se ne accorgerà presto, nelle aule dei tribunali. È strumentale che la trasparente e documentata battaglia condotta dal SAVIP per i diritti dei lavoratori della CLSTV sia ricondotta dal DI ANGELO a vicende di oltre un anno fa, peraltro sub iudice, che hanno riguardato il rapporto di lavoro tra il Segretario nazionale del sindacato, Vincenzo del Vicario, e un’altra società di vigilanza, sempre disinvoltamente gestita dal DI ANGELO, che oggi ha dismesso il ramo d’azienda a favore della CLSTV. Ma forse, vista la foga del DI ANGELO, dobbiamo supporre che le Autorità abbiano qualcosa da chiarire anche sulla possibile fittizietà della cessione del ramo d’azienda tra le due società. Quanto alle false accuse di “infedeltà”, il DI ANGELO, già chiamato a rispondere del suo operato in sede civile, dovrà ora darne conto anche in sede penale. Lì dove verranno chiamati a testimoniare tutti i lavoratori che dal DI ANGELO sono stati prima oggetto di vero e proprio sfruttamento e poi privati dei loro fondamentali diritti. Il DI ANGELO, per vero, non ha tollerato (e non tollera) che qualcuno gli ricordi che esistono delle regole, contrattuali e di pubblica sicurezza, da rispettarsi in un mestiere tanto rischioso per garantire la dignità delle Guardie Giurate e la loro stessa vita.
Roma, 27 maggio 2013
