MILANO, 25 GEN - La Procura di Milano nelle sue indagini più recenti ha dedicato "particolare attenzione" al contrasto dello "sfruttamento lavorativo nell'alta moda", fotografando un "fenomeno dove due mondi", quello "del lusso da una parte e quello dei laboratori cinesi dall'altra, entrano in connessione con l'unico obiettivo dell'abbattimento dei costi e della massimizzazione dei profitti, attraverso l'elusione di norme penali". Lo ha spiegato la procuratrice generale Francesca Nanni nella sua relazione per l'inaugurazione dell'Anno giudiziario milanese "sull'andamento della criminalità". Nel distretto milanese "sono decisamente in aumento - si legge nella relazione - le denunce contro la libertà sessuale e per stalking, mentre gli omicidi volontari con vittime di sesso femminile sono invariati rispetto al periodo precedente". In più, spiega Nanni, è "sempre preoccupante la situazione relativa ai delitti colposi di omicidio e lesioni da infortuni sul lavoro, anche se a livello distrettuale le statistiche indicano una diminuzione". Importanti anche le inchieste milanesi sui cosiddetti "serbatoi di manodopera" che hanno, poi, portato alla "internalizzazione", ossia all'assunzione, dei lavoratori che non ricevevano nemmeno i contributi. Interventi significativi sono stati pure quelli di contrasto alle "retribuzioni sotto la soglia di povertà", ad esempio nel settore della vigilanza privata, con aziende a cui è stato applicato il "controllo giudiziario". Numerosi i passaggi nell'intervento di Nanni sulla carenza di organici e risorse, con una scopertura di magistrati che alla Procura di Sondrio ha raggiunto addirittura la "soglia del 60%". Tutto ciò mentre "l'indispensabile processo di digitalizzazione del settore penale si rivela gravemente inadeguato". Fonte ANSA 2025-01-25
