VERONA: Poliziotti arrestati: Tosi, corretto accertare i fatti

Martedì, 06 Giugno 2023 12:53

Poliziotti arrestati: Tosi, corretto accertare i fatti

VERONA, 06 GIU - Flavio Tosi, deputato di Forza Italia e già sindaco di Verona, interviene sull'arresto ai domiciliari di cinque Poliziotti della Questura di Verona. Stamattina Tosi ha avuto modo di parlare direttamente con il Questore Roberto Massucci. "Prima di dare giudizi sulla vicenda - premette l'ex sindaco - credo sia giusto e corretto accertare definitivamente i fatti e le singole posizioni degli agenti. Ricordo che c'è ancora un'indagine in corso e già altre volte abbiamo visto persone arrestate e poi assolte o addirittura prosciolte prima del procedimento giudiziario. Sono un garantista". Per Tosi "una cosa deve essere chiara: siano evitate strumentalizzazioni e generalizzazioni da parte di chicchessia. Gli eventuali reati sono sempre da addebitare a mere responsabilità individuali. Le forze dell'ordine e il corpo di Polizia di Stato sono un pilastro della nostra sicurezza. A loro va la mia solidarietà e vicinanza". L'esponente azzurro poi riflette sul piano politico: "in linea generale credo sia opportuno trovare una quadra per apportare modifiche al reato di tortura. Per com'è codificato lascia troppo adito a strumentalizzazioni di ogni genere e alle interpretazioni estensive di una certa parte della magistratura". Si pone anche il tema complessivo su quali siano effettivamente i margini di reale operatività - nell'assolvere i loro compiti - dati dalle norme alle forze dell'ordine e agli addetti alla sicurezza anche privati. Sottolinea Tosi: "Polizia, carabinieri, guardia di finanza, Polizia locale, ma anche vigilantes privati hanno a che fare ogni giorno con delinquenti e malviventi, non con dei santi, questo va ricordato sempre. Malviventi che, non di rado, minacciano, insultano e a volte muovono anche le mani contro chi porta una divisa e non può fare sostanzialmente nulla perché poi rischia di essere accusato di qualche reato. Occorre dare maggiori garanzie alle forze dell'ordine e a chiunque lavori per la sicurezza dei cittadini". È infatti recente la condanna della Cassazione a nove anni e mezzo per Massimo Zen, la guardia giurata di Cittadella nel 2017 costretta a sparare verso l'auto di rapinatori seriali che lo stava volutamente investendo. Accidentalmente uno dei banditi fu colpito a morte da Zen. "Il codice penale e l'interpretazione che sovente ne dà una certa magistratura - spiega - hanno delle storture grossolane: si punisce la guardia giurata, che in pericolo di vita è stata costretta a sparare a dei banditi, con una pena che non prendono nemmeno dei criminali efferati. Davvero è un mondo al contrario, dove si scambiano le guardie con i ladri, i cittadini onesti con i delinquenti". L'ex sindaco ribadisce: "dobbiamo rivedere le leggi. Nella riforma in itinere del codice penale siamo chiamati a modificare sia il reato di tortura che le norme che hanno permesso a dei magistrati ideologicamente prevenuti di condannare Zen". Fonte ANSA 2023-06-06 

Pubblicato in Curiosità