BOLOGNA: Uno bianca: le vittime chiedono analisi su capelli e bossoli

Mercoledì, 03 Gennaio 2024 21:34

Uno bianca: le vittime chiedono analisi su capelli e bossoli Focus sull'omicidio dei carabinieri a Castel Maggiore nel 1988

BOLOGNA, 03 GEN - Svolgere nuove indagini e fare la comparazione del Dna su alcuni capelli, trovati all'epoca all'interno della Fiat Uno usata dagli assassini. E poi nuovi esami balistici, con tecniche moderne, sui bossoli e sul revolver in uso all'ex brigadiere Domenico Macauda e l'acquisizione di una serie di atti per comprendere più a fondo l'omicidio dei carabinieri Cataldo Stasi e Umberto Erriu, assassinati il 20 aprile 1988 a Castel Maggiore. La richiesta alla Procura di Bologna è in una memoria, secondo quanto risulta inviata nei mesi scorsi dagli avvocati Alessandro Gamberini e Luca Moser, che assistono alcuni familiari delle vittime della Banda della Uno bianca firmatari dell'esposto di maggio, che ha portato all'apertura di un nuovo fascicolo per concorso in omicidio, a carico di ignoti. I legali si focalizzano sull'episodio nel parcheggio della Coop di Castel Maggiore, che ritengono essere uno degli snodi sostanzialmente irrisolti della vicenda. Segnalano testimonianze raccolte nell'immediatezza secondo cui ad agire furono almeno tre persone, contraddicendo la versione fornita da Roberto e Fabio Savi per cui c'erano solo loro due. Si sarebbe trattato di un agguato con fuoco incrociato e non una rapina contro un mezzo portavalori e l'ipotesi formulata è che la banda avesse avuto notizia di qualche sospetto da parte dei carabinieri di Castel Maggiore sulla banda e per questo decise di eliminarli. Ci si concentra sull'ex brigadiere Macauda, già condannato per calunnia, per aver fatto trovare prove false a carico di pregiudicati e di una famiglia di incensurati. Si chiede di acquisire atti di procedimenti che lo riguardarono, si sottolineano questioni in sospeso dai suoi interrogatori dell'epoca e da altre testimonianze, su alcuni bossoli 'disseminati' a casa di due persone e su uno ritrovato nella macchina dei killer. Si chiede inoltre di acquisire tutti gli atti sugli accertamenti balistici interni sulle pistole in uso al nucleo operativo, con comparazione dei bossoli trovati sulla Uno del commando omicida di Castel Maggiore, disposti in sede amministrativa da parte dell'Arma dei carabinieri, come risulta da una nota di servizio del 30 maggio 1988, prima dell'arresto di Macauda. Nei confronti del quale si chiede di procedere. E domani al Pilastro di Bologna si commemora un altro eccidio, quello dei tre carabinieri assassinati il 4 gennaio 1991. Fonte ANSA 2024-01-03

 

Uno Bianca: fratello Cc ucciso, complici sono ancora in giro

Uno Bianca: fratello Cc ucciso, complici sono ancora in giro In occasione del 33/o anniversario dell'eccidio al Pilastro (ANSA) - BOLOGNA, 04 GEN - "Sicuramente è una giornata di dolore, però la notizia della riapertura delle indagini, anche speriamo con l'aiuto del nostro esposto, ci dà un po' di fiducia, perché siamo sempre più convinti che dietro la Uno Bianca c'erano altre persone che sicuramente sono ancora in giro". Lo ha detto Alessandro Stefanini, fratello di Otello, uno dei tre carabinieri uccisi 33 anni fa al Pilastro dalla banda criminale della Uno bianca, in occasione delle celebrazioni dell'anniversario, poco prima dell'inizio della messa a suffragio delle vittime nella chiesa di Santa Caterina in via Campana a Bologna. "Anche qui allo stesso Pilastro ci sono lati oscuri, uno di questi è che mio fratello e gli altri due ragazzi dovevano essere fermi alla scuola invece erano in movimento - spiega Stefanini - Questa cosa lascia qualche dubbio come se fossero stati adescati o chiamati da qualche parte e arrivati qui al Pilastro, dove purtroppo sappiamo quello che è successo". Rispetto al nuovo fascicolo di indagine contro ignoti aperto dalla Procura di Bologna in seguito all'esposto presentato a maggio da alcuni familiari delle vittime, "confidiamo in tempi abbastanza stretti e siamo disponibili a dare una mano alla magistratura per fare luce. Dovrebbero risentire alcune persone che sono fondamentali - conclude Alessandro Stefanini - tra queste l'ex vice brigadiere Macauda che per noi è fondamentale per le indagini, lui sa sicuramente qualcosa che non ha detto quando è stato arrestato". Fonte ANSA 2024-01-04 

 

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