Sono "portieri privati" e non guardie giurate le quattro persone in servizio presso il Centro di Medicina dello Sport del Coni di Roma dell'Acqua Acetosa arrestate dai carabinieri nell'ambito di una operazione antidroga. La precisazione arriva dal Savip, il sindacato autonomo di vigilanza privata, che parla di "errata interpretazione" da parte degli organi di informazione. "Chi, seconda l'accusa, spacciava droga mentre vigilava, infatti, non era la guardia giurata, piuttosto, un portiere utilizzato impropriamente per la vigilanza. L'episodio dimostra - dice il segretario del Savip, Vincenzo Del Vicario - quanto coloro che vogliono risparmiare, assumendo altre figure professionali in vece delle guardie giurate, possa rischiare di fare un pessimo affare". Per Del Vicario, "l'abusivismo dilaga e, mentre astuti pescecani si ingrassano alle spalle dei lavoratori e della clientela, quelli che pagano il prezzospalle dei lavoratori e della clientela, quelli che pagano il prezzomaggiore sono i cittadini".
