto agli sportelli. I distributori automatici si sono svuotati (ieri a Parigi ne era in funzione uno su quattro). E anche le casseforti delle filiali bancarie sono a secco. Lo sciopero dei portavalori in una settimana ha messo in ginocchio un Paese moderno. Il fattore umano ha fatto saltare uno dei sistemi più collaudati ed efficienti. Tutto comincia il 27 aprile scorso, quando un uomo di 42 anni, padre di due figli, viene ucciso durante un attacco a un furgone blindato a Grenoble. Una rabbia sorda si diffonde tra le 7800 guardie che ogni giorno svuotano i distributori e, a bordo dei loro furgoncini, trasportano il denaro nelle casseforti.
