PRATO, 6 giu. - (Adnkronos) - Due donne uccise, due confessioni in meno di ventiquattro ore, una sola, agghiacciante domanda ancora senza risposta: è possibile che Vasile Frumuzache, 32 anni, cittadino romeno residente a Monsummano Terme (Pistoia), sia un serial killer di prostitute? È questa l'ipotesi al vaglio della Procura di PRATO che, dopo le ammissioni dell'uomo sui due femminicidi, ha deciso di estendere gli accertamenti alle città dove Frumuzache ha vissuto in passato, compresa la Sicilia, dove aveva abitato da ragazzo con la madre, arrivato a 14 anni in Italia. Le verifiche sono appena iniziate, ma una cosa è chiara: gli inquirenti, al momento, non sono in grado di escludere la presenza di altre vittime. "Stiamo valutando eventuali collegamenti con casi di donne scomparse - ha fatto sapere una fonte investigativa all'Adnkronos - soprattutto nell'ambito della prostituzione". La Procura pratese, diretta dal procuratore Luca Tescaroli, ha ordinato ai carabinieri verifiche sulle donne scomparse in Toscana negli ultimi anni. Dal 2022 il 32enne romeno arrivò da Trapani in Toscana con la moglie Luizsa, anche lei romena. La coppia ha due figli piccoli, oggi di 4 e 5 anni. Frumuzache è attualmente in carcere con l'accusa di omicidio volontario e occultamento di cadavere. Due le donne uccise: Denisa Maria Adas Paun, 30 anni, decapitata dopo un incontro sessuale a pagamento nella notte tra il 15 e il 16 maggio a Prato; e Ana Maria Andrei, anche lei escort romena, 28 anni, scomparsa da Montecatini Terme (Pistoia) il 1º agosto 2024 e ritrovata nei giorni scorsi nel medesimo campo dove era stato occultato il cadavere della prima vittima. L'uomo, reo confesso, ha ammesso entrambi gli omicidi. Ha raccontato agli inquirenti di aver ucciso Denisa per timore che potesse rivelare la loro relazione extraconiugale alla moglie, minacciandolo di ricatto economico. Dopo averla strangolata, ha decapitato il corpo e l'ha nascosto in un trolley. Più tardi, ha bruciato la testa nel giardino di casa. Fino a poche settimane fa, nessuno avrebbe sospettato nulla. Frumuzache conduceva una vita apparentemente normale: lavorava come guardia giurata, era sposato, padre di due bambini piccoli, integrato nella comunità romena della Valdinievole. Sui social, pubblicava foto sorridenti con la moglie e i figli, ritratto di una vita semplice e affettuosa. "Lo conoscevamo bene - racconta un amico di famiglia - non possiamo credere a quello che abbiamo letto. Era riservato, mai aggressivo, lavorava duramente per mantenere la famiglia". Eppure, dietro questa immagine da padre modello, Vasile portava avanti una doppia vita: frequentazioni con escort, rapporti nascosti, segreti che alla fine sono esplosi nella forma più violenta. Dopo la seconda confessione, la Procura ha disposto ulteriori accertamenti. Gli investigatori stanno esaminando denunce di scomparsa, casi irrisolti e sparizioni sospette avvenute negli ultimi dieci anni nei territori dove Frumuzache ha vissuto: dalla provincia di Trapani alla Toscana. "C'è un modus operandi che si ripete - spiegano fonti vicine all'inchiesta all'Adnkronos - vittime donne, connazionali, escort, uccise e occultate con freddezza". Un pattern che fa temere ci si trovi davanti non a due casi isolati, ma a un potenziale serial killer, che per anni ha vissuto indisturbato. La parola chiave, adesso, è profilazione criminale. Gli investigatori stanno analizzando la personalità dell'uomo, le sue abitudini, la possibile presenza di precedenti mai denunciati. Sul piano giudiziario, sarà centrale la perizia psichiatrica che probabilmente sarà richiesta. Ma intanto, il cerchio si allarga. "Ogni dettaglio va verificato. Le sue parole, le tracce, i luoghi. Non si può escludere che ci siano altri casi", sottolineano gli inquirenti. Nel frattempo, si valuta la possibilità di sottoporre Frumuzache a una perizia psichiatrica, per accertare la presenza di eventuali disturbi della personalità o condizioni di pericolosità sociale. Anche se lucido e collaborativo durante gli interrogatori, l'uomo ha mostrato una totale mancanza di empatia per le vittime, descrivendo i delitti con freddezza e distacco. "Ogni parola, ogni gesto, ogni traccia nei suoi dispositivi elettronici verrà esaminata", spiegano gli investigatori interpellati dall'Adnkronos. L'obiettivo è capire se ci si trovi di fronte a un duplice omicida isolato o a un serial killer che per anni ha vissuto e agito inosservato, sotto la maschera di una vita ordinaria. Nel quartiere dove abitava Frumuzache a Monsummano la notizia dell'arresto prima, e ora dell'aggressione, ha lasciato sgomenti amici e conoscenti. "Non ci possiamo credere - racconta un vicino all'Adnkronos - lo vedevamo sempre con i bambini, sembrava un buon padre". La comunità romena della Valdinievole, in particolare, si è chiusa nel silenzio. Anche la moglie dell'uomo, Luizsa, è stata sentita dagli inquirenti come persona informata sui fatti. Al momento non risulta indagata, ma potrebbe essere riconvocata per approfondimenti sul contesto familiare e su eventuali elementi pregressi rimasti sotto traccia. Nel frattempo, le indagini su Vasile Frumuzache proseguono a ritmo serrato. La verità su quanti siano davvero i delitti commessi da questo insospettabile padre di famiglia è ancora tutta da scrivere. Fonte Adnkronos 06-GIU-25
Killer di Denisa, in ferie quando l'ha uccisa Aveva preso una settimana dalla società di vigilanza
PISTOIA, 06 GIU - La guardia giurata Vasile Frumuzache, il killer reo confesso delle donne scomparse Ana Maria Andrei e Denisa Maria Adas, ha ucciso Denisa mentre era in ferie dalla società di vigilanza Il Globo, con sede a Pistoia, di cui è dipendente da circa tre anni. Aveva preso una settimana di ferie. Secondo quanto si apprende l'azienda potrebbe licenziarlo per giusta causa. Il Globo ha 500 addetti e opera nei servizi di vigilanza in Toscana, Lazio e Liguria. Frumuzache era assegnato, con mansione di guardia particolare giurata, ai vari servizi previsti, diurni, notturni, presso privati o aree commerciali e così via. "Con noi - spiegano da Il Globo - lavorava in maniera corretta e indefessa, non c'è mai stato un problema né ci risultava ne avesse. Ci risulta che con noi sia stata la prima volta che svolgeva la professione di guardia giurata". "Dopo aver presentato la domanda di assunzione - aggiungono -, è partito l'iter per l'idoneità, che dura circa nove mesi con richieste di informazioni e coinvolgimento di carabinieri, questura, prefettura, oltre ai certificati medici previsti. Aveva superato tutti gli esami psicoattitudinali, anche per stress correlato. Poi ha sostenuto i corsi di formazione, quindi è entrato in organico". Il 32enne aveva il permesso per la detenzione e il porto di armi, una pistola, che è strumento di lavoro personale, non dell'azienda. Fonte ANSA 2025-06-06
