Andria, 10 set. - Due aquile in pietra sulle colonne all'ingresso, una vasca in marmo con cascata d'acqua, l'ascensore in vetro che dal garage al piano interrato porta alla mansarda, le porte con borchie dorate, i copriwater in pelle con incastonati swarovski, idromassaggio, televisori al plasma anche nei bagni, pareti imbottite di tessuto, impianto di videosorveglianza con telecamere esterne. E' la villa di lusso confiscata dai carabinieri al 51enne Antonio Agresti, detenuto nel carcere di Foggia. Il patrimonio, portato via al pregiudicato, su richiesta della sezione misure di prevenzione del Tribunale di Trani, comprende anche tre fondi rustici, un'autovettura e un motociclo, per un valore complessivo stimato di 1 milione e 500 mila euro. La sentenza e' stata emessa dalla Corte di Cassazione, che si e' pronunciata dopo l'appello. Le indagini patrimoniali, coordinate dalla Dda, hanno avuto inizio dopo la condanna di Agresti, in via definitiva, a 20 anni di reclusione per i reati di rapina aggravata, ricettazione, detenzione e porto di armi da guerra e tentato omicidio, in relazione all'assalto di due furgoni portavalori, avvenuto nell'aprile 2013 in Lombardia, e alla condanna in via definitiva di 7 anni di reclusione per i reati di associazione per delinquere finalizzata alle rapine con sequestro di persona commesse nei confronti di autotrasportatori (tra i mesi di settembre e novembre 2012), alla detenzione illecita di armi e munizioni. Dagli accertamenti patrimoniali, portati avanti dai militari di Andria coordinati dalla Dda barese, e' emerso come Agresti abbia, nel tempo, mantenuto un tenore di vita superiore alle reali possibilita' economico - finanziarie e capacita' reddituali, nonostante i redditi dichiarati che risultavano al limite della soglia di sopravvivenza.Fonte AGI 10 SET 22
