MILANO, 22 GIU - Lavoratori che percepivano una paga "oraria di 5,37 euro lordi, pari a una retribuzione mensile di circa 930 euro lordi e 650 netti". Per l'accusa di caporalato il gip di Milano Domenico Santoro, in un'inchiesta della Gdf di Como, coordinata dal pm milanese Paolo Storari, ha disposto il "controllo giudiziario" per la società cooperativa Servizi Fiduciari, che fa parte del grande gruppo Sicuritalia, "leader nel mercato della sicurezza e della vigilanza privata". Sono stati accertati anche "atti di violenza (specialmente verbale), minacce e intimidazioni" ai danni dei lavoratori. Il pm, nel disporre il sequestro preventivo, spiega che "si versa in caso di urgenza atteso che il meccanismo fraudolento è tutt'ora in atto - si legge nel decreto di quasi 100 pagine - con rilevantissime perdite per l'erario e situazioni di sfruttamento lavorativo che perdurano, a tutto vantaggio di Esselunga spa". Sulla convalida del decreto dovrà esprimersi nei prossimi giorni il gip di Milano Domenico Santoro. Da quanto si è saputo, l'indagine su Esselunga si incrocia anche con quella, sempre coordinata dal pm Storari e condotta dalla Gdf di Como, che stamani ha portato, sempre il gip Santoro, a disporre per l'accusa di caporalato il controllo giudiziario per la società cooperativa Servizi Fiduciari, che fa parte del gruppo Sicuritalia, leader nel mercato della sicurezza e della vigilanza privata. Tra i clienti 'big' della cooperativa per i servizi di vigilanza, infatti, risultava anche la stessa Esselunga (non indagata, però, in quest'altra inchiesta). Fonte ANSA 2023-06-22
I pm di Milano, 'da Esselunga un sistema illecito dal 2006'
MILANO, 22 GIU - Il presunto schema illecito dei "serbatoi di manodopera", nei "servizi di logistica e movimentazione merci", sarebbe stato portato avanti da Esselunga "nel periodo 2016-2022". Lo scrive il pm di Milano Paolo Storari negli atti dell'inchiesta della Gdf milanese che ha portato oggi al sequestro per frode fiscale di quasi 48 milioni di euro a carico del colosso dei supermercati. Un "sistema", già emerso in altre indagini del pm Storari, attraverso il quale grandi aziende si garantiscono "tariffe altamente competitive appaltando manodopera" in modo irregolare per i loro servizi. Manodopera che gli viene fornita da una serie di cooperative e altre società, che nascono e muoiono in breve tempo. A livello giudiziario, si legge nel nuovo decreto, "la Procura di Milano si è già interessata di fenomeni analoghi al presente: Dhl Supply Chain (Italy), gruppo Gls, Spumador spa, Salumificio Beretta, Spreafico spa, Movimoda, Uber, Tnt, Lidl, Fiera Milano, Schenker, Aldieri spa, gruppo Cegalin - Hotelvolver, Brt, Geodis". Negli atti sul caso Esselunga vengono riportati, passaggio per passaggio e indicando le presunte fatture false emesse, tutte le società e i consorzi che avrebbero avuto rapporti, sul fronte della "somministrazione illecita di manodopera", con Esselunga. Tra i nomi indicati anche quello di Fabrizio Cairoli, amministratore di fatto del Consorzio Lavoro Più Società Cooperativa e di In.Job Società Consortile, società già emerse, ad esempio, nell'inchiesta sull'azienda Fratelli Beretta. Fonte ANSA 2023-06-22
Pm sul caso Esselunga, 'lavoratori migravano tra le società'
MILANO, 22 GIU - I lavoratori, formalmente dipendenti di una rete di cooperative e altre società e che lavoravano di fatto, secondo gli inquirenti, per Esselunga, erano costretti a "migrare" da una società all'altra per mantenere il lavoro. E' quanto emerge dagli atti dell'inchiesta milanese che ha portato al sequestro di 48 milioni di euro a carico della catena di supermercati. Il pm Storari nel decreto parla di una "riscontrata 'migrazione' dei lavoratori dipendenti di tali società verso ulteriori soggetti appositamente costituiti al fine di sostituire le prime una volta accumulata una insostenibile posizione debitoria nei confronti dell'Erario". In questo modo il committente finale, ossia Esselunga, poteva, secondo l'accusa, "fruire delle prestazioni dei lavoratori inquadrati formalmente come dipendenti delle società cosiddette 'serbatoi' di manodopera, beneficiando al contempo del diritto alla detrazione dell'Iva esposta sulle fatture che caratterizzano i rapporti in discussione". Negli atti si parla anche del "trasferimento delle provviste finanziarie oggetto di approfondimento dai conti correnti intestati al Consorzio Lavoro Più", una delle società al centro dell'indagine, "verso conti esteri extra europei, dopo essere transitate su conti bancari intestati a soggetti giuridici terzi". Fonte ANSA 2023-06-22
