Tribunale Milano, Sez. lavoro, Sent., 11/11/2016, n. 2439 in relazione a presunte violazioni del CDS commesse nello svolgimento del servizio, ed in particolare accesso senza autorizzazione alle ZTL Illegittimità trattenuta.

Venerdì, 11 Novembre 2016 11:26

Con ricorso al Tribunale di Milano, quale Giudice del Lavoro, depositato in data 23 novembre 2015 i ricorrenti, tutti dipendenti di S. s.p.a., con mansione di guardia particolare giurata in servizio presso la Provincia di Milano, deducevano di aver ricevuto indebitamente ed arbitrariamente trattenute dalle buste paga, per i totali indicati nella narrativa del ricorso introduttivo, in relazione a presunte violazioni del CDS commesse nello svolgimento del servizio, ed in particolare accesso senza autorizzazione alle ZTL e transito in corsie preferenziali, stante l'esistenza di contrassegni autorizzativi, la mancata impugnazione della contravvenzione da parte della società. Tanto premesso ed esposto chiedeva la restituzione delle trattenute indebite, nella misura indicata.

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Tribunale Ordinario di Milano

Sezione Lavoro

Il Giudice di Milano

Dr. Antonio Lombardi quale giudice del lavoro ha pronunciato la seguente

Sentenza

nella causa promossa

da

P.I., S.G., P.R., D.P., S.V., C.D., con l'Avv.to FORTE SIMONE, elettivamente domiciliato in VIA AURELIO SAFFI, 23 20123 MILANO;

RICORRENTE

contro

S. - S.P.A. (...), con l'Avv.to MORO EZIO, elettivamente domiciliato in VIA ALFIERI, 19 10121 TORINO;

RESISTENTE

OGGETTO: accertamento illegittimità trattenuta.

Svolgimento del processo - Motivi della decisione
Con ricorso al Tribunale di Milano, quale Giudice del Lavoro, depositato in data 23 novembre 2015 i ricorrenti, tutti dipendenti di S. s.p.a., con mansione di guardia particolare giurata in servizio presso la Provincia di Milano, deducevano di aver ricevuto indebitamente ed arbitrariamente trattenute dalle buste paga, per i totali indicati nella narrativa del ricorso introduttivo, in relazione a presunte violazioni del CDS commesse nello svolgimento del servizio, ed in particolare accesso senza autorizzazione alle ZTL e transito in corsie preferenziali, stante l'esistenza di contrassegni autorizzativi, la mancata impugnazione della contravvenzione da parte della società. Tanto premesso ed esposto chiedeva la restituzione delle trattenute indebite, nella misura indicata.

Costituitasi con memoria di costituzione e risposta la società resistente deduceva che le trattenute de quibus dovevano ritenersi legittime in quanto non vi era alcuna autorizzazione in favore della resistente al transito nell'Area C, nelle ZTL, nelle corsie preferenziali e nelle aree pedonali, fatta eccezione per specifiche autovetture a ciò abilitate, che nessun contrassegno autorizzativo era stato consegnato ai ricorrenti, che gli odierni ricorrenti avevano adito il Tribunale di Milano in precedente causa, conclusasi con la sottoscrizione di un verbale di conciliazione. Tanto dedotto, in via preliminare evidenziavano la improponibilità/inammissibilità del ricorso per violazione del principio di infrazionabilità del credito, in ragione dell'avvenuta cessazione della materia del contendere, quantomeno parziale, con la sottoscrizione del verbale di conciliazione nella causa in precedenza incardinata, e l'infondatezza delle pretese avversarie, in difetto di autorizzazione al transito, circostanza adeguatamente pubblicizzata e conosciuta, e di legittimazione a ricorrere e chance di accoglimento di eventuali ricorsi, in subordine contestava l'entità delle trattenute dedotte da taluni dei ricorrenti.

Il ricorso appare fondato e meritevole di accoglimento per quanto di ragione, per le motivazioni di seguito enunciate.

L'odierno procedimento giurisdizionale verte sulla legittimità delle trattenute in busta paga effettuate ai ricorrenti P.I., S.G., P.R., D.P., S.V., C.D. dal datore di lavoro S. s.p.a., a partire dal febbraio 2015, fatta eccezione per il ricorrente D., che ista per la restituzione delle trattenute effettuate in busta paga a partire dal novembre del 2013.

