Firenze, 5 feb. (LaPresse) - Una lista con nomi, indirizzi e numeri di telefono. E' quanto aveva con sé ieri, mercoledì 4 febbraio, durante il tentativo di evasione dal carcere fiorentino di Sollicciano, Vasile Frumuzache, il 33enne cittadino rumeno accusato degli omicidi delle connazionali Ana Maria Andrei, 27 anni, e Maria Denisa Paun, 30, avvenuti rispettivamente a Montecatini (Pistoia) nell'agosto del 2024 e a Prato lo scorso anno. La notizia si è appresa oggi nel corso della prima udienza del processo a carico del 33enne che si tiene nell'aula bunker di Firenze, davanti ai giudici della corte d'assise che scorso 15 gennaio aveva disposto la riunificazione dei due procedimenti penali avviati dalle procure di Pistoia e di Prato, riconoscendo la connessione tra i due delitti. La lista è stata trovata e sequestrata dall'agente della polizia penitenziaria che ieri ha sventato il tentativo di evasione. I procuratori di Pistoia, Leonardo De Gaudio, e di Prato, Luca Tescaroli, non hanno mai scartato l'ipotesi che Frumuza che avesse dei complici, e il ritrovamento di questo appunto in tasca all'ex guardia giurata rafforza questa pista e fa supporre che qualcuno potesse aver cercato di favorirne la fuga dal carcere. Al centro del processo che si è aperto oggi e nel quale la pubblica accusa è sostenuta dalla procura di Prato, ci sono gli omicidi delle due escort. Nell'agosto del 2024 venne presentata dai familiari la denuncia di scomparsa di Ana Maria Andrei, ma il suo cadavere venne stato rinvenuto solo nel giugno del 2025 nei boschi delle Panteraie di Montecatini, nei pressi di un casolare abbandonato, vicino ai resti di Maria Denisa Paun, che era stata uccisa nella notte tra il 15 e il 16 maggio 2025 all'interno del residence Ferrucci di Prato, struttura dove la donna riceveva i clienti. Le indagini condotte dalla Procura di Prato portarono ai primi di giugno di un anno fa all'arresto di Vasile Frumuzache, che confessò l'omicidio di Denisa, sostenendo in un primo momento di aver decapitato la donna nella stanza del residence pratese senza lasciare tracce di sangue, ammettendo poi di aver trasportato il corpo nella propria abitazione di Monsummano Terme (Pistoia) dove avrebbe compiuto la decapitazione della vittima e il tentativo di bruciare il cranio in un campo. Successivamente gli investigatori poco distante trovarono i resti di Ana Maria. Frumuzache ha sempre negato di aver avuto dei complici. Ma nell'avviso di chiusura delle indagini relativo all'omicidio di Prato si ipotizza che Frumuzache possa aver agito "in concorso con altri soggetti non ancora identificati". Al 33enne viene contestata anche la premeditazione per il delitto di Denisa perché dalle immagini delle telecamere di sorveglianza installate intorno al residence Ferrucci sarebbe emerso che il 14 maggio, il giorno precedente all'omicidio, l'ex guardia giurata avrebbe effettuato almeno due sopralluoghi nelle strade limitrofe, presumibilmente per studiare le vie di fuga e il flusso dei clienti. Anche sul movente degli omicidi restano molti dubbi. Davanti al giudice dell'udienza preliminare del tribunale di Prato, che il 26 novembre scorso lo ha rinviato a giudizio, Frumuzache ha parlato solo dell'omicidio di Maria Denisa Paun, sostenendo di aver agito dopo un presunto ricatto della donna che gli avrebbe chiesto denaro minacciando di rivelare alla moglie il loro incontro. Nessuna spiegazione, invece, è stata fornita per l'uccisione di Ana Maria Andrei. L'imputato ha seguito l'udienza di oggi in videoconferenza. la prossima udienza si terrà il 5 marzo quando è previsto l'interrogatorio di Frumuzache, richiesto dal suo difensore, l'avvocato Diego Capano. Fonte LaPresse 05 FEB 26
FIRENZE: AL VIA PROCESSO KILLER ESCORT, AVEVA TENTATO EVASIONE CON LISTA NOMI E NUMERI = Il ritrovamento dell'appunto nelle tasche dell’ex guardia giurata rafforza l'ipotesi dell'esistenza di complici
Firenze, 5 feb. - (Adnkronos) - Una lista contenente nomi, indirizzi e numeri di telefono: è questo il documento che Vasile Frumuzache, cittadino rumeno di 33 anni, considerato il killer delle escort connazionali, aveva con sé nella giornata di mercoledì 4 febbraio quando ha tentato di evadere dal carcere fiorentino di Sollicciano. L'uomo è imputato per due omicidi: quello di Ana Maria Andrei, 27 anni, avvenuto a Montecatini Terme nell'agosto del 2024, e quello di Maria Denisa Paun, 30 anni, consumato a Prato lo scorso anno. La circostanza è emersa oggi nel corso della prima udienza del processo a carico del 33enne, celebrata nell'aula bunker di Firenze davanti alla Corte d'assise. Lo scorso 15 gennaio i giudici avevano disposto la riunione dei due procedimenti penali, avviati separatamente dalle Procure di Pistoia e di Prato, riconoscendo la connessione