TORINO: Uccise l'ex moglie, chiesti 30 anni per guardia giurata

Giovedì, 24 Febbraio 2022 13:14

Uccise l'ex moglie, chiesti 30 anni per guardia giurata Il delitto lo scorso maggio a Torino. Legale figli contrario

TORINO, 24 FEB - Trenta anni di carcere e' la richiesta di condanna che la pm Francesca Traverso ha formulato per Massimo Bianco, 49 anni, la guardia giurata che a Torino, il 7 maggio 2021, uccise a colpi di pistola la moglie, Angela Dargenio, 48 anni, dalla quale era separato. Il processo e' in corso in Corte d'Assise. Bianco fu arrestato il giorno stesso dalla polizia; poi confesso' e chiese perdono ai figli. Il pm Traverso ha quantificato la richiesta di pena proponendo l'equivalenza fra le attenuanti generiche e le aggravanti. Una scelta che l'avvocato Stefano La Notte, parte civile per i due figli, non ha condiviso. Fonte ANSA 24-FEB-22 1


++ Uccise ex moglie:parte civile,no a attenuanti, e' maschilismo +
TORINO, 24 FEB - "Sono contrario alle attenuanti generiche. Non e' un momento di follia, non e' il drammatico epilogo di una lite. E' il prodotto di una cultura e di una mentalita' di paese ancora molto presente in Italia: una donna non si deve separare". Cosi' l'avvocato di parte civile Stefano La Notte al processo contro Massimo Bianco, guardia giurata torinese che uccise l'ex moglie a colpi di pistola. La Notte parla di "cultura maschilista e selvaggia". "C'e' una parte dell'Italia - osserva - che non ha ancora digerito l'idea che ci si possa separare. Sappiamo che la madre della vittima ha detto 'meglio un tumore di una figlia che si separa'". Fonte ANSA 24-FEB-22 

Nessuna attenuante a femminicida, condannato a ergastolo Pm aveva chiesto 30 anni. Figlia, disgusto per certa mentalita' (di Mauro Barletta)

TORINO, 24 FEB - Nessuna attenuante. Per Massimo Bianco, una guardia giurata di 49 anni che uccise a colpi di pistola la moglie, la condanna e' l'ergastolo. La corte di Assise di Torino non accoglie la linea della procura, che aveva chiesto 30 anni di carcere, e accetta quella dell'avvocato Stefano La Notte, parte civile per conto dei due figli della coppia: punire con il massimo della pena un imputato che aveva agito per effetto "di una cultura maschilista e selvaggia" incapace di accettare l'idea che una donna si possa separare dal marito. Angela Dargenio, 48 anni, mori' il 7 maggio 2021 nella palazzina di corso Novara in cui, in un appartamento diverso, abitava anche Massimo, che aveva lasciato da pochi mesi. Il pubblico ministero Francesca Traverso ha affermato che "fu punita per avere avuto l'ardire di voler essere libera", aggiungendo pero' che l'imputato, seppure "mosso da una mentalita' arcaica e retrograda", in base al codice meritava l'equivalenza delle attenuanti generiche rispetto alle aggravanti: dopo gli spari aveva atteso l'arrivo della polizia, aveva confessato, aveva chiesto perdono. In aula l'avvocato La Notte non ha nascosto la propria contrarieta'. "E' stato - ha sostenuto - un delitto bestiale. Lui ha atteso che la donna rincasasse e le e' andato incontro per le scale sparando 8 volte. L'ultima alla testa. Il colpo di grazia. Questo non e' stato un momento di follia. Non e' stato l'epilogo drammatico di una lite. E' stato il prodotto di un atteggiamento da paese, di qualcosa che una parte dell'Italia non ha ancora digerito: sappiamo che persino la mamma della vittima ha detto che 'e' meglio un tumore di una figlia separata'". Il legale ha descritto Bianco come un uomo "geloso, possessivo, che mancava di rispetto alla moglie e la insultava solo perche' salutava i conoscenti che incrociava in strada". "La sua - ha sottolineato - non si puo' nemmeno definire una confessione: ha detto che si sentiva disprezzato, che c'era di mezzo una questione di soldi, sempre cose diverse". In aula la guardia giurata ha chiesto scusa leggendo un foglio. I figli hanno scosso la testa. "Lui - ha commentato Eleonora, la piu' grande, di 26 anni, dopo la sentenza - ci ha tolto la cosa piu' bella che avevamo. Ora noi gli togliamo la liberta'. Per sempre. Sono una donna e una madre, so cos'e' una famiglia, e quella non lo era". Quanto all'atteggiamento della nonna materna, e quelle frasi sull'Angela che "se l'era cercata", ha detto di provare "disgusto". Da un lato "per la mentalita'", dall'altro perche' "significa non capire il valore della mia mamma". "Ma voglio passare oltre - conclude - lasciandoli soli nella loro ignoranza". Fonte ANSA 24-FEB-22 

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