Inaccoglibile appare, innanzitutto, l'eccezione di inammissibilità del ricorso per violazione del principio di infrazionabilità del credito. Secondo il - per altro discutibile - orientamento giurisprudenziale, richiamato da parte resistente, l'abuso del diritto sarebbe configurato in tutte le circostanze in cui un credito unitario venga parcellizzato in plurime richieste giudiziali di adempimento, contestuali o scaglionate nel tempo, con conseguente improponibilità delle domande azionate. Nel caso di specie le parti ricorrenti hanno azionato un credito restitutorio che, tuttavia, non può considerarsi unitario, trattandosi di credito ontologicamente già frazionato, scaturendo da reiterate trattenute stipendiali, protrattesi per un consistente lasso di tempo, eseguite dal datore di lavoro sulle competenze mensili dei ricorrenti. Giustificate appaiono, pertanto, le plurime iniziative giudiziarie adottate dagli stessi, finalizzate al recupero delle somme le quali, dunque, non appaiono contrassegnate da mala fede, nel senso indicato dal formante giurisprudenziale.

Va, per altro, rilevato come i ricorrenti P., S.P., S. e C. abbiano in precedenza adito il Tribunale di Milano, con ricorso depositato in data 22/06/2015, evidenziando l'illegittimità delle trattenute effettuate sulle buste paga sino al dicembre del 2014, fatta eccezione per P. e S., relativamente ai quali le trattenute arrivavano sino al gennaio del 2015 ed al febbraio del 2015. In sede di conciliazione giudiziale, i ricorrenti dichiaravano di non avere più a che pretendere "a titolo di trattenuta applicate da S. in conseguenza delle violazioni al Codice della Strada sino al gennaio 2015". Ne consegue, pertanto, che vertendo il ricorso giudiziale sulla legittimità di trattenute effettuate per i medesimi ricorrenti sino al febbraio del 2015 e contenendo la successiva transazione una rinuncia limitata alle trattenute sino al gennaio del 2015, devono ritenersi non coperte dalla precedente transazione le rivendicazioni relative alle trattenute eseguite dal febbraio del 2015 in poi, oggetto del presente giudizio, fatta eccezione per quelle del D., estraneo al giudizio r.g. 7154/2015.

Fondate appaiono, viceversa, le deduzioni difensive di parte resistente in ordine all'erroneo computo dell'entità delle trattenuta eseguite. Analizzando i documenti 7 e 8 fascicolo parte resistente e procedendo alla sommatoria aritmetica delle trattenute eseguite, emerge come al ricorrente S. siano stati trattenuti Euro 1.050,00 (7 trattenute da e 150), e non già gli Euro 1.200,00 indicati da parte ricorrente, ed al ricorrente P. Euro 1.350,00 (9 trattenute da Euro 150), e non già gli Euro 1.500,00 dedotti.

Quanto al merito del ricorso, deve rilevarsi come l'accertamento della fondatezza del ricorso transita per l'accertamento della consapevolezza del divieto e volontarietà del fatto causativo dell'infrazione (transito in corsia riservata, ingresso in ZTL o area C) in capo ai dipendenti, oltre che della esigibilità della condotta alternativa lecita, anche in ragione dei doveri d'ufficio gravanti sui dipendenti.

La compendiosa istruttoria testimoniale esperita, di seguito integralmente riportata, sia pure nel contesto della non univocità delle risultanze, ha consentito di evidenziare la illegittimità delle trattenute, essendo emersa prova dell'incolpevolezza della infrazione, in ragione della scarsa chiarezza dell'informazione endoaziendale in ordina all'assenza di autorizzazione al transito, e della inesigibilità della condotta alternativa lecita, avuto riguardo ai doveri gravanti in capo ai lavoratori dipendenti.

