BOLOGNA, 30 GEN - A 35 anni dall'assalto della cosiddetta 'Banda della Uno Bianca' alla Coop Celle a Rimini, in cui perse la vita Giampiero Picello - guardia giurata e prima delle 24 vittime del sodalizio che insanguinò l'Emilia-Romagna e le Marche tra il 1987 e il 1994 - la città romagnola ha ricordato quel tragico evento. Davanti alla lapide eretta innanzi al supermercato teatro dell'agguato del gruppo criminale guidato dai fratelli Savi, è stata deposta una corona di fiori e osservato un minuto di silenzio. Insieme a Picello sono state ricordate tutte le vittime della banda, tra cui la prima della lunga serie di sangue, il sovrintendente della Polizia, Antonio Mosca. Sono state proprio la moglie di Mosca e la collega Ada Di Campi, poliziotta che aveva 22 anni quando fu vittima dell'agguato a ricordare e celebrare anche il ruolo dei famigliari che, proprio a Rimini, fondarono l'Associazione 'Vittime della Uno Bianca', poi trasferitasi a Bologna. Con loro anche Maurizio Gengotti, che quel giorno si trovava all'esterno della Coop e fu ferito insieme ai suoi famigliari dai colpi esplosi dai malviventi. "Il ricordo - ha detto la vicesindaca di Rimini, Chiara Bellini, alla cerimonia in rappresentanza dell'Amministrazione comunale - non è importante solo per chi ha stato colpito nei suoi affetti più cari, come ci ha testimoniato la vedova Mosca, che racconta ancora ai suoi nipoti la storia del loro nonno, ma per tutta la comunità riminese. Per questo è importante il monumento dove siamo oggi, posto in un luogo dove ogni giorno transitano centinaia di cittadini. Siamo grati, come Amministrazione, per la presenza e le parole della signora Mosca e Ada Di Campi, per il coraggio dimostrato e la forza di volontà con cui sono riuscite ad affrontate ferite fisiche e psicologiche così difficili". Fonte ANSA 2023-01-30