Vigilante, 'mi accoltellarono e presi indennità di 24 euro'
MILANO, 22 GIU - "Sono stato accoltellato da un ladro che avevo fermato all'interno del supermercato. In quella circostanza la Servizi Fiduciari mi ha corrisposto un'indennità di 24 euro in quanto la ferita che avevo riportato, a loro avviso, non era grave". E' solo una delle decine di testimonianze contenute nel decreto con cui il gip di Milano Domenico Santoro, nell'inchiesta del pm Paolo Storari e della Gdf di Como, ha disposto oggi il "controllo giudiziario" sulla società cooperativa Servizi Fiduciari, che fa parte del gruppo Sicuritalia, leader nel settore della sicurezza e della vigilanza privata, per "caporalato" sui lavoratori. E se una donna ha raccontato agli inquirenti che quando stava male percepiva "una somma netta mensile di circa 450 euro", perché non poteva fare gli straordinari (pagati, tra l'altro, "0,80 euro" in più all'ora), un altro lavorava in "un gabbiotto in lamiera privo di riscaldamento" e di "servizi igienici" e altri ancora non ricevevano dall'azienda le mascherine "in periodo di pandemia Covid". In tanti hanno messo a verbale di aver accettato queste condizioni di lavoro perché si trovavano "in forti difficoltà economiche". E alcuni hanno parlato delle "minacce" ricevute: "Mi dissero che se non mi andava bene potevo anche rimanere a casa". Un'altra guardia privata ha spiegato di essere "riuscito ad ottenere tre giorni di ferie solo al momento in cui mio padre stava per morire". Poi, in un altro verbale si legge: "Mediamente effettuo 80 ore di straordinario al mese". E se c'era chi arrivava a guadagnare "900 euro" netti al mese facendo "circa 170 ore di lavoro mensili", in altri casi qualcuno avrebbe lavorato fino a "20 ore" al giorno. E poi ancora: "lavoravamo su doppi turni di servizio, rinunciando anche ai riposi settimanali". Fonte ANSA 2023-06-22
FISCO: SEQUESTRATI A ESSELUNGA 47,7 MILIONI, S'IPOTIZZA FRODE MANODOPERA
Milano, 22 giu. Rapporti di lavoro con Esselunga 'schermati' da società 'filtro', che a loro volta si sarebbero avvalse di cooperative 'serbatoio', che avrebbero ''sistematicamente omesso il versamento Iva e, nella maggior parte dei casi, degli oneri di natura previdenziale e assistenziale''. Questo lo schema di frode ipotizzato dalla procura di Milano, che ha emesso nei confronti di esselunga un decreto di sequestro preventivo d'urgenza da 47,7 milioni di euro, a cui sta dando esecuzione oggi la guardia di finanza di Milano. Sono in corso - fa sapere la procura in una nota - anche diverse perquisizioni nei confronti di persone fisiche e giuridiche coinvolte nell'indagine tra le province di Milano, Novara e Bergamo, a cui i finanziari stanno notificando informazioni di garanzia ''oltre che per le responsabilità personali in ordine ai reati di emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, anche in tema di responsabilità amministrativa degli enti in relazione agli illeciti penali commessi dai dirigenti della società''. Fonte Adnkronos 22-GIU-23
Caporalato: commissariata coop. gruppo sicuritalia, gip 'quadro preoccupante' turni da 20 ore e paghe orarie da poco più di 5 euro
Milano, 22 giu. (Adnkronos) - Retribuzioni ''sotto la soglia di povertà'', lavoratori impiegati fino a 20 ore al giorno, minacciati e trasferiti in sedi a decine di chilometri di distanza alla prima lamentela: parla di un ''quadro preoccupante'' il gip del tribunale di Milano, Domenico Santoro, che ha emesso su richiesta del pm Paolo Storari il decreto di controllo giudiziario sulla cooperativa Servizi Fiduciari del gruppo di vigilanza privata sicuritalia. La società, con sede a Como, applica ai suoi dipendenti un contratto da 5,37 euro l'ora, per una retribuzione mensile di 930 euro lordi, ''non proporzionata né alla qualità né alla quantità del lavoro prestato'', evidenzia il giudice. E così i lavoratori, molti dei quali con contratto part time (a gennaio 