Teste C.L.: " fino al 2013, non so se in coincidenza o meno con l'elezione del nuovo sindaco noi provvedevamo ogniqualvolta nel parco auto veniva inserito un nuovo automezzo ad inviare all'ufficio preposto del comune di Milano foto dell'automezzo con i loghi dell'istituto per l'autorizzazione al transito all'interno delle aree cittadine questo fino a quando non c'è stata una nuova delibera in cui veniva vietato l'accesso a tutte queste aree l'area ci aveva un discorso a parte mentre era vietato l'accesso agli istituti di vigilanza alle ZTL ed alle corsie riservate mezzi pubblici, quanto all'area C in all'inizio avendo una auto non inquinante potevano entrare illimitatamente poi è cambiata la situazione in virtù del contratto con il comune di Milano hanno autorizzato una lista di 10 o 12 vetture, esentate dal pagamento del contrassegno indipendentemente dalla classificazione Euro, dopo la delibera c'è stato un momento in cui abbiamo stilato una lista di vetture ed abbiamo predisposto dei tagliandini, parte delle autovetture erano autorizzate ad area C e ZTL, sempre secondo il nostro intendimento della comunicazione fatta comune, e parte soltanto ZTL, abbiamo presentato una lista di autovettura comune pensando che fosse sufficiente per ottenere l'autorizzazione al transito come nel regime precedente, di fatto nel giro di 15 giorni ci siamo accorti che non era possibile, non c'è stata una comunicazione ufficiale, non ricordo se sia successo in coincidenza con l'elevazione di un verbale, ci sono stati contatti informali con il Comune ma non c'è stata una comunicazione ufficiale, preciso che nel regime precedente il comune di Milano accettava le comunicazioni da parte nostra delle targhe ma non ci rispondeva, abbiamo tolto i tagliandini a novembre del 2013 e un paio di mesi dopo ci siamo accorti che qualche tagliandino era ancora presente eravamo attorno al gennaio del 2014, probabilmente erano auto che non facevano rientro tutti giorni e non c'è stata la necessaria attenzione nel rimuoverli. Successivamente una volta definito il discorso area C cioè delle vetture autorizzate ed esentati dal pagamento abbiamo disposto con i responsabili che solo quelle vetture potessero essere utilizzate per l'accesso all'area C mentre per le altre abbiamo disposto che tenessero un numero congruo di tagliandini, quelli da cinque Euro per l'accesso all'area C affinché un'autovettura non presente nell'elenco potesse accedere quando c'era la necessità. Per le ZTL abbiamo esposto una serie di comunicazioni legate da un lato all'elenco di autovetture autorizzate all'area C rimarcando il divieto di utilizzare le corsie riservate ai mezzi pubblici e segnalando che l'accesso alle zone a traffico limitato doveva essere limitato ai clienti effettivamente presenti nella zona, ad esempio necessità di intervento su allarme o di ispezione, sicuramente abbiamo diramato questa comunicazione a maggio del 2014, ce n'è una da allora ancora esposto in bacheca sindacale non accessibile peraltro al nostro personale ma soltanto ai rappresentanti sindacali, prima del maggio del 2014 c'era l'elenco delle targhe autorizzate ed esentati dal pagamento con la medesima dicitura e cioè vietato l'accesso alle corsie riservate e zona a traffico limitato soltanto per clienti presenti in zona, questa lista delle targhe è affissa ed è tuttora fissavo ogni volta che c'è una modifica, con cadenza semestrale, all'ingresso del corpo di guardia, non ricordo tuttavia precisamente la data di pubblicazione di questo secondo avviso. Per quanto riguarda il motivo per cui così tanti lavoratori hanno preso multe, capisco la difficoltà di servire un cliente in una zona traffico limitato, è difficile lasciare la macchina a grande distanza, noi abbiamo richiamato l'attenzione all'utilizzo esclusivo per raggiungere il cliente presente in zona, nel caso di intervento su allarme veniva dagli operanti valutato che c'era un accesso obbligatorio nella ZTL, un obbligo inteso per avere tempestività dell'intervento presso il cliente. Il problema è stato tante volte legato all'accesso a corsie riservate mezzi pubblici rispetto nei quali noi abbiamo sempre ribadito il divieto di utilizzo, dicendo che occorreva utilizzare una via alternativa per giungere dal cliente. Presso la sede di Milano ci sono un totale di 500 guardie giurate di cui circa 50 impiegate nel servizio di pattugliamento, queste infrazioni si sono verificate per un numero molto limitato di lavoratori, le infrazioni sono limitate all'utilizzo della vettura aziendale. Io posso capire per le zone a traffico limitato che a volte possa sfuggire la telecamera ma le corsie riservate ai mezzi pubblici hanno una segnaletica molto ben delineata, per cui essendo a conoscenza delle direttive aziendali consapevolmente le hanno violate. Preciso che se il cliente era all'interno della zona a traffico limitato noi secondo la circolare del Comune non potevamo entrare, ma le direttive aziendali erano che se il cliente era all'interno della zona e non c'erano strade alternative per raggiungerlo si doveva entrare e la società in molti casi pagava l'infrazione, in molti casi che ho visto queste infrazioni non sono state addebitate al dipendente. Queste indicazioni erano nell'avviso di cui ho parlato nel quale c'era scritto che l'accesso alla ZTL era consentito se il cliente era in quella zona, nella bacheca sindacale c'è scritto questo" Al teste viene mostrato il doc. 1 fascicolo parte ricorrente " la data indicata è coerente con quello che ricordo ed è il primo tagliando che avevamo e messo e che abbiamo posizionato su alcune autovetture, quelle le cui targhe sono evidenziate e di quello che poi nel giro di 15 giorni è stato rimosso, ci siamo accorti di un errore ortografico, nel giro di qualche giorno è stato rimosso sono stati poi messi quelli corretti con la dicitura corsie riservate dopodiché nel giro di 15 giorni abbiamo provveduto alla rimozione, all'inizio della rimozione poiché ci siamo accorti che alcuni tagliandi erano ancora presenti, sapendo che non eravamo autorizzati". " Non è mai capitato che e le massimo una contestazione dopo l'intervento del ritardo nell'intervento causato da condizioni del traffico, ad esempio il comune era uno dei clienti che poteva applicare le penali ma noi siamo andati a salvaguardare l'azienda ed i lavoratori mai applicando ai dipendenti penali per ritardo nell'intervento. Credo che sia la documentazione relativa alle richieste di penali che quella relativa alle infrazioni sono conservate presso la società"

