ROMA: mafia sul Litorale, nove arresti tra appartenenti clan criminali e imprenditori

Lunedì, 23 Giugno 2025 17:25

Roma: mafia sul Litorale, nove arresti tra appartenenti clan criminali e imprenditori/PREVISTO di Emilio Orlando

Roma, 23 giu. (LaPresse) - Un’imponente operazione antimafia ha interessato ancora una volta il basso Lazio. La Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Roma, e gli investigatori della Direzione Investigativa Antimafia hanno dato esecuzione a un’ordinanza cautelare emessa dal GIP del Tribunale capitolino nei confronti di nove persone, accusate a vario titolo e in concorso di di violenza e minaccia nei confronti di un imprenditore edile, Emanuele Rossi, titolare della Rossi Costruzioni Edili Srl. L’obiettivo, secondo quanto ricostruito dalle indagini, era costringerlo a cedere tre appartamenti di un complesso immobiliare in costruzione nei pressi di Pomezia, a prezzi ben al di sotto di quelli di mercato per 300mila euro. Ma dietro le indagini hanno svelato una trama più inquietante. L’inchiesta è scaturita da uno stralcio dell’operazione 'Assedio', avviata nel 2018 dalla Dia di Roma e già nota per aver svelato l’esistenza di un’organizzazione criminale radicata tra Aprilia e Latina, legata alla criminalità organizzata della ndrangheta e della camorra, che avevano portato allo scioglimento del Comune di Aprilia per infiltrazioni mafiose. Gli sviluppi recenti hanno evidenziato l’esistenza di due gruppi criminali apparentemente contrapposti ma in realtà alleati, uno legato a Cosa Nostra e l’altro alla criminalità romana, erede della Banda della Magliana. Entrambe le fazioni, secondo la Dia, avrebbero orchestrato un disegno criminale finalizzato all’estorsione. La “protezione” offerta a Rossi era, in realtà, una maschera per esercitare pressione psicologica e fisica: minacce di morte, intimidazioni rivolte anche ai familiari e persino spari contro il cantiere dell’imprenditore. Un clima di terrore che, secondo i detective dell'antimafia capitolina, mirava a far cedere il costruttore, piegandolo alle richieste mafiose. Tra gli indagati figura anche un imprenditore di Pomezia, in provincia di Roma che, con il pretesto di fare da mediatore, avrebbe costretto Rossi a firmare due contratti di sponsorizzazione sportiva, uno per una squadra di calcio, l’altro per una società di basket, per un importo complessivo di 100mila euro. Anche questa, secondo gli inquirenti, sarebbe stata una forma subdola per mascherare l'estorsione.L'ordinanza cautelare è stata eseguita nei confronti di sei persone già detenute e di tre indagati in libertà, due dei quali sono stati posti agli arresti domiciliari. Tra i destinatari delle misure figurano nomi noti alle forze dell’ordine: Mario Francesco Dimino, Gaetano Mirabella, Luigi Montegrande, Bruno Rea, Roberto Fiorini, Antonio Nicoletti (figlio di Enrico Nicoletti, ex cassiere della Banda della Magliana- ndr), Pasquale Lombardi di Sezze in provincia di Latina, Nicola Diana e Valter Valle, ex poliziotto con un passato in servizio al commissariato di Albano Laziale e oggi imprenditore nel settore della sicurezza. Associazione a delinquere di stampo mafioso, con l’aggravante del metodo mafioso le accuse contestate insieme al reato fine dell'estorsione. "L’attività investigativa – si legge nella nota ufficiale della DIA – ha evidenziato l’esistenza di un’unica strategia criminale mirata a intimidire l’imprenditore al fine di sottrargli con la forza beni immobili e denaro". Le indagini hanno inoltre fatto emergere il ruolo centrale delle organizzazioni criminali nel controllo del territorio e nella gestione illecita degli affari, anche attraverso la penetrazione nei circuiti economici legali. Fonte LaPresse 23 GIU 25

Pubblicato in Vicende Imprenditori