MILANO, 30 SET - "All'inizio della via ho cominciato a sentire delle urla, me lo ricordo molto bene. Un ragazzo gridava e diceva aiuto". Inizia così il racconto di un testimone, ascoltato in aula davanti alla Corte d'Assise di Milano nel processo a carico di due guardie giurate accusate di omicidio preterintenzionale per la morte di Giovanni Sala. Il 34enne è deceduto nella notte tra il 19 e il 20 agosto 2023, dopo essere stato bloccato "in evidente stato di alterazione" davanti alla sede di Sky a Rogoredo. "Mi sono fermato e ho dato un'occhiata, pensavo che la situazione si stesse risolvendo", ha aggiunto il testimone. "Il ragazzo che gridava aiuto era già sdraiato a terra e vicino a lui c'erano almeno due guardie giurate. Ho visto uno dei due, il più grosso, che gli era sopra. L'altro lo teneva da dietro, dalle gambe". Rispondendo alle domande del pm Alessandro Gobbis e delle difese, ha poi aggiunto: "In quel momento ho pensato a George Floyd". Spiegando di essersi allontanato per "pochi minuti" dalla sede di Sky, ha raccontato che al suo ritorno "stava per arrivare l'ambulanza. Questo - ha detto - mi ha colpito". In aula sono poi stati proiettati i video delle telecamere di sorveglianza in cui si vede la "sequenza dei 18 tentativi" di Sala "in 35 minuti" - come spiegato questa mattina dalla testimonianza di un investigatore della Squadra Mobile - di avvicinarsi all'ingresso. Le immagini mostrano il 34enne correre da una parte all'altra della strada, raggiungendo più volte i vigilantes. Per tutto il tempo della proiezione dei filmati, il fratello minore è rimasto in aula, mentre la mamma Lucia è uscita dopo pochi minuti in lacrime. Fonte ANSA 2025-09-30
Morì bloccato a terra da vigilantes, il racconto dei '6 minuti' Testimonianza in processo Milano per omicidio preterintenzionale
MILANO, 30 SET - Ha ricostruito anche quei "sei minuti" in cui una delle due guardie giurate lo teneva fermo a terra un investigatore della Squadra mobile di Milano sentito come testimone nel processo sulla morte di Giovanni Sala, 34 anni, bloccato da due vigilantes davanti alla sede di Sky a Rogoredo, alla periferia sud di Milano, mentre era "in evidente stato di alterazione" nella notte tra il 19 e il 20 agosto 2023. Le due guardie sono imputate, davanti alla Corte d'Assise di Milano, per omicidio preterintenzionale. Sala, secondo l'ipotesi del pm Alessandro Gobbis nelle indagini che inizialmente contestarono l'omicidio colposo, morì per arresto cardiaco, dopo essere stato anche bloccato a terra con un ginocchio sulla sua schiena per più di un minuto. Per il pm, in quell'azione nei confronti di Sala i due vigilantes diedero "sfogo ad istinti violenti e inutilmente prevaricatori". L'uomo, che aveva assunto alcol e droga, fu immobilizzato in modo violento, quando non c'era "alcuna necessità di tutelare persone o cose da pericoli concreti". Stando alla testimonianza dell'investigatore, basata sulle immagini senza audio delle telecamere di sorveglianza (che saranno mostrate in aula oggi), una delle due guardie, quando lo teneva a terra, "presumo che gli dicesse 'non ti muovere, stai tranquillo, che arrivano i soccorsi'". Nella deposizione il teste di Polizia ha ripercorso tutta la "sequenza dei 18 tentativi" di Sala "in 35 minuti", poco dopo mezzanotte, di avvicinarsi alle due guardie che presidiavano l'ingresso della sede Sky. L'investigatore lo ha descritto come "spaesato" e "confuso", era arrivato là "dal vicino 'boschetto della droga'". Il teste, che ha analizzato le immagini, ha parlato di "una spinta e due pugni a vuoto" da parte dei vigilantes, di "prese al collo" in varie fasi per "metterlo a terra". Di un suo "tentativo di divincolarsi e alzarsi, fino a che si vede che si mette una mano sul petto come se accusasse dolore". A "mezzanotte e 44 minuti si accorgono probabilmente che sta male e lo girano in posizione supina sulla strada". E una delle due guardie pratica un massaggio cardiaco, prima dell'arrivo dell'ambulanza e di una volante della Polizia. Fonte ANSA 2025-09-30
