BARI, 09 MAR - Avrebbe accumulato un patrimonio di decine di milioni di euro attraverso rapine a portavalori e furti agli sportelli bancomat il 57enne Giuseppe Magno, di Andria, al quale questa mattina i carabinieri hanno sequestrato beni e disponibilità finanziarie per un valore di circa 80 milioni, tra immobili, compendi aziendali, beni di lusso e conti correnti. Magno era stato arrestato nel 2019 ed è attualmente detenuto a Bari. I militari hanno eseguito un decreto di confisca emesso dal tribunale della prevenzione. Gli accertamenti patrimoniali, avviati a dicembre del 2019 dalla Procura della Repubblica di Trani in seguito all'arresto di Magno, hanno consentito di verificare gli acquisti, le costituzioni aziendali e le movimentazioni finanziarie del 57enne e dei suoi famigliari nell'ultimo trentennio. Le indagini hanno accertato la provenienza illecita dei capitali, attraverso i quali era riuscito a costituire il suo impero, costruito negli ultimi trent'anni e costituito da 119 terreni agricoli - per un'estensione totale di oltre 530 ettari - tre aziende agricole, 23 veicoli di cui sei automobili (compresa una Porsche Panamera), disponibilità finanziarie varie e 29 immobili (appartamenti, ville, locali commerciali, capannoni industriali). Fra questi ci sono anche l'immenso autoparco di via Canosa 400 ad Andria, sia il cosiddetto "Castello", cioè la residenza divenuta simbolo della caratura dell'imprenditore, che da sola ha un valore stimato di circa tre milioni di euro. Fonte ANSA 2023-03-09
ANDRIA: Rapine a portavalori e furti a bancomat, confiscati beni per 80 mln
Andria, 9 mar. (Adnkronos) - Beni e disponibilità finanziarie, per un valore complessivo di 80 milioni di euro, sono stati confiscati dai carabinieri del Comando Provinciale di Bari ad Andria, in esecuzione di un decreto emesso dalla III Sezione in funzione del Tribunale della Prevenzione del capoluogo pugliese, a carico dell'imprenditore andriese Giuseppe Magno, 57 anni. Secondo l'accusa, quest'ultimo, attualmente detenuto nel carcere di Bari, ha accumulato un capitale immenso, suddiviso in beni immobili, aziende, beni di lusso e conti correnti vari, grazie ad attività illecite legate essenzialmente a rapine ai danni di portavalori e furti ai bancomat. Gli accertamenti patrimoniali, avviati a dicembre 2019 dalla Procura della Repubblica di Trani dopo l'arresto dell'imprenditore, hanno consentito di verificare gli acquisti, le costituzioni aziendali e le movimentazioni finanziarie dell'interessato e della sua famiglia nell'ultimo trentennio. L'attività investigativa ha evidenziato non soltanto la pericolosità dell'imprenditore ma anche e soprattutto la provenienza illegale dei capitali, attraverso i quali il 57enne pregiudicato era riuscito a costituire il suo impero. Il patrimonio, sottratto alla disponibilità sua e della sua famiglia, è infatti costituito da 119 terreni agricoli, per un'estensione totale di oltre 530 ettari, 3 aziende agricole, 23 veicoli di cui 6 automobili (compresa una Porsche Panamera), disponibilità finanziarie varie e ben 29 immobili (appartamenti, ville, locali commerciali, capannoni industriali), tra cui figura sia l'immenso autoparco di via Canosa 400 in Andria sia il cosiddetto Castello, e cioè l'abitazione residenziale divenuta simbolo della caratura dell'imprenditore, che da sola ha un valore stimato di circa tre milioni di euro. Nel provvedimento è stata accolta la proposta della Procura della Repubblica di Trani, formulata sulla base degli accertamenti patrimoniali effettuati da una dedicata Sezione del Nucleo Investigativo dell'Arma di Bari, che hanno ricostruito sia la carriera criminale del 57 enne sia gli introiti dell'intero nucleo familiare e fornito un corposo quadro indiziario in ordine all'illecita provenienza della sua ricchezza, accumulata negli ultimi 30 anni e che costituirebbe il frutto di gravi reati contro il patrimonio. Fonte Adnkronos 09-MAR-23
