MILANO: Savip, caporalato in Cosmopol certifica fallimento dei controlli.

Mercoledì, 30 Agosto 2023 17:23

Savip, caporalato in Cosmopol certifica fallimento dei controlli. Sindacato attacca ministero dell'Interno, è incapace di vigilare

MILANO, 30 AGO - "L'intervento giudiziario certifica il fallimento del sistema preventivo delle autorizzazioni e dei controlli al cui vertice vi è un ministero dell'Interno che dorme sonni tranquilli, incapace di organizzarsi, vigilare efficacemente sul settore e di incidere sul malcostume": è quanto denuncia in una nota il Sindacato autonomo di vigilanza privata, dopo il commissariamento di Cosmopol, importante azienda del settore. Per il Savip, "l'operazione della Procura di Milano è un nuovo tassello dell'ampio mosaico di sfruttamenti di lavoratori delle sicurezze private" e "l'omertà di chi dovrebbe parlare e intervenire regna sovrana: moltissimi lavoratori, oltre a subire lo sfruttamento, sono stati costretti a pagare gli avvocati e a ricorrere al giudice per vedersi riconosciuti i loro più elementari diritti". Fonte ANSA  2023-08-30 

ANSA-BOX/Caporalato, commissariata un'altra azienda di vigilanza Dopo caso Mondialpol. Lavoratori: "massacrati con paghe da fame" (di Igor Greganti)

MILANO, 30 AGO - Un'altra società di servizi di vigilanza privata finisce sotto controllo giudiziario per stipendi ai dipendenti "sotto la soglia di povertà". Dopo il caso di Mondialpol, infatti, il pm di Milano Paolo Storari ha emesso un nuovo decreto d'urgenza per caporalato che ha portato al commissariamento di un'altra azienda, la Cosmopol spa, con quasi 4mila lavoratori, in un'altra tranche dell'inchiesta condotta dal Nucleo di polizia economico finanziaria della Gdf milanese. Nelle 17 pagine del provvedimento della Procura, che dovrà essere convalidato dal gip, sono decine le testimonianze dei lavoratori che hanno raccontato come venivano trattati. "Sono stata costretta a raddoppiare i turni, facendo turni da 12 ore continuative, dai 10 ai 15 giorni di fila, senza mai fruire di un riposo - ha messo a verbale una donna -. Quando mi sono lamentata di questa situazione, Caliendo (uno dei responsabili, ndr) mi ha risposto dicendo 'non parliamo neanche di riposo'". Oltre alle dichiarazioni di dipendenti che testimoniano quelle paghe da fame (poco più di 5 euro lordi all'ora), nei verbali sono contenute anche le "minacce" e le "intimidazioni" subite dai lavoratori se si opponevano. Minacce che prevedevano, secondo le indagini, licenziamenti o cambi di postazione lavorativa. Un testimone, ad esempio, ha parlato anche di episodi di "body shaming" e altri di "turni massacranti", senza nemmeno la possibilità di stare a casa se malati o di effettuare "visite mediche". Nell'inchiesta, oltre alla società con sede ad Avellino per la responsabilità amministrativa degli enti, è indagato il rappresentante legale Francesco Perrotti. Il pm nel decreto parla di "situazione tossiche" e di un "vero e proprio sfruttamento lavorativo, perpetrato da anni ai danni di numerosissimi lavoratori", con stipendi mensili lordi da poco più di 900 euro, ovvero un netto di circa 650 euro, che non possono garantire una "esistenza libera e dignitosa". Lo stesso quadro che era venuto a galla a fine luglio per il colosso Mondialpol, il cui commissariamento è stato poi revocato "a seguito dell'avvio di un percorso di riallineamento retributivo da parte della medesima società". Tra i clienti di Cosmopol, nel triennio 2019-2021, tutti non indagati, figurano anche Poste Italiane, Enel, Acea, Leonardo, Fiera Milano e altri. Il numero di dipendenti, tra il 2016 e il 2022, è passato da 1253 a 3855. "Per raggiungere la cifra di 1.200 euro al mese, effettuavo anche turni extraserali (...) mi sono ritrovata sempre costretta a lavorare per 200-220 ore al mese per cercare di raggiungere una somma dignitosa", ha messo a verbale una lavoratrice. E un altro dipendente ha raccontato che se voleva raggiungere almeno i 1.100 euro al mese per sopravvivere doveva "fare più di 50 ore di straordinario". Alcuni hanno parlato anche di "forte stress emotivo" e "malessere fisico" per le minacce subite a cui non potevano opporsi. E ancora: "Una collega, mamma di due bambini, è stata costretta a licenziarsi per le pressioni ricevute, al limite del mobbing". Un sindacalista, poi, ha riferito di "clausole elastiche" che lasciavano "pieni poteri decisionali all'azienda in merito a turni e postazioni". E di verbali di "conciliazione" fatti firmare ai lavoratori nel passaggio dai contratti a termine a quelli indeterminati. "L'intervento giudiziario certifica il fallimento del sistema preventivo delle autorizzazioni e dei controlli al cui vertice vi è un ministero dell'Interno che dorme sonni tranquilli, incapace di organizzarsi e vigilare efficacemente", denuncia il Sindacato autonomo di vigilanza privata. Fonte ANSA 2023-08-30 

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