(DIRE) Roma, 21 feb. - "Non posso essere soddisfatto dalla risposta del governo alla mia interpellanza sui lavoratori del settore della vigilanza. Nel 2023, una sentenza della magistratura ci ha chiamato alle nostre responsabilità dicendoci che 65mila lavoratori italiani percepivano una retribuzione oraria al di sotto della povertà assoluta: parliamo appunto delle guardie giurate, che avevano da contratto collettivo nazionale paghe che andavano da 4,6 a 6 euro l'ora. Significa percepire uno stipendio di 8-900 euro al mese: invito tutti noi a pensare come possa un lavoratore portare avanti una famiglia con uno stipendio del genere. Quella, peraltro, è una tipologia di lavoro dove molto spesso si fa uso del part time e quindi quella cifra, che si riferisce a un contratto full time, può scendere anche a 4-500 euro al mese. Queste sono le condizioni nelle quali fino al 2023 le guardie giurate sono state costrette a lavorare, se proprio vogliamo usare la parola 'lavoro'. Alcuni di loro percepivano addirittura il reddito di cittadinanza come misura integrativa rispetto al loro stipendio. Veniteci a dire che era una misura sbagliata". Lo dichiara in Aula alla Camera Riccardo Tucci, deputato del Movimento 5 Stelle e firmatario di un'interpellanza urgente al ministro del Lavoro sul tema. "Nel 2024- aggiunge Tucci- è arrivata la contrattazione collettiva, che ha fatto un passo avanti, alzando gli stipendi e istituendo tredicesima e quattordicesima, ma poi, grazie all'Ugl e all'Associazione nazionale dei consulenti del lavoro, due soggetti molto vicini al ministero, ha fatto un passo indietro, abbassando nuovamente la paga oraria e togliendo la quattordicesima. E il nuovo contratto è quello che ovviamente oggi le aziende scelgono. Si tratta di una vera e propria speculazione, che avviene sulle spalle di persone su cui già si è speculato per più di vent'anni. Stiamo superando ogni limite. Noi del Movimento 5 Stelle abbiamo proposto il salario minimo, che prevedeva nove euro lordi l'ora. Andate da quei lavoratori a dire loro che non servono nove euro l'ora. Questo caso dimostra come con la contrattazione collettiva i sindacati si fanno la guerra sulla pelle dei lavoratori. Nessuno mette in dubbio l'utilità della contrattazione, ma il governo dovrebbe farsi carico di una scelta politica e mettere una base minima. Chiediamo quindi nuovamente al governo di lavorare sull'istituzione di un salario minimo, di tutelare questa categoria di lavoratori, riformando il settore e garantendo loro la dignità che oggi non hanno", conclude Tucci. Fonte Dire 21-02-25