Teste F.M.: "prima del 2013 facevamo le foto alle macchine, e il nostro responsabile rimandava al Comune e non abbiamo mai preso una multa né per le zone a traffico di limitato né per le corsie riservate ai mezzi pubblici, quando dismettevamo le macchine mandavamo l'informazione comune e poi mandavamo comunicazione anche delle nuove macchine, con il cambio della giunta abbiamo fatto di nuovo la modulistica di una ottantina di macchine mandato al Comune per far sì che ci fosse l'esenzione dopo 15 o 20 giorni c'hanno detto di bloccare la cosa perché non c'era ancora l'accordo col Comune, nel frattempo ci avevano dato questi adesivi come quello del documento uno dicendo di metterli sulle macchine, dopo altri 15 o 20 giorni c'hanno detto di toglierle perché non c'era stato più l'accordo col Comune, c'era stato qualche problema di cui non so riferire, a questo punto la società ha comunicato che non si poteva più entrare nelle zone a traffico limitato e nelle corsie riservate, l'ha comunicato con un foglio firmato dalla direzione dove diceva di non passare nelle zone a traffico limitato, nelle corsie riservate e nell'area c, poi c'è stato il passaggio successivo in cui c'hanno autorizzato una ventina di macchine per l'area c, questo foglio firmato è stato messo nella bacheca nostra ed in quella sindacale, pressappoco in quei periodi li, a fine 2013 o inizi 2014, per quanto riguarda le ragioni per cui molti dipendenti hanno preso verbali di infrazione preciso che molti abbonati sono all'interno delle zone a traffico limitato, la società c'è detto che per questi qui si poteva entrare, una volta che la società sa che ci sono dei clienti li e chi autorizza suppongo che la società pagasse la multa, anche perché non si può evitare di andare sugli allarmi, mentre per le corsie riservate ai mezzi pubblici non c'era nessuna direttiva, non so perché questi dipendenti hanno continuato ad andare nelle corsie riservate ai mezzi pubblici bisognerebbe chiederlo a loro, io sono sicuro che lo sapessero e i fogli sono ancora esposti in ufficio. La maggior parte di questi dipendenti è la pattuglia che fa la cerchia dei bastioni ed hà il centro per cui ha area c, zona traffico limitato e corsie riservate, è la più incasinata" " abbiamo messo delle pattuglie in più per evitare che ci fossero contestazioni per i lavori incompleti, io non ho mai fatto delle contestazioni abbiamo messo delle pattuglie in più che però dipendono dal fatto che ci sono più abbonati" " non sono a conoscenza se la società abbia pagato multe non richieste ai dipendenti".