2021 erano 2.800 su un totale di 7.100 dipendenti), per ''poter raggiungere uno stipendio che possa garantire un minimo di sopravvivenza'', sono costretti ad accettare ''prestazioni straordinarie di lavoro in quantità abnorme''. Questo, ''nonostante l'azienda dichiari di versare in stato di crisi''. Condizione che stride anche con l'aumento costante della forza lavoro impiegata, cresciuta del 70% (+3.000 unità) tra il 2017 e il 2021. ''Altro che crisi'', commenta il gip in un inciso nel decreto di 78 pagine. Spesso le ore di straordinario sono oltre 200.000 al mese. Nel 2021 la società arriva a denunciarne ''2.247.338, corrispondenti alle ore che avrebbero potuto effettuare ulteriori 12.990 lavoratori nell'anno''. Emblematico il caso di una lavoratrice, L.L., che il 2 settembre 2017 viene impiegata per venti ore. E pochi giorni più tardi, l'11 settembre, lavora per più di 18 ore. Fonte Adnkronos 22-GIU-23
Caporalato: minacce e intimidazioni a vigilantes, 'ti prendo a calci' = addetto sicurezza ferito da ladro in supermercato e risarcito con 24 euro
Milano, 22 giu. (Adnkronos) - ''Se non ti sta bene, stai a casa'': così sarebbero stati intimiditi e minacciati di licenziamento o di trasferimento in sedi lontane da casa i dipendenti della cooperativa Servizi fiduciari (gruppo Sicuritalia), sottoposta oggi a controllo giudiziario, nell'ambito di un'inchiesta per caporalato della procura di Milano. L'espressione ricorre spesso, infatti, nelle decine di testimonianze contenute nel decreto con cui il gip del tribunale di Milano, Domenico Santoro, su richiesta del pm Paolo Storari, 'commissaria' la società. La riferisce ad esempio G.B, una lavoratrice impiegata fino a febbraio/marzo 2020 (stipendio da 400 euro al mese netti, che diventavano 800 con gli straordinari) in un impianto di distruzione carburanti, in cui doveva aprire le cisterne e misurare le quantità giacenti. Priva - a quanto racconta agli inquirenti - di mascherine e guanti e senza una formazione specifica per il tipo di mansione svolto, la donna inizia a manifestare ''problemi di salute consistenti in gravi forme allergiche provocate dall'esposizione agli idrocarburi''. Lo fa presente alla responsabile, che ''mi rispose sostanzialmente che se non rientravo sul posto di lavoro, avrei potuto rimanere a casa. A questo punto, per non perdere il posto di lavoro, mi sono trovata costretta a rientrare dal periodo di malattia che mi era stato prescritto dal mio medico curante''. La lavoratrice si rivolge ai sindacati e nuovamente al medico, che le rilascia un certificato di idoneità parziale al lavoro ''con divieto di impiego presso stazioni di servizio''. La cooperativa però non indietreggia e le ripete che ''se le condizioni di lavoro non mi andavano bene, potevo anche rimanere a casa''. Ed è quello che, dopo una serie di trasferimenti, senza più turni straordinari, alla fine le accade nel 2022, quando smette di ricevere turnazioni e riceve buste paga vuote, perché ''essendo socio lavoratore di una cooperativa e quindi non dipendente, non mi era dovuta alcuna retribuzione se non prestavo attività lavorativa''. La società però le contesta la mancata presentazione al lavoro e alla fine la licenzia. Un altro dipendente, impiegato in un cantiere, riceve una sanzione disciplinare che lo priva di 21 ore di lavoro, quando l'architetto responsabile della sicurezza gli ordina di gestire il traffico e lui obietta che il compito non rientra nelle sue mansioni. ''Ti prendo a calci'', è la risposta che ottiene, prima della contestazione di negligenza, con conseguente sanzione. C'è poi il caso del vigilante impiegato in un supermercato, che ferma un ladro, ma viene accoltellato. La Servizi fiduciari gli corrisponde un'indennità di 24 euro dal momento che - racconta agli inquirenti - ''la ferita che avevo riportato, a loro avviso non era grave, in quanto necessitava soltanto di tre punti di sutura''. Fonte Adnkronos 22-GIU-23
ANSA/Sequestrati 48 milioni a Esselunga, 'sfrutta lavoratori' 'Frode fiscale su manodopera'. Altro caso, caporalato vigilantes (di Igor Greganti e Federica Zaniboni)
