PALERMO, 31 AGO - Il credito di imposta per le attività di ricerca e sviluppo spettava. La corte di giustizia tributaria di Palermo ha annullato un avviso di accertamento di oltre un milione a carico della Mondialpol Security, difesa dagli avvocati associati dello stesso studio Alessandro Dagnino, Antonino Calcò e Claudio La Valva. I giudici tributari hanno rigettato la pretesa dell'Agenzia delle entrate che con l'atto richiedeva la restituzione dei crediti di imposta utilizzati dall'operatore economico del settore della vigilanza negli anni 2018, 2019 e 2020. Per l'Agenzia sarebbero mancati i requisiti per ottenere il credito. La Mondialpol Security aveva, infatti, portato in deduzione le attività di sviluppo del Gps come sistema di geolocalizzazione delle guardie giurate previsto da un progetto di ricerca redatto dalla stessa società e dall'università di Palermo. Per l'amministrazione finanziaria, però, questa attività non dava diritto al credito perché le spese per la loro realizzazione difetterebbero dei requisiti di "novità, creatività, incertezza, sistematicità, trasferibilità e riproducibilità" e rappresenterebbero "mere attività tese all'incremento della competitività dell'azienda attraverso processi più efficaci ed efficienti" non apportando "alcun contributo all'avanzamento delle conoscenze generali e quindi al beneficio per l'intera economia che dovrebbe qualificare, invece, un'attività di ricerca e sviluppo". Alla base di questa interpretazione degli uffici erariali sono state addotte circolari ministeriali e dell'Agenzia delle entrate. Documenti tutti non pubblicati nella gazzetta ufficiale e dei quali non può pertanto presumersi la legale conoscenza da parte dei cittadini. Inoltre, l'atto di recupero si basava sul cosiddetto "manuale di Frascati", una sorta di "bibbia" in tema di ricerca e lo sviluppo che, però, secondo la corte di giustizia tributaria palermitana, non ha la "'valenza generale che il Mise e l'agenzia delle entrate gli vorrebbero attribuire". Fonte ANSA 2023-08-31