Teste M.M.: " sia da quando faccio la guardia giurata a partire dal 1998 si poteva accedere sia nelle corsie preferenziali sia nelle zone a traffico limitato, parlo anche quando lavoravo per il precedente datore di lavoro, quando nel 2004 sono passato alla resistente avevo le stesse garanzie, andavo sulle preferenziali e sulle zone a traffico limitato anche perché la mia pattuglia di competenza aveva tutta Milano come zona e quindi doveva entrare dappertutto d'essere anche rapido quello che succede nel 2013 che io mi ricordi è che avevano messo un cartello davanti al portale il comando dicendo che da una certa data non si poteva più accedere alle preferenziali e alle zone a traffico limitato ed io ho fatto quello che è stato chiesto, questo cartello diceva che da una certa data, era il periodo di Natale a cavallo con l'anno nuovo, non si poteva più accedere né nell'una che nell'altra zona, per quanto riguarda l'area C in c'erano delle macchine che potevano accedere, tot macchine, ma all'inizio non c'era nessun tagliando, la procedura era questa la resistente provvedeva a fotografare la targa, chi se ne occupava in comando, ed anche la fiancata della macchina e veniva inviato tutto il comune di Milano per accedere nell'area C e nelle zone a traffico limitato poi cosa sia successo con la giunta comunale non lo so e da allora non è stata più fatta questa procedura, però c'è un foglio con delle targhe con una decina di macchine al massimo autorizzate a svolgere questo servizio, le pattuglie di competenza o chi poteva accedere per altri motivi, questo cartello era esposto sulla porta d'entrata dell'ufficio comando, sia nella prima che in quella in fondo, nella seconda dove c'è il nostro spazio, penso che tutti i lavoratori su quel lato la abbiano preso visione della cartello, io quando vado in centro sono sempre attento a tutto e non so che cosa sia potuto succedere con i lavoratori che successivamente hanno continuato ad accedere, un paio di molte le ho presenti io ed ho fatto causa col sindacato per un paio di multe, due sono per i accessi in preferenziale, anzi una per la preferenziali su due per la ztl, altre sono per eccesso di velocità, l'unica comunicazione quella di cui ho parlato poi a voce capoturno ci diceva, anzi mi diceva perché sugli altri non so riferire, mi raccomando che nella preferenziale non si può entrare però con la macchina con cui io svolgevo il servizio potevo entrare dappertutto tranne che nelle preferenziali in cui non potevo più entrare ed infatti io con la macchina con cui ho svolto il servizio non ho mai preso una multa, le multe che ho avuto sono state parte con la macchina che ho preso in sostituzione, avrò sbagliato io ma sapevo che non si poteva accedere. Preciso comunque che svolge un servizio di vigilanza e non è normale che con questo servizio non si possa accedere in tutte le aree anche perché facciamo servizi per utenti che abitano in centro e non possiamo lasciare la macchina fare un pezzo a piedi per il lavoro che svolgiamo. Prendo visione del doc. 1, sono dei tagliandini che c'avevano dato perché sembrava che avessero fatto di nuovo l'accordo con il Comune ma me personalmente sono stati consegnati da un altro pattugliante, perché per il lavoro che facevo non rientravo quasi mai in comando, c'era anche il mio numero di targa e dovevamo esporlo ma dopo otto giorni li hanno rivoluto indietro perché dice che era saltato l'accordo con il comune, dopo massimo una settimana li hanno richiesti indietro. Il pattugliante era o G.N., o P.W., mi sembra uno dei due. Nella mia richiesta tramite sindacato ho messo insieme anche le multe per semaforo rosso rispetto a quelle per accessi nella zona a traffico limitato e che nelle corsie riservate è stata rinviata al 5 ottobre per dividere le multe che sono state prese perché per alcune multe non puoi fare ricorso, non so se la macchina con cui ho preso le multe fosse nell'elenco esposto perché quando prendeva una macchina in sostituzione non è che stati a guardare se fossero meno nell'elenco, il manutentore ti dà una macchina autorizzata ad entrare nell'area C"

