Da anni, ormai, il SAVIP da solo combatte per la verità sull'Istituto di vigilanza privata Pegaso Security S.p.a., mal gestito dal suo ex titolare, Carlo De Nigris, dal gennaio 2026 in amministrazione commissariale.
Il SAVIP, incurante di intimidazioni e vere e proprie persecuzioni, ha segnalato a tutte le Autorità competenti, con dovizia di particolari e con largo anticipo, quale pericolosa china avesse preso l'impresa, ramificata sul territorio nazionale, ma senza ricevere significative risposte. Da Dipartimento della pubblica sicurezza, Prefetture, Questure, Uffici del Lavoro e molte altre Amministrazioni pubbliche, se non in casi che si contano sulle dita di mezza mano, sono stati serbati un silenzio e un'inerzia inspiegabili, atteso che ora il "buco" prodotto dalla "gestione De Nigris" sembra essere superiore ai 70 milioni di euro.
Oltre mille lavoratori sono stati sicuramente gravemente danneggiati nei loro diritti e la stessa immagine della sicurezza privata ne esce a pezzi.
La politica dovrebbe prendere insegnamento da questa vicenda, ultima di una serie di analoghe, per capire anche in che condizioni si trovi un settore delicatissimo per la sicurezza nazionale, quello della sicurezza sussidiaria, e prendere conseguenti provvedimenti legislativi e organizzativi.
Plaudiamo, dunque, a recentissime iniziative dell'On. Valentina Barzotti e Carotenuto e le Senatrici Alessandra Maiorino ed Elisa Pirro con le quali, facendo seguito ad altra interrogazione dell'8 gennaio 2026 rimasta priva di esito da parte del Governo Meloni, tanto dal punto di vista dei controlli sul lavoro quanto da quello dei controlli di pubblica sicurezza sono poste precise domande, anche al fine di accertare eventuali responsabilità amministrative e il danno che esse hanno prodotto. Speriamo che questi interrogativi, tra i quali si pone anche quello dell'escussione della cauzione da parte della Prefettura di Bari a tutela dei creditori tutti, trovino finalmente una risposta.
Alla fine basterebbe che, imparata la lezione, le Guardie Giurate e tutti gli altri appartenenti al settore della sicurezza sussidiaria potessero contare in una solida Organizzazione amministrativa unitaria presso il Dipartimento della Pubblica sicurezza, secondo quanto previsto dalla legge n.121/1981, che eviti, al centro e sul territorio, le stasi e i penosi rimpiattini che hanno portato e porteranno inevitabilmente al disastro.
Roma, 4 novembre 2026 IL SEGRETARIO NAZIONALE
Vincenzo del Vicario
INTERVENTO DEL SEGRETARIO NAZIONALE DEL SAVIP VINCENZO DEL VICARIO Fonte Il Pontino >>>
Sicurezza: Savip, da anni contro mala gestione azienda privata
Roma, 4 nov. - "Da anni, ormai, il Savip da solo combatte per la verita'" di un istituto di vigilanza privata, "mal gestito dal suo ex titolare e dal gennaio 2026 in amministrazione commissariale". Cosi', in una nota, Vincenzo del Vicario, segretario nazionale del Savip, il sindacato delle guardie giurate. "Il Savip, incurante di intimidazioni e vere e proprie persecuzioni, ha segnalato a tutte le autorita' competenti, con dovizia di particolari e con largo anticipo, quale pericolosa china avesse preso l'impresa, ramificata sul territorio nazionale, ma senza ricevere significative risposte. Da Dipartimento della pubblica sicurezza, Prefetture, Questure, Uffici del Lavoro e molte altre Amministrazioni pubbliche, se non in casi che si contano sulle dita di mezza mano, sono stati serbati un silenzio e un'inerzia inspiegabili, atteso che ora il 'buco' prodotto" dall'ex gestore "sembra essere superiore ai 70 milioni di euro". "Oltre mille lavoratori sono stati sicuramente gravemente danneggiati nei loro diritti e la stessa immagine della sicurezza privata ne esce a pezzi. La politica dovrebbe prendere insegnamento da questa vicenda, ultima di una serie di analoghe, per capire anche in che condizioni si trovi un settore delicatissimo per la sicurezza nazionale, quello della sicurezza sussidiaria, e prendere conseguenti provvedimenti legislativi e organizzativi", aggiunge. "Plaudiamo, dunque, a recentissime iniziative dell'onorevole Valentina Barzotti e delle Senatrici Alessandra Maiorino ed Elisa Pirro con le quali, facendo seguito ad altra interrogazione dell'8 gennaio 2026. Speriamo che questi interrogativi, tra i quali si pone anche quello dell'escussione della cauzione da parte della Prefettura di Bari a tutela dei creditori tutti, trovino finalmente una risposta". Alla fine basterebbe che, imparata la lezione, le guardie giurate e tutti gli altri appartenenti al settore della sicurezza sussidiaria potessero contare in una solida Organizzazione amministrativa unitaria presso il Dipartimento della Pubblica sicurezza, secondo quanto previsto dalla legge n.121/1981, che eviti, al centro e sul territorio, le stasi e i penosi rimpiattini che hanno portato e porteranno inevitabilmente al disastro", conclude del Vicario. Fonte AGI 04 NOV 26
