ROMA: Sparatoria Roma: Savip, inesistenti i controlli nei poligoni

Lunedì, 12 Dicembre 2022 18:13

Sparatoria Roma: Savip, inesistenti i controlli nei poligoni 'Mancano direttive su sicurezza nei tiri a segno'

ROMA, 12 DIC - "La tragica vicenda di follia che ha causato a Roma la morte di tre innocenti e il ferimento di altre quattro persone è solo l'ultimo di una serie di episodi che testimoniano l'assoluta inadeguatezza dell'organizzazione e del sistema dei controlli preventivi di pubblica sicurezza sull'uso delle armi e sui poligoni di tiro pubblici e privati". Lo sottolinea in un comunicato Vincenzo del Vicario, segretario del sindacato autonomo vigilanza privata. "Al Ministero la recente discutibile riorganizzazione del Dipartimento della pubblica sicurezza ha del tutto ignorato tale necessità. D'altronde, in uno squallido 'gioco' in cui tutti scansano le loro responsabilità, l'Amministrazione della P.S. - prosegue del Vicario - ha anche omesso di impartire qualsiasi direttiva sui controlli dei Tiri a segno nazionali. Sul territorio, poi, le polizie amministrative delle Questure, ridotte ad asfittici uffici burocratici, sono lasciate allo sbando, senza che il personale venga adeguatamente aggiornato e formato". "È così che al TSN di Roma nessuno verificava da anni l'adeguatezza delle procedure di sicurezza per l'affidamento delle armi e delle munizioni ai tiratori, lasciando aperte falle fin troppo evidenti", sottolinea il segretario del Savip. Tra le 'falle aperte', del Vicario evidenzia "l'armeria distante dalle linee di tiro, nessun controllo agli ingressi (in entrata e uscita), mancanza di vigilanza e di metal detector, assenza di conteggio delle munizioni esplose, assenza di effettive procedure per la rilevazione delle anomalie sulla linea di tiro e conseguente allarme, sono solo alcuni degli evidenti difetti che ogni Guardia Giurata ha potuto rilevare durante le esercitazioni periodiche, con l'assenza assoluta di controlli". "Rigorosissimo il controllo per le Guardie Giurate, ma solo cartolare: pagare l'esercitazione e produrre i libretti di tiro per i controlli meramente burocratici della Questura", rileva il sindacalista della vigilanza privata. "Anche questa volta tra tutti gli strapagati burocrati, chiamati a organizzare, nessuno sarà responsabile e nessuno pagherà. Siamo facili profeti affermando che la colpa di questa nuova tragedia sarà attribuita solo all'assassino e, forse, a qualche impiegato del TSN particolarmente sfortunato", conclude del Vicario. Fonte ANSA 2022-12-12 

 

Roma, Savip: in poligoni inesistenza dei controlli Del Vicario: al Tsn della Capitale nessuno verificava da anni

Roma, 12 dic. (askanews) - "La tragica vicenda di follia che ha causato a Roma la morte di tre innocenti e il ferimento di altre quattro persone è solo l'ultimo di una serie di episodi che testimoniano l'assoluta inadeguatezza dell'organizzazione e del sistema dei controlli preventivi di pubblica sicurezza sull'uso delle armi e sui poligoni di tiro pubblici e privati". Lo denuncia il segretario nazionale del sindacato della vigilanza privata Savip, Vincenzo del Vicario. "Al ministero la recente discutibile riorganizzazione del Dipartimento della pubblica sicurezza ha del tutto ignorato tale necessità. D'altronde, in uno squallido 'gioco' in cui tutti scansano le loro responsabilità, l'amministrazione della pubblica sicurezza ha anche omesso di impartire qualsiasi direttiva sui controlli dei Tsn. Sul territorio, poi, le polizie amministrative delle Questure, ridotte ad asfittici uffici burocratici, sono lasciate allo sbando, senza che il personale venga adeguatamente aggiornato e formato". Insomma "è così che al Tsn di Roma nessuno verificava da anni l'adeguatezza delle procedure di sicurezza per l'affidamento delle armi e delle munizioni ai tiratori, lasciando aperte falle fin troppo evidenti - sottolinea ancora Del Vicario - Armeria distante dalle linee di tiro, nessun controllo agli ingressi (in entrata e uscita), mancanza di vigilanza e di metal detector, assenza di conteggio delle munizioni esplose, assenza di effettive procedure per la rilevazione delle anomalie sulla linea di tiro e conseguente allarme, sono solo alcuni degli evidenti difetti che ogni Guardia Giurata ha potuto rilevare durante le esercitazioni periodiche, con l'assenza assoluta di controlli". Mentre è "rigorosissimo il controllo per le Guardie Giurate, ma solo cartolare: pagare l'esercitazione e produrre i libretti di tiro per i controlli meramente burocratici della Questura. Anche questa volta tra tutti gli strapagati burocrati, chiamati a organizzare, nessuno sarà responsabile e nessuno pagherà. Siamo facili profeti affermando che la colpa di questa nuova tragedia sarà attribuita solo all'assassino e, forse, a qualche impiegato del Tsn particolarmente sfortunato". Fonte askanews 2022 12 12 

