TORINO, 14 DIC - Un'ispezione pretestuosa nella sede della Juventus, lo spionaggio interno nella multinazionale Kerakoll, la raccomandazione per entrare nei servizi segreti, proposta di reclutare - in cambio di 40mila euro - delle escort in grado di creare "situazioni imbarazzanti" per i rivali. Sono solo alcuni degli episodi entrati al vaglio della procura di Torino in un'inchiesta - culminata la scorsa settimana con la notifica dell'avviso di chiusura indagini - sull'attività di un paio di agenzie di investigazioni che sarebbero riconducibili a Riccardo Ravera, 60 anni, un carabiniere in pensione che con il nome in codice di 'Arciere' fece parte della squadra del Ros che nel 1993 arrestò Totò Riina. Gli indagati sono in tutto 28. A seconda delle singole condotte la procura ha predisposto 26 capi d'accusa per reati di corruzione, associazione per delinquere, esercizio abusivo della professione, interferenze illecite, falsificazione di comunicazioni informatiche. Fonte ANSA 2023-12-14
ANSA/Juve e 007, nell'indagine non solo le spie alla Kerakoll L'inchiesta di Torino su agenzie di ex carabiniere, 28 indagati (di Mauro Barletta)
Torino, 14 DIC - La spy story alla Kerakoll, l'ispezione alla Juventus per favorire un amico, la proposta di reclutare gruppi di escort alla modica cifra di 40 mila euro per "creare situazioni imbarazzanti", l'incontro con una donna per screditare un rivale nella lotta per una promozione in azienda. E' un mare magnum l'inchiesta della procura di Torino che, innestandosi sull'attività di due agenzie investigative e di security, ha portato ad avvisi di chiusura indagini a 28 persone. La figura chiave è considerata quella di Riccardo Ravera, 60 anni, un carabiniere (da tempo in pensione) che con il nome in codice di 'Arciere' fece parte della leggendaria squadra del Ros che catturò Totò Riina. A lui, secondo le indagini, è riconducibile la gestione 'di fatto' delle due agenzie. Ma c'è anche un altro membro di quel team, noto come 'Vikingo', che da luogotenente dell'Arma in servizio al nucleo informativo di Alessandria avrebbe effettuato una serie di ricerche abusive nelle banche dati della polizia. Storie e personaggi che si intrecciano fra loro in una miriade di episodi controversi. Nel 2018 Andrea Remotti, dirigente alla Kerakoll (multinazionale di prodotti per l'edilizia con sede a Sassuolo), chiese a 'Vikingo' informazioni su Carmelo Salerno, imprenditore e presidente del Modena calcio. Ma non solo. Per conto della Kerakoll (oltre a Remotti sono indagati Emilia e Fabio Sghedoni, componenti del Cda) un'agenzia di Ravera avrebbe spiato una riunione fra dirigenti in un locale interno, il Green Lab, cui prese parte anche il fondatore, Romano Sghedoni (non indagato). Cimici e microcamere documentarono di nascosto anche incontri d'ufficio fra manager di diverse aziende (Mapei, Sika-Index e la stessa Kerakoll) che si tennero nel 2021 in un hotel di Piacenza, mentre la Juventus spunta quasi di sfuggita come una specie di capro espiatorio. Tutto nasce da una multa inflitta nel 2017 dal Nil (Nucleo ispettivo del lavoro) a una delle agenzie di Ravera in occasione di un concerto di Tiziano Ferro allo stadio Olimpico. 'Arciere' lamentò una disparità di trattamento rispetto alla Juventus. E qualche mese dopo scattò un'ispezione nella sede della società bianconera. A disporla - secondo i pm aggirando le procedure - fu il capo del Nil di Torino, il maresciallo Maurizio Trentadue. Il quale, più tardi, svolse anche dei controlli su un'agenzia di security che lavorava in un complesso per grandi eventi, da dove fu licenziata e sostituita con una ditta collegata a Ravera. Arciere, secondo i pm, nel 2017 ricambiò il maresciallo procurandogli un incontro con il generale Umberto Sinico, dirigente in servizio presso la Presidenza del Consiglio, per farlo entrare nei servizi segreti. Fonte ANSA 2023-12-14