tra i due delitti. L'elenco è stato rinvenuto e sequestrato dall'agente della polizia penitenziaria che ha sventato il tentativo di evasione. Un elemento che potrebbe rivelarsi significativo per le indagini: il pubblico ministero di Pistoia Leonardo De Gaudio e il procuratore di Prato Luca Tescaroli non hanno infatti mai escluso la possibilità che Frumuzache potesse contare su appoggi esterni. Il ritrovamento dell'appunto nelle tasche dell'ex guardia giurata rafforza l'ipotesi dell'esistenza di complici e lascia supporre che qualcuno possa aver tentato di agevolarne la fuga dal carcere. L'imputato ha seguito l'udienza di oggi in videoconferenza. La prossima udienza si terrà il 5 marzo quando è previsto l'interrogatorio di Frumuzache, richiesto dal suo difensore, l'avvocato Diego Capano. Al centro del processo vi sono due omicidi. Il primo, in ordine cronologico, riguarda Ana Maria Andrei, 27 anni, uccisa nell'agosto del 2024 a Montecatini Terme (Pistoia). La giovane, anche lei escort di origine romena, era scomparsa da giorni prima che la sua morte venisse accertata. La denuncia della scomparsa da parte dei familiari non aveva però innescato un'attenzione mediatica e investigativa paragonabile a quella che, mesi dopo, avrebbe accompagnato il caso di Maria Denisa Paun. La seconda vittima, Maria Denisa Paun, 30 anni, fu uccisa nella notte tra il 15 e il 16 maggio 2025 all'interno del residence Ferrucci di Prato, struttura dove la donna riceveva i clienti. La madre residente a Roma, allarmata dall'improvvisa interruzione delle consuete telefonate quotidiane con la figlia, presentò denuncia, dando il via a ricerche serrate che coinvolsero forze dell'ordine e volontari. Le indagini condotte dalla Procura di Prato portarono, ai primi di giugno di un anno fa, all'arresto di Vasile Frumuzache, che confessò l'omicidio. Una confessione che, col passare dei giorni, si è arricchita di particolari sempre più inquietanti. In un primo momento l'uomo aveva fornito agli inquirenti una versione ritenuta inverosimile, sostenendo di aver decapitato la donna nella stanza 101 del residence pratese senza lasciare tracce di sangue. Successivamente ha ammesso di aver trasportato il corpo nella propria abitazione di Monsummano Terme dove avrebbe compiuto quello che lui stesso ha definito il "lavoro sporco": la decapitazione della vittima, il tentativo di bruciare il cranio in un campo - del quale sono rimasti frammenti ossei - e l'abbandono del resto del corpo nei boschi delle Panteraie di Montecatini, nei pressi di un casolare abbandonato. È proprio in quella zona che, successivamente, è stato rinvenuto anche il corpo senza vita di Ana Maria Andrei. La ricostruzione degli spostamenti di Frumuzache è stata possibile grazie al gps installato sulla sua auto per fini assicurativi. L'uomo ha inoltre indicato agli investigatori il luogo dove aveva nascosto i due telefoni cellulari sottratti a Maria Denisa Paun. Nonostante la confessione, continua a sostenere di aver agito da solo, una versione che la Procura di Prato non ritiene del tutto credibile. Nell'avviso di chiusura delle indagini relativo all'omicidio di Prato, infatti, si ipotizza che Frumuzache possa aver agito "in concorso con altri soggetti non ancora identificati". All'indagato viene contestata anche la premeditazione: dalle immagini delle telecamere di sorveglianza installate intorno al residence Ferrucci emergerebbe che il 14 maggio, il giorno precedente al delitto, l'ex guardia giurata avrebbe effettuato almeno due sopralluoghi nelle strade limitrofe, presumibilmente per studiare le vie di fuga e il flusso dei clienti. Un elemento che rafforza il quadro accusatorio è rappresentato dalle intercettazioni ambientali in carcere, nelle quali Frumuzache parla degli omicidi con la moglie, che si mostra incredula di fronte alle rivelazioni del marito. Una prima perizia psichiatrica, affidata a due esperti, ha stabilito che l'imputato era capace di intendere e di volere al momento dei fatti e che può partecipare consapevolmente al processo. Il movente resta uno dei nodi centrali del dibattimento. Davanti al giudice dell'udienza preliminare del tribunale di Prato, che il 26 novembre scorso lo ha rinviato a giudizio, Frumuzache ha parlato solo dell'omicidio di Maria Denisa Paun, sostenendo di aver agito dopo un presunto ricatto: la donna, secondo la sua versione, gli avrebbe chiesto denaro minacciando di rivelare alla moglie il loro incontro. Nessuna spiegazione, invece, è stata fornita per l'uccisione di Ana Maria Andrei. Il caso, tuttavia, potrebbe non essere chiuso. La Procura pratese continua a indagare su eventuali altri episodi riconducibili a Frumuzache, ipotizzando che le due vittime accertate possano non essere le sole. Fonte Adnkronos 05-FEB-26
