FOGGIA: Guardie giurate a Foggia: vittime di procedimenti kafkiani

Domenica, 22 Aprile 2012 14:59

GUARDIE GIURATE A FOGGIA: VITTIME DI PROCESSI KAFKIANI.

Appare davvero singolare che debba essere il TAR della Puglia a restituire dignità e lavoro alle Guardie Giurate della provincia di Foggia, a fronte di davvero singolari provvedimenti di ritiro di armi per mere denunzie delle quali non è mai dato conoscere né il contenuto né gli autori. La storia che raccontiamo, uguale ad altre verificatasi nel foggiano, è quella di un Collega che è stato denunciato per reati dai quali, siamo certi, uscirà assolto. Con provvedimenti privi di qualsiasi incolpazione determinata, dalle motivazioni oscure, e senza consentirgli alcuna preventiva difesa, una Guardia Giurata è stata privata dal Prefetto, sulla base di proposta dal Questore di Foggia, di titoli abilitativi e porto di pistola. Sostanzialmente impedendogli di effettuare il proprio lavoro. Il TAR della Puglia (Sezione Terza), con ordinanza del 19 aprile 2012, in via d’urgenza ha sospeso i provvedimenti prefettizi e ha restituito i titoli al Collega. Il TAR ha osservato, in generale, che, in assenza di specifici indici di pericolosità, non basta una semplice denunzia all’autorità giudiziaria per giustificare l’adozione di un provvedimento tanto grave e, nel caso di specie, ha notato che nel provvedimento non è neppure indicata la condotta tenuta dalla Guardia, ma solo il reato per il quale è stato deferito all’A.G.. Purtroppo, non si tratta di un caso isolato: il rigorismo a senso unico ha, di recente, colpito un altro Collega, con un balletto di provvedimenti fondati sulla semplice denunzia all’A.G., questa volta addirittura da parte di un privato. I fatti non risultano riscontrati da autonome indagini di polizia e non sono stati nemmeno portati a conoscenza dell’interessato, che si è dovuto contentare di fumose e assolutamente generiche motivazioni. Una condizione kafkiana, che vede uomini inconsapevoli precipitati in un circuito di alienante e mortificante colpevolizzazione e di limitazioni lavorative contro la quale il SAVIP ha già formalmente protestato con la Questura e per la quale non si mancherà di sostenere i Colleghi nelle opportune sedi. Resta da chiedere quanto costi ai singoli ed alla collettività questa mancanza di attenzione e sensibilità per i diritti dei lavoratori e per le più elementari regole a tutela dei cittadini nel procedimento amministrativo.

Roma, 22 aprile 2012

IL SEGRETARIO NAZIONALE

Vincenzo del Vicario

 

LAVORO: FOGGIA; SAVIP, GUARDIA GIURATA PRIVATA DELLA PISTOLA 'SOLO SU BASE DENUNCIA. TAR PUGLIA SOSPENDE PROVVEDIMENTO

(ANSA) - BARI, 23 APR - Il Tar della Puglia (terza sezione) con ordinanza del 19 aprile e in via d'urgenza ha sospeso i provvedimenti prefettizi, decisi sulla base della proposta fatta dal questore di Foggia, con i quali una guardia giurata era stata privata dei titoli abilitativi e del porto di pistola, in seguito ad una denuncia presentata da un privato. Lo rende noto Vincenzo Del Vicario, segretario nazionale del Savip, sindacato autonomo vigilanza privata. «Appare davvero singolare - sottolinea Del Vicario - che debba essere il Tar della Puglia a restituire dignità e lavoro alle guardie giurate della provincia di Foggia, a fronte di davvero singolari provvedimenti di ritiro di armi per mere denunzie delle quali non è mai dato conoscere nè il contenuto nè gli autori». «La storia della guardia giurata oggetto della decisione del Tar - denuncia il sindacato - è uguale ad altre verificatasi nel foggiano, è quella di un collega che è stato denunciato per reati dai quali, siamo certi, uscirà assolto. Senza consentire alla guardia giurata alcuna difesa, è stato deciso, sulla base di una denuncia, di togliere al lavoratore titoli abilitativi e porto di pistola, sostanzialmente impedendogli di effettuare il proprio lavoro». Il Tar, restituendo i titoli alla guardia giurata, «ha osservato, in generale, che, in assenza di specifici indici di pericolosità, - sostiene il Savip - non basta una semplice denunzia all'autorità giudiziaria per giustificare l'adozione di un provvedimento tanto grave e, nel caso di specie, ha notato che nel provvedimento non è neppure indicata la condotta tenuta dalla guardia, ma solo il reato per il quale è stato deferito all'autorità giudiziaria». Fonte ANSA 23-APR-12

Pubblicato in Stampa SAVIP