TORINO, 06 LUG - Il presunto colpevole per lo scoppio della palazzina a Torino, in via Nizza il 30 giugno, è in ospedale nel reparto grandi ustionati del Cto e ha subito un intervento per le conseguenze di quell'esplosione. Giovanni Zippo, guardia giurata di 40 anni, difeso dall'avvocato Basilio Foti, avrebbe agito dopo una relazione sentimentale con una donna che abitava proprio in quell'edificio, ma che in quei giorni era assente perché in vacanza all'Isola d'Elba per raggiungere il proprio compagno impegnato al lavoro nella stagione estiva. Un gesto per terrorizzarla, se non per ucciderla: è quanto dovranno valutare gli inquirenti. Una vittima però di certo c'è stata, un uomo che a quell'ora, poco dopo le 3 di notte, dormiva nell'appartamento accanto a quello fatto saltare. È Jacopo Peretti, 33 anni, per cui oggi nel paese d'origine, Mazzé, c'è stata una messa in memoria, in attesa del via libera della Procura per i funerali. "Purtroppo mio figlio si è trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato e ha pagato con la sua vita - dice la madre, Marzia -. La violenza sulle donne continua a rimanere enorme". Altre cinque persone sono rimaste ferite. Sono una bimba di 6 anni, una ragazza di 19 anni, un giovane di 24 anni, una donna di 45 anni, che erano su quello stesso piano e un dodicenne del piano di sotto, il più grave. Senza contare che 45 persone sono state evacuate e che per molte di loro la possibilità di rientrare a casa per ora non c'è. Zippo quella stessa notte era stato visto scappare con il volto gravemente sfigurato, sanguinante, senza cercare soccorso immediato sul posto. In quella confusione, quando tutti i presenti erano terrorizzati, nessuno ci aveva fatto caso più di tanto. Quel disastro del resto era sembrato un incidente. I vigili del fuoco e le forze dell'ordine erano stati impegnati innanzitutto a salvare dalle macerie i feriti e a verificare che nessuno fosse rimasto intrappolato. Avevano però poi trovato qualcosa di sospetto, un possibile innesco, e le indagini erano partite. In seguito era emerso anche che l'uomo sarebbe entrato nel palazzo in piena notte, portando con sé un sacchetto. Il sospetto è che fosse proprio per l'innesco, forse un combustibile. L'arresto di ieri è avvenuto in seguito a una serie di testimonianze e anche alle riprese di alcune telecamere della zona, che lo hanno collocato con certezza sul posto. Non sarebbe stata la prima volta, sembra emergere, che l'uomo entrava nel palazzo in quei giorni. Fonte ANSA 2025-07-06