ROMA: TRIPLICE OMICIDIO, DEL VICARIO (SAVIP) "CONTROLLI INESISTENTI"

ROMA (ITALPRESS) - "La tragica vicenda di follia che ha causato a Roma la morte di tre innocenti e il ferimento di altre quattro persone è solo l'ultimo di una serie di episodi che testimoniano l'assoluta inadeguatezza dell'organizzazione e del sistema dei controlli preventivi di pubblica sicurezza sull'uso delle armi e sui poligoni di tiro pubblici e privati". Lo scrive in una nota il segretario nazionale del Savip, Sindacato Autonomo Vigilanza Privata, Vincenzo del Vicario. "Al Ministero la recente discutibile riorganizzazione del Dipartimento della pubblica sicurezza ha del tutto ignorato tale necessità. D'altronde, in uno squallido "gioco" in cui tutti scansano le loro responsabilità, l'Amministrazione della P.S. ha anche omesso di impartire qualsiasi direttiva sui controlli dei TSN. Sul territorio, poi, le polizie amministrative delle Questure, ridotte ad asfittici uffici burocratici, sono lasciate allo sbando, senza che il personale venga adeguatamente aggiornato e formato" aggiunge. "È così che al Tsn di Roma nessuno verificava da anni l'adeguatezza delle procedure di sicurezza per l'affidamento delle armi e delle munizioni ai tiratori, lasciando aperte falle fin troppo evidenti - dice ancora del Vicario.  Armeria distante dalle linee di tiro, nessun controllo agli ingressi (in entrata e uscita), mancanza di vigilanza e di metal detector, assenza di conteggio delle munizioni esplose, assenza di effettive procedure per la rilevazione delle anomalie sulla linea di tiro e conseguente allarme, sono solo alcuni degli evidenti difetti che ogni Guardia Giurata ha potuto rilevare durante le esercitazioni periodiche, con l'assenza assoluta di controlli". "Rigorosissimo il controllo per le Guardie Giurate, ma solo cartolare: pagare l'esercitazione e produrre i libretti di tiro per i controlli meramente burocratici della Questura. Anche questa volta tra tutti gli strapagati burocrati, chiamati a organizzare, nessuno sarà responsabile e nessuno pagherà. Siamo facili profeti affermando che la colpa di questa nuova tragedia sarà attribuita solo all'assassino e, forse, a qualche impiegato del TSN particolarmente sfortunato" conclude. Fonte ITALPRESS 12-Dic-22 

TRIPLICE OMICIDIO ROMA, SAVIP: INESISTENZA DEI CONTROLLI

(9Colonne) Roma, 12 dic - "La tragica vicenda di follia che ha causato a Roma la morte di tre innocenti e il ferimento di altre quattro persone è solo l'ultimo di una serie di episodi che testimoniano l'assoluta inadeguatezza dell'organizzazione e del sistema dei controlli preventivi di pubblica sicurezza sull'uso delle armi e sui poligoni di tiro pubblici e privati". Lo afferma il segretario nazionale di Savip, sindacato autonomo vigilanza privata, Vincenzo del Vicario. "Al Ministero la recente discutibile riorganizzazione del Dipartimento della pubblica sicurezza ha del tutto ignorato tale necessità. D'altronde, in uno squallido 'gioco' in cui tutti scansano le loro responsabilità, l'Amministrazione della P.S. ha anche omesso di impartire qualsiasi direttiva sui controlli dei TSN. Sul territorio, poi, le polizie amministrative delle Questure, ridotte ad asfittici uffici burocratici, sono lasciate allo sbando, senza che il personale venga adeguatamente aggiornato e formato. È così che al TSN di Roma nessuno verificava da anni l'adeguatezza delle procedure di sicurezza per l'affidamento delle armi e delle munizioni ai tiratori, lasciando aperte falle fin troppo evidenti. Armeria distante dalle linee di tiro, nessun controllo agli ingressi (in entrata e uscita), mancanza di vigilanza e di metal detector, assenza di conteggio delle munizioni esplose, assenza di effettive procedure per la rilevazione delle anomalie sulla linea di tiro e conseguente allarme, sono solo alcuni degli evidenti difetti che ogni Guardia Giurata ha potuto rilevare durante le esercitazioni periodiche, con l'assenza assoluta di controlli. Rigorosissimo il controllo per le Guardie Giurate, ma solo cartolare: pagare l'esercitazione e produrre i libretti di tiro per i controlli meramente burocratici della Questura. Anche questa volta tra tutti gli strapagati burocrati, chiamati a organizzare, nessuno sarà responsabile e nessuno pagherà. Siamo facili profeti affermando che la colpa di questa nuova tragedia sarà attribuita solo all'assassino e, forse, a qualche impiegato del TSN particolarmente sfortunato". Fonte 9Colonne 12 DIC 22

