CATANIA: Bancarotta: sigilli a immobili patron societa' vigilanza Catania 

Venerdì, 30 Maggio 2025 11:12

Bancarotta: sigilli a immobili patron societa' vigilanza Catania 

Catania, 30 mag. - I finanzieri del Comando provinciale di Catania, su richiesta della procura generale, hanno eseguito l'ordinanza con cui la Corte d'Appello ha disposto il sequestro conservativo di 8 beni immobili nei confronti dell'indagato accusato di appropriazione indebita e Bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale. Sarebbe emerso che Mario Umberto De Felice, rappresentante legale della societa' Corpo di Vigilanza La Celere Srl, dichiarata fallita nel 2009, in concorso con la coniuge, Giovanna Genovese, avrebbe impoverito il patrimonio aziendale mediante il trasferimento delle attivita' e del portafoglio clienti a favore di una nuova societa', La Celere Technology srl, rappresentata formalmente da quest'ultima, ma in realta' gestita, in qualita' di amministratore di fatto, dal marito imprenditore. A conclusione delle indagini i coniugi sono stati raggiunti nel 2012 da misura cautelare detentiva e patrimoniale nella forma del sequestro preventivo delle quote de La Celere Technology srl e di due unita' immobiliari. Sulla scorta degli elementi acquisiti dai finanzieri del Nucleo Pef di Catania, si e' aperta la fase dibattimentale che, in primo grado, ha, tra l'altro, portato nel 2024 alla condanna di Giovanna Genovese per Bancarotta fraudolenta. Attualmente si sta celebrando il processo in Corte di Appello che, ritenendo tuttora sussistente il pericolo di dispersione delle garanzie patrimoniali, ha disposto il sequestro conservativo dei beni dell'imputata per un valore complessivo di 185 mila euro. Le Fiamme gialle etnee hanno dunque provveduto al sequestro di 8 immobili a Catania, Misterbianco e Sant'Agata Li Battiati.  Fonte AGI 30 MAG 25 

Catania: bancarotta fraudolenta, sequestrati 8 immobili

Napoli, 30 mag. (LaPresse) - I finanzieri del Comando provinciale di Catania, su richiesta della Procura generale catanese, hanno eseguito un'ordinanza con cui la Corte di Appello ha disposto il sequestro di 8 immobili nella titolarità di un soggetto ritenuto responsabile dei reati di appropriazione indebita e bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale. Il provvedimento della Corte fa seguito all'indagine delegata dalla Procura etnea e svolta da unità specializzate del nucleo di Polizia economico-finanziaria di Catania, dalla quale è emerso che il rappresentante legale della società Corpo di Vigilanza La Celere Srl, dichiarata fallita nel 2009, in concorso con la moglie, avrebbe depauperato il patrimonio aziendale mediante il trasferimento delle attività e del portafoglio clienti a favore di una nuova società, La Celere Technology srl, rappresentata formalmente da quest’ultima, ma in realtà gestita, in qualità di amministratore di fatto, dal marito imprenditore. A conclusione delle indagini i coniugi sono stati raggiunti nel 2012 da una misura cautelare detentiva e patrimoniale nella forma del sequestro preventivo delle quote de “La Celere Technology srl” e di due unità immobiliari. In primo grado la donna è stata condannata per bancarotta fraudolenta. Attualmente si sta celebrando il processo in Corte di Appello che, ritenendo sussistente il pericolo di dispersione delle garanzie patrimoniali, ha disposto il sequestro conservativo dei beni dell’imputata per un valore complessivo di 185mila euro. In esecuzione di tale provvedimento, le Fiamme Gialle etnee hanno sequestrato 8 immobili a Catania, Misterbianco e Sant’Agata Li Battiati. Fonte LaPresse 30 MAG 25

 
Tribunale annulla sequestro La Celere, 'restituire i beni' 

CATANIA, 30 MAG - Il provvedimento di dissequestro de Tribunale del riesame è stato confermato con una nota dal procuratore generale di Catania, Carmelo Zuccaro. "A integrazione delle informazioni divulgate con il comunicato di oggi - si legge nella nota - si rappresenta che, a seguito di tale esecuzione, la parte destinataria del provvedimento di sequestro conservativo ha presentato istanza di riesame dinanzi al Tribunale di Catania. Nel ricorso, in primo luogo è stato argomentato che nel tempo non era mai stato adottato alcun comportamento elusivo degli obblighi risarcitori da parte dell'istante e che la pretesa della curatela aveva già trovato soddisfacimento nell'ambito di un accordo transattivo, sottoscritto nel 2022, con il quale era stata riconosciuta a favore di quest'ultima una somma di 130.000 euro, da versare in 12 rate a cura della società beneficiaria, in passato, della cessione fraudolenta del pacchetto clienti della fallita a un prezzo ritenuto iniquo. In aggiunta, l'interessata ha evidenziato di poter disporre di un ampio patrimonio immobiliare che farebbe venir meno ogni forma di pericolo di dispersione delle garanzie patrimoniali per il soddisfacimento di eventuali pretese risarcitorie residue e delle spese processuali. Al riguardo - conclude la nota - il Tribunale di Catania, ritenendo fondate le argomentazioni prodotte dalla difesa, ha dunque accolto l'istanza di annullamento del sequestro conservativo, disponendo la restituzione dei beni alla parte". Fonte ANSA 2025-05-30 ore 17.12.14

 

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