Teste D.G.G.: " per quanto riguarda le disposizioni dell'azienda è sempre stata abbastanza chiara nel senso che ha sempre detto che non si poteva accedere nelle corsie preferenziali e nelle zone a traffico limitato il primo documento ufficiale dell'azienda compare attorno al 15 o 16 ottobre del 2013, la prima circolare dove l'azienda vieta assolutamente il transito e l'accesso in queste aree, questa prima circolare prevede un divieto assoluto di tutti i veicoli senza esclusione alcuna, comparendo le prime trattenuta in busta paga pur senza specificazione del motivo, visto che compariva soltanto la voce "trattenuta per multa" i rappresentanti sindacali chiedono un incontro all'azienda per avere le spiegazioni in merito, l'azienda ribadisce il divieto in quanto non ancora in possesso di nessun permesso da parte della giunta e dalla opposizione del sindacato nel senso che il sindacato diceva che avendo alcune utenze nelle aree sensibili bisognava trovare un modo per poter svolgere il servizio regolarmente senza incorrere in contravvenzioni, dopo questi primi incontri la quantità di trattenute ed il numero di lavoratori soggetti a trattenute aumenta così che i sindacati chiedono un ulteriore incontro, a questo punto l'azienda rimane sulle proprie posizioni ed i sindacati fanno notare che andando avanti di questo passo i lavoratori si sarebbero trovati tra un obbligo di legge, quello di andare su un intervento per allarme e una dilazione del codice della strada. Di questa circolare non c'è stata assolutamente una diffusione capillare, la prima volta che compare compare attaccata ad un tavolo all'interno del corpo di guardia, c'era un avviso che vietava a tutti i lavoratori di accedere all'area C, alla zona a traffico limitato e dalle corsie preferenziali, la prima volta che il cartello è comparso è stato nell'ottobre del 2013, i lavoratori che hanno preso le multe non sapevano di queste disposizioni anche perché la trattenuta in busta paga non è arrivata a tutti i lavoratori nello stesso momento, i primi casi di trattenuta si hanno anche a febbraio o marzo del 2013, sono casi sporadici e di lavoratori hanno iniziato una trattativa personale con l'azienda sulla modalità di rimborso e chiedevo spiegazioni perché nessuno fino ad un certo punto ha mai ricevuto la copia del verbale, l'azienda riceveva i verbali e operava le trattenute senza specificare ai lavoratori il motivo, come tutti quanti lavoratori anche quelli della resistente sono tenuti a prendere visione delle comunicazioni in bacheca ma il problema che la bacheca aziendale si trova su negli uffici al primo piano e non tutti lavoratori transitano dagli uffici, e comunque l'avviso in bacheca non c'era sto parlando della bacheca di fianco alla segreteria al primo piano. Si susseguono le trattenute e gli incontri con l'azienda fino ad un certo punto quando i lavoratori si sono rifiutati di accedere alle utenze all'interno di queste aree, in tal proposito una sera durante il mio servizio sono stato comandato presso l'utenza in allarme che si trova in via Brera e mi sono rifiutato di accedere all'area comunicando alla centrale operativa via radio la quale mi rispondeva che sapeva benissimo del mio problema ma non poteva fare altro che passarmi l'allarme ed io sarei dovuto andarci, mi sono opposto nuovamente a questa loro richiesta e l'operatore di centrale mi ha chiesto di fare rientro in sede e prendere i mezzi pubblici per arrivare sul posto. In alcuni casi esistono modalità alternative per raggiungere la zona però sul regolamento aziendale c'è scritto di non abbandonare i mezzi aziendali o le dotazioni date alle guardie per svolgere il servizio e faccio notare che nei vicoli che noi utilizziamo per svolgere il servizio oltre le nostre dotazioni personali come documenti e giubbotti antiproiettile ci sono anche le valigie contenenti tutte le chiavi di tutte le utenze e in un paio di casi dove l'auto è stata lasciata parcheggiata per svolgere il servizio è stato rotto il vetro, aperta la macchina e asportate le valigie con le chiavi delle utenze quindi la nostra posizione sul fatto di abbandonare il veicolo era di resistenza per questi motivi. Per quanto riguarda il regolamento del questore le guardie giurate non possono accedere ai mezzi pubblici armati salvo casi eccezionali in cui la guardia giurata svolge servizio sul mezzo pubblico. Dopo le prime opposizioni a svolgere interventi presso le utenze sia un altro incontro sindacale, e siamo arrivati alla fine del 2013 e durante uno di questi incontri il dottor A. affiancato dal Dott. P. hanno buttato sul tavolo un presunto accordo con il Comune di Milano sull'autorizzazione di accesso in tutte le aree per tutto il parco auto, dopo qualche giorno da queste dichiarazioni sono spuntati in azienda i primi talloncini adesivi che vedo al documento uno distribuiti dal maresciallo F. è il responsabile del reparto pronto intervento e dal maresciallo voci F. che è il capoturno ed anche lui responsabile con la disposizione di attaccare questi talloncini su tutti i veicoli dato che veniva riportata espressamente la targa del