TORINO, 16 set. - (Adnkronos) - Propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa. Sono le accuse a cui dovranno rispondere 4 persone, tutte residenti nel torinese, indagate perché ritenute responsabili di aver pubblicato su chat e social immagini e frasi dal contenuto nazista, razzista e antisemita. Gli indagati sono un 57 enne addetto ad attività di vigilanza privata, ritenuto vicino ad ambienti di estrema destra, due dipendenti presso società di lavorazioni meccaniche, rispettivamente di 37 e 46 anni e un pensionato di 62. L'operazione è stata condotta dalla Digos torinese e dal Compartimento Polizia Postale Piemonte che ha eseguito, su delega della procura, numerose perquisizioni nel corso delle quali sono state sequestrate oltre a diversi supporti elettronici, numerosi indumenti, fibbie, elmetti, berretti, foulard, bandiere, medaglie, crest, timbri, distintivi, adesivi, fotografie manifesti e quadri con simbologie nazi-fasciste nonché una carabina ad aria compressa ed un machete illegalmente detenuti. Durante la perquisizione informatica di un computer è stato rinvenuto anche materiale pedopornografico. L'attività è la seconda tranche di un'indagine già avviata dalla Digos di TORINO nell'inverno 2020 nei confronti di altri due militanti d'area, un 43 enne agente di vigilanza privata, e un 39 enne, guardia particolare giurata, denunciati anche loro per aver pubblicato sui profili social immagini e frasi dal contenuto nazista, razzista e antisemita. Nelle chat sono state anche esaltate alcune gravi azioni violente nei confronti di stranieri tra cui quelle verificatesi negli anni scorsi a Macerata e a Marsala. Fonte Adnkronos 16-SET-21
ANSA/Propaganda nazi-fascista su social, quattro indagati Operazione polizia, foto di Hitler tra gli oggetti sequestrati
TORINO, 16 SET - "Andrebbero fucilati e il loro Paese raso al suolo. Non sono manco adatti a farne sapone, perche' si sa il nero non pulisce...". Sono cariche di odio contro i migranti le frasi che sei torinesi si scambiavano via chat. Operai, addetti alla vigilanza, e persino un pensionato, che la Digos della Questura di Torino ha denunciato per propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa. 'SIEGHEIL LUKAS' e 'SEMPER FIDELIS i nomi delle chat in cui facevano propaganda nazi-fascista, esaltando le azioni contro gli stranieri, come quella di Macerata, quando nel 2018 Luca Traini sparo' e feri' gravemente sei extracomunitari. O le spedizioni punitive dell'autunno 2020 a Marsala. "Bravi ragazzi - scrivevano a proposito dei fatti siciliani - onore a voi…Liberi subito!". L'inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore Elisa Paze', era scattata lo scorso 4 dicembre, su input della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione, e aveva portato alla denuncia dei primi due estremisti, un agente di vigilanza privata di 43 anni e una guardia giurata di 39 anni, che avevano pubblicato sui profili Facebook immagini dal contenuto nazista, razzista e antisemita. Dai file multimediali dei loro pc e tablet, gli inquirenti sono risaliti alle chat. E sono cosi' scattati i provvedimenti nei confronti degli altri quattro. Un pensionato di 62 anni, due dipendenti di una societa' di lavorazioni meccaniche di 37 e 46 anni e un 57enne addetto alla vigilanza privata. 'Cani sciolti', non erano iscritti a partiti o formazioni politiche. Solo il 57enne in passato era esponente del Fronte Nazionale di Adriano Tilgher. "Movimento 5 stelle piu' il PD, ti rendi conto, il Paese e' finito. Questo Paese e' finito dal 1945 camerata … un pagliaccio dopo l'altro cioe' veramente, questi meriterebbero l'irruzione delle Schutzstaffel e vedi come li mettono subito a posto in venti minuti", commentavano l'attualita'. In casa loro sono state sequestrate bandiere con svastiche, delle SS, gagliardetti delle 'Brigate Nere', foto di Hitler e Mussolini, elmetti, quadri con simboli nazifascisti, un machete e una carabina ad aria compressa con una potenza superiore al consentito e quindi classificata arma comune da sparo. Nel computer del 57enne e' stato rinvenuto anche materiale pedopornografico. Durante la prima tranche dell'indagine erano stati sequestrati manganelli periscopici, taser, coltelli e tirapugni. Era convinzione dei sei che "Il Reich di Adolf Hitler fece cio' che andava fatto... nel modo piu' idoneo". Non mancavano gli insulti agli ebrei, definiti "mercanti, usurai, artisti di teatro, ragionieri, notai" che "al Reich non servivano". Sulle vittime della Shoah scrivevano che "sono morti... perche' inadatti a qualsiasi lavoro... tranne lo strozzinaggio, muovere soldi per arricchirsi, o mettere in ginocchio le economie dei paesi che li ospitavano, praticamente serpi in seno che il nostro Fuehrer d'Europa quasi ha estinto". Un vigilante domanda all'altro: "Dove sei collega? Nei parcheggi a cacciare i negri di... dalle 10 alle 14 a fare un po' di pulizia etnica". Fonte ANSA 16-SET-21
