MONTECATINI TERME (PISTOIA), 09 GIU - "Non conoscevo né le due ragazze né il presunto assassino", "alcuni fedeli me ne hanno parlato dopo quanto è successo", "ora sono tutti impauriti, addolorati e aspettano la conclusione delle indagini". Lo dice padre Matei Tulan, prete ortodosso della comunità di romeni immigrati a Montecatini, augurandosi che la "scia di sangue si fermi qui e non vada oltre le due ragazze assassinate", come invece temono gli inquirenti mentre proseguono le indagini. "Nessuna famiglia mi ha segnalato, anche in passato, la scomparsa di qualche ragazza - afferma il religioso ortodosso - ma sono purtroppo situazioni difficili da verificare con certezza, in quanto, soprattutto dalla pandemia a oggi, tantissimi romeni hanno lasciato questo territorio per trasferirsi in altri Paesi o per fare ritorno in Romania. Impossibile sapere l'esatta storia e destinazione di tutte le famiglie e di tutti i loro membri". "La comunità romena ortodossa - aggiunge - è molto unita e, insieme anche a diversi italiani, prega per le vittime, ma anche per il giovane che le avrebbe uccise: sono troppe le famiglie che in questi momenti stanno soffrendo". Sulla famiglia di Vasile Frumuzache, 32enne guardia giurata reo confesso degli omicidi delle romene Ana Maria Andrei e Denisa Maria Adas, padre Matei dice che "era stata destinataria di qualche aiuto alimentare grazie alla catena di solidarietà organizzata dalla comunità ortodossa, ma niente di più". La comunità romena è la più numerosa tra quelle straniere residenti nella Valdinievole, di cui Montecatini è il capoluogo. Ma "non conoscevo nessuna delle due vittime coinvolte nella vicenda - ha anche detto il sacerdote che guida la parrocchia ortodossa di Santa Pelaghia Martire - né l'uomo che ha confessato di essere il loro assassino". Ana Maria Andrei, 27 anni, era domiciliata nella città termale, ne è stata denunciata la scomparsa l'1 agosto 2024, presumibilmente Frumuzache l'ha ucciso nei giorni precedenti; questo assassinio è stato scoperto solo con la confessione di Vasili Frumuzache fatta una settimana fa. Denisa Maria Adas Paun, 30 anni, scomparsa da Prato la notte tra il 15 e il 16 maggio da Prato, è stata ritrovata cadavere tra i rovi di un casolare abbandonato a poca distanza da dove il killer aveva gettato quello dell'altra vittima, in una zona boschiva sulla collina di Montecatini. Fonte ANSA 2025-06-09
PRATO: Nuovi sopralluoghi e sospetti di complici nel caso delle escort romene uccise Indagini approfondite su telefoni e tracce nel "campo degli orrori" a Montecatini
PRATO, 9 giu. - (Adnkronos) - Mentre Vasile Frumuzache, la guardia giurata romena di 32 anni resta in carcere con l'accusa di duplice omicidio, le indagini sulle brutali uccisioni delle escort romene Maria Denisa Paun e Ana Maria Andrei proseguono con nuovi sopralluoghi nel "campo degli orrori" di Montecatini Terme (Pistoia). Gli investigatori diretti dalla Procura di Prato si concentrano sul possibile coinvolgimento di complici, alla luce di immagini e telefonate che sembrano confermare la presenza di altre persone nei momenti chiave degli omicidi. Nel frattempo, continuano le analisi su telefoni cellulari e oggetti sequestrati, alla ricerca di ulteriori prove per ricostruire con precisione i terribili fatti. Maria Denisa Paun, 30 anni, è stata decapitata con un'arma pesante, probabilmente un'accetta o una mannaia, come confermato dall'autopsia, smentendo la versione dell'assassino che aveva parlato di un coltello da cucina. Le perquisizioni hanno portato al sequestro di quattro lame bruciate e di quattro telefoni cellulari, uno dei quali nascosto sotto il sedile dell'auto del killer. Le analisi hanno mostrato uno strano "flusso informatico" tra i cellulari di Denisa e Frumuzache nella notte dell'omicidio, il 15 maggio scorso. Un elemento di particolare interesse è la presenza di un uomo italiano, residente in provincia di Pistoia, ripreso dalle telecamere del residence di PRATO poco prima dell'aggressione mortale a Denisa. L'uomo si allontanò con aria contrariata, e la Procura ha definito "comprensibile" il sospetto che Frumuzache non abbia agito da solo. Il gip del Tribunale di Prato che ha convalidato il fermo ha evidenziato come Frumuzache abbia agito con lucidità e premeditazione, smentendo l'ipotesi di un gesto impulsivo o di un raptus. L'uomo ha già confessato entrambi gli omicidi, ma ha fornito versioni discordanti su diversi aspetti, tentando di minimizzare la sua responsabilità. Dopo un'aggressione subita nel carcere di Prato, durante la quale un cugino di Ana Maria Andrei, anche lui detenuto, gli ha gettato dell'olio bollente sul volto, Frumuzache è stato trasferito nel carcere di Sollicciano a Firenze, dove si trova in regime di massima sorveglianza. Nel frattempo le ricerche degli investigatori proseguiranno nel campo incolto a Montecatini in uso al killer, con l'obiettivo di scoprire eventuali altri elementi o vittime. Gli investigatori stanno inoltre approfondendo il materiale sequestrato, inclusi telefoni e oggetti personali, per fare chiarezza sul ruolo di eventuali complici e ricostruire ogni dettaglio della vicenda. Fonte Adnkronos 09-GIU-25