MILANO, 22 GIU - Una "condotta" di "carattere fraudolento" che "dura da numerosi anni e ha comportato non solo il sistematico sfruttamento dei lavoratori ma anche ingentissimi danni all'erario". Sono nette le parole del pm di MILANO Paolo Storari nel decreto che ha portato stamani la Guardia di Finanza ad eseguire un sequestro da quasi 48 milioni di euro a carico di Esselunga per una presunta maxi frode fiscale sull'Iva, portata avanti con lo schema della cosiddetta "somministrazione illecita di manodopera". Un "sistema", già emerso in altre indagini del pm Storari e del Nucleo di polizia economico finanziaria della Gdf, attraverso il quale grandi aziende si garantiscono "tariffe altamente competitive" sul mercato "appaltando manodopera" in modo irregolare per servizi di logistica e "movimentazione merci". Lavoratori che, anche in questo caso, secondo l'accusa, di fatto lavoravano per la grande impresa, ossia Esselunga, ma che sulla carta erano dipendenti di cooperative, consorzi e altre società, i "serbatoi di manodopera", che nascevano e morivano in breve tempo, lasciando debiti. E con gli operai costretti a "migrare" da una società all'altra per mantenere il lavoro. "Non si tratta solo di tasse evase", ha commentato l'Unione sindacale di base. "Ben più tartassati - spiega il sindacato - risultano i lavoratori a cui sono stati fregati i contributi previdenziali, il Tfr e noi denunciamo da tempo situazioni ottocentesche nei magazzini della logistica". Sul fronte delle indagini, dopo i casi Dhl, Gls, Uber, Brt e Geodis, solo per citarne alcuni, è emerso che anche il colosso dei supermercati, fondato da Bernardo Caprotti (morto nel 2016), avrebbe portato avanti lo stesso meccanismo illecito tra il 2016 e il 2022. Avrebbe beneficiato della "stipula di fittizi contratti di appalto" sulla manodopera, "in violazione della normativa di settore", e di un giro di false fatture per "oltre 221 milioni di euro". Mentre le società "filtro" non avrebbero versato l'Iva e gli oneri previdenziali e assistenziali. Esselunga, ha fatto sapere la società, "si è immediatamente attivata per offrire la più ampia collaborazione alle autorità giudiziarie e pieno supporto per lo svolgimento delle attività" e attende "con fiducia le verifiche e gli approfondimenti, nella consapevolezza di aver operato sempre nel rispetto della legalità". Tra gli indagati Stefano Ciolli e Albino Rocca, rispettivamente l'ex e l'attuale direttore finanziario. E la società per la responsabilità amministrativa. Nelle indagini si andrà avanti anche con l'ascolto a verbale dei lavoratori, mentre sul sequestro preventivo d'urgenza dovrà decidere il gip Domenico Santoro. Lo stesso giudice che, in un'altra indagine del pm Storari e della Gdf di Como e che si incrocia con quella sul grande marchio dei supermarket, sempre oggi ha disposto, in questo caso per caporalato (non contestato nella vicenda Esselunga), il "controllo giudiziario", una sorta di commissariamento, per la società cooperativa Servizi Fiduciari. Società che fa parte del gruppo Sicuritalia, leader nella vigilanza privata. Tra i clienti big della cooperativa, oltre a Carrefour e Lidl e molti altri, anche Esselunga. Clienti non indagati nell'inchiesta che ha accertato "azioni di sfruttamento" della cooperativa, approfittando dello "stato di necessità", su "oltre 9.000 lavoratori". Percepivano una paga "oraria di 5,37 euro lordi", tra l'altro prevista in un contratto collettivo nazionale, "pari a una retribuzione mensile" di "650 netti". Decine le testimonianze agli atti. "Sono stato accoltellato da un ladro che avevo fermato all'interno del supermercato. La Servizi Fiduciari mi ha corrisposto un'indennità di 24 euro", ha raccontato una guardia privata. E se una donna ha messo a verbale che quando stava male prendeva "circa 450 euro" al mese, perché non poteva fare gli straordinari (pagati "0,80 euro" in più all'ora), un altro lavorava in "un gabbiotto in lamiera privo di riscaldamento" e di "servizi igienici" e altri ancora non ricevevano mascherine "in periodo di pandemia". Alcuni hanno parlato di minacce: "Mi dissero che se non mi andava bene potevo anche rimanere a casa". Un vigilante ha spiegato di essere "riuscito ad ottenere tre giorni di ferie solo al momento in cui mio padre stava per morire". In un altro verbale choc si diceva: "Mediamente effettuo 80 ore di straordinario al mese". Fonte ANSA 2023-06-22