veicolo di riferimento. Con questi talloncini l'azienda ha detto tutti i dipendenti che usavano i veicoli che si poteva accedere a tutte le aree, c'è stata una comunicazione verbale dei due marescialli e poi indirettamente con la presentazione di questi talloncini. All'inizio dell'anno 2014 vengono ancora effettuate delle trattenute per multa a questo punto i sindacati chiedono un altro incontro per avere dei chiarimenti su come mai ci fosse ancora le trattenute e soprattutto per cercare una soluzione adeguata alla specificità dei singoli lavoratori perché gli importi erano di Euro 150 che per alcuni lavoratori potevano essere un problema e volevamo trovare una soluzione migliore, magari concordata con i lavoratori. Non so se le trattenute effettuate agli inizi del 2014 si riferissero a multe prese alla fine del 2013 anche perché come ho detto in precedenza l'azienda non distribuiva il verbale. Questi tagliandini sono stati ritirati intorno a marzo o aprile del 2014 x 1 evidente errore di grammatica sul talloncino, c'hanno detto che sarebbero stati restituiti corretti, facendo un passo indietro all'incontro sindacale durante la discussione l'azienda ha detto che avrebbe concordato con singolo lavoratore gli importi delle trattenute, cosa che poi invece non è stato perché ha continuato ad applicare Euro 150 di trattenute indistintamente a lavoratore, non so riferire a quale periodo si riferissero anche le trattenute operate nel 2013 nei primi mesi, anche perché era un paio di casi e di lavoratori hanno preferito discutere personalmente con l'azienda sia le modalità di rimborso che le motivazioni per cui erano state comminate, questa conoscenza dettagliata deriva dal fatto che sono rappresentante sindacale e svolgo anche la mansione di pronto intervento, vengono quindi ritirati gli talloncini e ed in un successivo incontro verso aprile 2014 l'azienda dice tassativamente di non aver mai raggiunto nessun accordo con il Comune di Milano e che a quel punto bisognava ritornare a fare fede alla circolare dell'ottobre 2013 quindi divieto assoluto per qualsiasi area e per qualsiasi veicolo, davanti a questa affermazione i sindacati hanno dichiarato che avrebbero indetto un'assemblea con i lavoratori interessati all'argomento e hanno suggerito ai lavoratori di non accedere più a tali aree per non incorrere nelle contravvenzioni, con il passare dei giorni casi in cui il lavoratore si rifiuta di andare sull'utenza aumentano di numero e di frequenza, aumentano anche le discussioni all'interno del corpo di guardia con il capoturno tanto che una sera mi sono trovato personalmente a dover assistere ad una discussione tra il maresciallo voci ed un gruppetto di lavoratori dove i lavoratori si rifiutavano di andare sul utenze ed il maresciallo ribadiva che aveva ricevuto una comunicazione interna via e-mail dal signor L.C., di cui ignoro la mansione il quale diceva che i lavoratori che fossero entrati nelle aree sensibili per andare su un intervento d'allarme o su un ispettivo potevano stare tranquilli perché sarebbero stati esonerati dalla trattenuta, pur incorrendo nella contravvenzione, io ho chiesto al maresciallo di fornirmi questa nota interna, ma non mi è stata fornita perché riservata, dopo questo evento c'è stato un altro incontro sindacale sempre alla presenza di A. e P. dove l'azienda questa volta ha emesso una circolare che non ho qui con me dove c'è un elenco di targhe per le quali c'era stato un autorizzazione l'accesso in area c e veniva ribadito il divieto di accesso nelle corsie preferenziali mentre venivano autorizzati gli ingressi in zona a traffico limitato ed aree pedonali solo per svolgere interventi su allarme o ispettivi, preciso che ci sono stati uno o due casi di lavoratori che usavano vetture inserite in questi elenchi che comunque sono incorsi in contravvenzioni per accesso all'area C, siamo intorno a maggio del 2014 e questa circolare è stata appesa all'interno del corpo di guardia e inserita all'interno dei cedolini paga di giugno. Quando parlo di lavoratori mi riferisco tutti i lavoratori impiegati del pronto intervento, siamo intorno a 40 o 45 persone, tuttora l'azienda continua a mandarci su interventi all'interno di queste aree sensibili e sta continuando ad applicare le trattenute sulle buste paga dei lavoratori. Sono al corrente che ci sono delle norme che regolano e che consentono l'accesso a queste aree e che altri istituti di vigilanza operanti sul territorio di Milano hanno tenuto da parte del Comune di Milano l'autorizzazione ad accedere sia in zona a traffico limitato che in aree pedonali ed alcuni istituti che svolgono servizi particolari anche nelle corsie preferenziali, so anche di una richiesta fatta dall'azienda al Comune di Milano che è stata però rigettata per un errore di forma dove l'azienda chiedeva l'autorizzazione per tutto il parco auto della sede di Milano e quindi di un'ottantina di macchine mentre gli altri istituti i quali hanno ottenuto il permesso hanno fatto richiesta di una, due o tre macchine per ogni singola area. Sto parlando di Ivri, All System, Mondialpol, Axite"

