PADOVA, 28 MAR - Erano tenuti d'occhio perche' sospettati di far parte del gruppo d'assalto ai furgoni portavalori e invece i quattro malviventi, due dei quali ex della mafia del Brenta, arrestati dalla squadra mobile di Padova facevano i colpi ai bancomat. Gli agenti della questura euganea li hanno bloccati assieme ai colleghi della squadra mobile di Bergamo a casa di uno degli indagati, a Chignolo d'Isola (Bergamo) dopo aver fatto saltare il bancomat di un distributore di benzina di Capriate San Gervasio (Bergamo). S'erano appena spartiti il bottino (30 mila euro) Antonio Santelli, 54 anni, di Chignolo d'Isola, Antonio Sartori (49), di Padova, Paolino Mazzucato (47), di Ponte San Nicolo' (Padova), e Antonio Cavallin (45), di Rosa' (Vicenza), questi due ultimi nomi noti per le vicende legate alla ex Mala del Brenta. I tre veneti avevano lasciato la casa di Santelli, considerato dagli investigatori il basista del gruppo, e stavano allontanandosi con un'auto rubata, ma nel parcheggio sono stati bloccati dagli agenti che li avevano circondati. Il gruppo era da tempo sotto controllo della mobile patavina in quanto il nome dei quattro spesso si intrecciava con altri pezzi da novanta nell'inchiesta sugli assalti ai portavalori. Si sospettava che facessero parte del gruppo di fuoco, vista anche la presenza di due ex della banda di Felice Maniero. Invece e' emerso che la loro specializzazione erano i bancomat o le casse continue, soprattutto di banche e supermercati. Non sono stati pero' mai colti sul fatto fino all'altra sera quando la polizia e' venuta a sapere che si stavano accingendo ad un nuovo colpo, con sopralluoghi vari. E' scattato cosi' il piano che ha poi portato all'arresto dei quattro accusati, tra l'altro, di furto pluriaggravato, riciclaggio, uso di materiale esplodente. L'inchiesta e' condotta dal Pm patavino Antonella Toniolo. Fonte ANSA 28-MAR-06
