PISA: Uccide il bandito: era un suo collega

Venerdì, 14 Agosto 2015 06:22

Agguato al vigilante mentre ritira l'incasso di una sala bingo. L'assalitore armato e travisato è una guardia in aspettativa

RAPINATORE UCCISO:VIA INDAGINE PREFETTURA SU DITTA VIGILANZA

PISA, 19 AGO - La prefettura di Pisa ha notificato stamani all'istituto di vigilanza Guardie di città l'avvio di un procedimento amministrativo per la posizione irregolare di Simone Paolini, la guardia giurata che il 13 agosto ha sparato e ucciso il collega fuori servizio che tentava una rapina, pur non avendo le licenze per il porto di pistola nè per svolgere il servizio di portavalori. Paolini aveva infatti la licenza scaduta da mesi e risultava assunto come steward (la società fornisce infatti anche gli addetti alla sicurezza allo stadio) e non come vigilante. L'istituto avrà ora 10 giorni di tempo per fornire giustificazioni ed evitare sanzioni che possono arrivare fino alla sospensione o alla revoca della licenza che lo autorizza a svolgere la vigilanza privata su tutto il territorio provinciale. Nei prossimi giorni arriverà in prefettura anche la relazione della questura sulle altre irregolarità che sarebbero emerse durante l'ispezione condotta lunedì e che riguarderebbero almeno altri due agenti nella stessa situazione di Paolini. Secondo quanto si è appreso, infatti, sarebbe stata una 'prassì quella delle Guardie di città di rinnovare con significativo ritardo la documentazione per il rinnovo delle licenze nonostante l'istituto venisse costantemente informato per lettera dalla prefettura almeno 40 giorni prima della scadenza del porto di pistola. Gli aspetti da chiarire per l'istituto sono ancora molti. A cominciare dal fatto, fanno sapere dalla prefettura, di avere trattenuto le licenze della vittima della sparatoria, Davide Giuliani, al quale affermano di avere revocato il porto di pistola per alcune anomalie nel suo comportamento senza però averne dato tempestiva comunicazione alle autorità di pubblica sicurezza come invece avrebbero avuto l'obbligo di fare. Se ciò fosse avvenuto, dicono in ambienti investigativi, le autorità avrebbero tolto la pistola a Giuliani e forse lui avrebbe rinunciato a tentare di fare la rapina. Valutazioni in astratto che però saltano agli occhi alla luce di quanto sta emergendo in questi giorni: ieri la questura ha infatti sequestrato la pistola a Daniele Paolicchi, vice del titolare dell'istituto Mariano Bizzarri, che per tre mesi avrebbe lavorato e detenuto la pistola con il porto d'armi scaduto e rinnovato solo il 17 agosto scorso, proprio il giorno dell'ispezione disposta dalla prefettura, a seguito di una richiesta di rinnovo avanzata il 16 maggio dopo oltre un mese dalla scadenza della licenza. La documentazione acquisita nei giorni scorsi potrebbe chiarire definitivamente quanti dipendenti delle Guardie di città e per quanto tempo hanno lavorato 'abusivamentè e privi delle licenze necessarie. Fonte ANSA 19-AGO-15 

Pubblicato in Curiosità