I dubbi sulla fuga dal poligono con la pistola, le falle sui controlli, i certificati medici: come ha fatto Campiti a rubare l’arma Fonte Open >>>

La stretta sui poligoni di tiro dopo la strage di Fidene Fonte RomaToday >>>

Omicidi a Fidene, falle nei poligoni. Ora la stretta Fonte Canale10 >>>

ANSA-BOX/ Al poligono si cerca chi ha dato la pistola a Campiti Check su documenti e video.Prefetto,tiri a segno,ora una stretta

ROMA, 12 DIC - Alla fine, per una tragica ironia, nel mirino degli inquirenti c'è finito anche un poligono di tiro. Quello di via di Tor di Quinto, dal quale Claudio Campiti ha portato via ieri mattina la pistola che poco dopo avrebbe usato per fare strage a Fidene. Perché, al netto del gesto omicida del 57enne, la domanda che rimbalza adesso tra inquirenti, istituzioni e media è una sola: come è possibile uscire da un poligono con in tasca una pistola, apparentemente indisturbati? Per questo i carabinieri sono pronti ad acquisire dalla struttura, ora sotto sequestro, tutti i verbali di ingresso e di uscita di ieri, e analizzeranno le immagini delle telecamere di sicurezza per capire se ci siano state 'falle' di sorveglianza. Al momento comunque l'unico indagato è Campiti, che di quel poligono era un habitué: era iscritto dal 2018, e non è escluso che possa aver contato sul fatto di essere una faccia nota per attirare meno l'attenzione. L'uomo, dopo aver ricevuto arma e munizioni, non avrebbe mai raggiunto l'area di tiro; avrebbe invece infilato direttamente l'uscita, diretto a Fidene. C'è un precedente di gennaio 2012: in quella occasione venne rapinato un ufficio postale di Firenze con una pistola sottratta proprio a Tor di Quinto. Un socio del circolo aveva ritirato l'arma con una decina di proiettili e si era allontanato, e per questo era stato denunciato. Nella rapina furono ferite due persone. Insomma, il tema esiste, e la strage di Roma l'ha fatto emergere nel modo più tragico. Se n'è parlato stamattina al Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza convocato dal prefetto di Roma Bruno Frattasi, che sul caso di specie ha preferito non commentare, nel rispetto delle indagini in corso, ma ha annunciato in ogni caso "una stretta sui poligoni: faremo un'attività per vedere esattamente i controlli amministrativi che possiamo fare per verificare la regolarità della conduzione di queste strutture". D'accordo il sindaco Roberto Gualtieri, che sulle armi ha idee nette: "Per me le dovrebbero utilizzare solo le forze dell'ordine. Non rafforzano la sicurezza: meno ce ne sono in giro e più si è sicuri". Ma il sindaco ha anche indicato quello che ritiene un vulnus nella normativa: "Abbiamo verificato - ha detto - e non ci sono delle regole che vietano di utilizzare armi nel poligono a chi ha ricevuto un diniego al porto d'armi sportivo" come nel caso di Campiti, "e questo sta al legislatore valutare se sia corretto. All'articolo 4.1 del regolamento del Tiro a segno nazionale - ha sottolineato Gualtieri - è previsto che non ci si possa fermare da quando si riceve l'arma a quando si va a sparare, ma evidentemente non sono previste procedure rigorose". Considerazioni che sembrano trovare riscontro nella testimonianza del Savip, il sindacato delle guardie giurate: Al poligono di Tor di Quinto "nessuno verificava da anni l'adeguatezza delle procedure di sicurezza per l'affidamento delle armi e delle munizioni ai tiratori, lasciando aperte falle fin troppo evidenti - ha detto il segretario Vincenzo del Vicario - Armeria distante dalle linee di tiro, nessun controllo agli ingressi in entrata e uscita, mancanza di vigilanza e di metal detector, assenza di conteggio delle munizioni esplose". L'opposto di quanto si legge sul sito del poligono: "I criteri di sicurezza sono spinti al massimo - così si presenta il Tsn - ogni tiratore è accudito e su di lui vigila il nostro personale altamente qualificato e in possesso di idonea licenza prefettizia. Nulla è lasciato al caso". Fonte ANSA 2022-12-12 

Pubblicato in Stampa SAVIP