L’incidente mortale avvenuto a un dipendente dei “Ranger” in un cantiere stradale sulla Pedemontana Veneta di Vicenza, ripropone drammaticamente la questione delle inumane modalità di servizio delle Guardie Giurate.
Norme sciagurate varate in passato e finalizzate a eludere ogni limite umano alla fatica e a ostacolare i controlli del lavoro straordinario, consentono la predisposizione di servizi che prevedono sistematicamente dodici e più ore continuative di lavoro o l’uso di automezzi, anche in orario notturno, per altissime percorrenze stradali.
Tutto questo espone le guardie giurate a stress e a gravissimi rischi per la loro vita, con uno scadimento della qualità del servizio che si muta in pericolo anche per i cittadini.
Le guardie giurate, così, continuano a morire ma nessuno sembra accorgersene. Di analizzare queste morti bianche non si occupano né i Ministeri, né l’Ispettorato del lavoro, né la Prefettura, né la Questura, né tantomeno la Magistratura.
Al massimo si assiste ad un mortificante balletto di competenze nel quale ciascuno cerca di sottrarsi alle sue responsabilità dicendo "non mi compete".
Dinanzi all'ennesima tragedia, se, al Governo, qualcuno ha un cuore ora batta pure un colpo!
Roma, 17 novembre 2023 IL SEGRETARIO NAZIONALE
Vincenzo del Vicario
Vicenza, auto contro un macchinario del cantiere della Pedemontana: morto un vigilante di 53 anni Fonte Corriere del Veneto >>>
