MILANO: Pm Milano, 'con indagini stabilizzati 49mila lavoratori'

Mercoledì, 02 Aprile 2025 19:51

Pm Milano, 'con indagini stabilizzati 49mila lavoratori' Altri due sequestri nelle inchieste sui 'serbatoi di manodopera' (di Igor Greganti)

MILANO, 02 APR - Altri due sequestri per un totale di oltre 33 milioni di euro in settori, quelli della logistica e della grande distribuzione, nei quali la Procura di Milano ha scoperto, ormai da anni, un "sistema" attraverso il quale grandi aziende si garantiscono "tariffe altamente competitive" sul mercato "appaltando manodopera" in modo irregolare a cooperative e a società "filtro". Con un conseguente "sfruttamento dei lavoratori", oltre a "pratiche di concorrenza sleale". In particolare, il Nucleo di polizia economico finanziaria della Gdf di Milano, in due delle tante indagini sullo schema illecito dei "serbatoi di manodopera" del pm Paolo Storari con la collega Valentina Mondovì, ha sequestrato per frode fiscale, con due decreti distinti e d'urgenza, oltre 16,5 milioni di euro alla catena di supermercati Iperal, presente soprattutto in Lombardia, e quasi la stessa cifra a Kuehne+Nagel srl, ramo italiano dell'azienda globale di trasporti e logistica con sede in Svizzera. Nei due provvedimenti, che dovranno essere convalidati da un gip, si trovano elencati numeri impressionanti. Con le inchieste milanesi sui colossi della logistica, dei trasporti e dei servizi di vigilanza, infatti, la Procura non solo ha recuperato, attraverso i risarcimenti fiscali all'Agenzia delle entrate, oltre 550 milioni di euro, un dato già venuto a galla e sempre in aggiornamento, ma ha anche ottenuto dalle aziende la stabilizzazione di oltre 49mila lavoratori, che prima erano "in balia della società serbatoio". In più, sempre dalle carte affiorano i racconti a verbale di scaffalisti, addetti a carico e scarico merci, alle pulizie e alla spesa on line di Iperal Supermercati. Si parla nelle testimonianze di condizioni lavorative "non idonee", "non giuste", della "fatica a fare i turni" per la riduzione del personale, di richieste "di fare sempre più in fretta" e di infortuni sul lavoro per "il peggioramento dell'attrezzatura" messa a disposizione. "Iperal che dirige le operazioni di scaffalatura ci impone di sistemare sugli scaffali molta più merce e la sicurezza ne risente perché si rischia di cadere e di farsi male", ha messo a verbale un lavoratore, spiegando anche di aver dovuto comprare "a mie spese" le scarpe antinfortunistiche. Gli operai, scrivono i pm, "appaiono mere appendici della macchina" e, calcolano i magistrati, lavorando di fatto per Iperal, ma sulla carta per altre società, le loro buste paga sono più vuote di almeno 4mila euro all'anno. "Riteniamo di aver sempre operato nel rispetto della normativa di riferimento sugli appalti", spiega in una nota Iperal Supermercati. Intanto, dagli atti del caso Kuehne+Nagel srl viene fuori un quadro di contestazioni simili. Oltre 6mila lavoratori, dei 26.538 in totale che facevano capo a trenta aziende in rapporti negli appalti di manodopera con il colosso svizzero, sarebbero stati "interessati dal fenomeno della transumanza", ossia da passaggi da una società "serbatoio" all'altra. Si fa riferimento negli atti, in particolare, al rapporto tra Kuehne+Nagel e Samag Holding, una delle società fornitrici di lavoratori, e alla cosiddetta "eterodirezione digitale", attraverso un software specifico, degli operai e con un "controllo" anche "sui tempi di lavoro". Fonte ANSA 2025-04-02T

Pubblicato in Vicende Imprenditori