Emerge, dunque, dalla complessiva ricostruzione delle circostanze rilevanti, sulla base delle risultanze dell'istruttoria, che in concomitanza con la successione della Giunta Comunale di Milano, e della regolamentazione relativa al rilascio di autorizzazioni all'accesso nelle aree ed sensibili (ZTL, area C, pedonali, corsie riservate), il divieto di transitare in tali zone non sia stato prontamente ed adeguatamente comunicato ai lavoratori, attraverso modalità univocamente idonee ad ingenerare contezza certa nei destinatari delle comunicazioni. Accanto a ciò, atto ad ingenerare confusione appare il comportamento serbato dall'azienda, che provvedeva ad impartire indicazioni e direttive in senso parzialmente derogatorio rispetto a quanto previsto in tali comunicazioni aziendali, autorizzando i dipendenti all'accesso alle aree sensibili nelle quali insistessero clienti, promettendo di esonerare gli stessi dal pagamento delle contravvenzioni ovvero segnalando l'esistenza di autorizzazioni ma al tempo stesso provvedendo ad effettuare trattenute in relazione all'inesistenza, di fatto, di tali autorizzazioni.

Sotto altra prospettiva non può obliterarsi la circostanza che, in relazione al dovere di eseguire il servizio di vigilanza ed ispezione con prontezza e tempestività, su richiesta di allarme o nel corso di servizio ispettivo, in relazione a clienti residenti nelle ed aree sensibili, non è ragionevolmente esigibile, se non attraverso una radicale ridefinizione, in sede di contrattazione sindacale o individuale, delle modalità del servizio, l'espletamento dello stesso prescindendo totalmente dal passaggio in corsie riservate o l'accesso in zone a traffico limitato, con la conseguenza che, anche alla luce di quanto innanzi evidenziato, le trattenute eseguite sul presupposto della colpevole ascrivibilità ai dipendenti del comportamento in violazione del codice della strada appaiono indebite e, pertanto, da restituire nella misura innanzi indicata.

Per quanto sopra innanzi dedotto ed argomentato il ricorso merita parziale accoglimento, e le spese regolamentate secondo soccombenza, come da liquidazione analitica in dispositivo.

P.Q.M.

Accerta e dichiara l'illegittimità delle trattenute effettuate da S. s.p.a. sulle buste paga dei ricorrenti e, per l'effetto, condanna S. s.p.a. alla restituzione di Euro 878,56 in favore di C.D., Euro 1.200,00 in favore di S.G., Euro 1.350,00 in favore di P.R., Euro 1.050,00 in favore di S.V., Euro 2.335,55 in favore di D.P., Euro 439,28 in favore di P.I., maggiorati di interessi al saggio legale dalla data della trattenuta al saldo effettivo;

condanna S. s.p.a. al pagamento delle spese di lite in favore dei ricorrenti, che liquida in Euro 3.800,00 per compensi di avvocato, oltre accessori come per legge;

riserva la pubblicazione della sentenza nel termine di giorni 60.

Conclusione
Così deciso in Milano, il 21 settembre 2016.

Depositata in Cancelleria il 11 novembre 2016.

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