FIRENZE, 19 MAG - Tutti originari del Nuorese gli 11 arrestati nell'ambito dell'inchiesta sull'assalto ai due portavalori avvenuto il 28 marzo scorso nel Livornese, a San Vincenzo. Rapina pluriaggravata, detenzione e porto illegale di armi da guerra e armi comuni da sparo, furto pluriaggravato e ricettazione i reati contestati a vario titolo e in concorso. Questi i destinatari della misura di custodia cautelare: Giovanni Columbu, 40 anni, di Ollolai, Renzo Cherchi, 39 anni, residente a Irgoli, Alberto Mura, 40enne residente a Ottana, Antonio Moni, 46 anni, originario del Nuorese e residente a Castelnuovo Val di Cecina (Pisa), Francesco Palmas, 45enne, di Jerzu, Francesco Rocca, 47 anni, di Orotelli, Franco Piras, 46 anni, residente a Bari Sardo, Marco Sulis, 36 anni, residente a Villagrande Strisaili, Nicola Fois, 33enne, di Girasole, Salvatore Campus, 51enne, di Olzai, 51 anni, e Salvatore Giovanni Antonio Tilocca, 45 anni, nato a Ozieri e residente a Bottidda. Oltre agli arrestati che si trovano ora in carcere c'è un dodicesimo uomo, anche lui sardo, che risulta indagato a piede libero e per il quale il gip ha disposto una perquisizione domiciliare per acquisire eventuali ulteriori elementi a suo carico. Dalle indagini è anche emerso che per eludere i sospetti, i componenti della banda si erano accuratamente organizzati in partenze scaglionate dalla Sardegna, sbarcando in porti differenti nei giorni antecedenti la rapina e rientrando sull'isola all'indomani del colpo sempre da scali marittimi diversi. Non solo, avrebbero pianificato talmente meticolosamente il colpo che si erano preoccupati di precostituirsi un alibi nel giorno dell'assalto che potesse scagionarli (come ad esempio quello di presenziare ad una concomitante fiera in Umbria oppure quello di acquistare un macchinario agricolo in Emilia Romagna preparando relativa fatturazione), alibi poi smentiti dalle risultanze investigative. Fonte ANSA 2025-05-19
LIVORNO: GIANI, 'STATO FA SENTIRE FORZA CON ARRESTI PER ASSALTO A PORTAVALORI'
Firenze, 19 mag. - (Adnkronos) - "Complimenti agli inquirenti, ai carabinieri del comando provinciale di Livorno e a tutte le forze dell'ordine coinvolte nella straordinaria operazione Drago, che ha portato all'arresto di 11 persone responsabili del violento assalto a mano armata al portavalori dello scorso 28 marzo a San Vincenzo. Grazie a un'indagine rapida e rigorosa, è stato smantellato un commando armato, esperto nell'uso di armi ed esplosivi, responsabile di un colpo organizzato con mesi di preparazione. Lo Stato c'è e fa sentire la sua forza". E' il commento del presidente della Toscana Eugenio Giani, affidato ai social, alla notizia dell'arresto di 11 persone ritenute responsabili a vario titolo della rapina ai due portavalori sull'Aurelia vicino a San Vincenzo (Livorno) avvenuta il 28 marzo scorso. "Un sentito ringraziamento a chi ogni giorno lavora per garantire la sicurezza dei cittadini e la tutela della legalità", conclude Giani. Fonte Adnkronos 19-MAG-25
Assalto portavalori: colpo preparato fin da settembre scorso
Livorno, 19 mag. - Le undici persone arrestate per l'assalto al portavalori avvenuto lo scorso 28 marzo a San Vincenzo (Li), devono rispondere, a vario titolo e in concorso tra loro, di rapina pluriaggravata, detenzione e porto in luogo pubblico di diverse armi da guerra, esplosivo ed armi comuni da sparo nonche' di furto pluriaggravato e ricettazione. Le indagini, sviluppate anche con intercettazioni, sono partite dall'analisi delle immagini di numerose telecamere di videosorveglianza pubblica e privata. Gli indagati, tutti italiani originari del nuorese e di eta' compresa tra i 33 e i 54 anni, principalmente allevatori e coltivatori diretti, sono anche in gran parte 'specializzati' in rapine anche con l'utilizzo di armi da guerra. I loro 'colpi' sono preparati con mesi di pianificazione, spiegano gli inquirenti, precostituendosi alibi e reperendo i veicoli (due di quelli usati per questo assalto erano stati rubati nell'ottobre scorso in Siena), utilizzati poi per bloccare il transito dei furgoni portavalori dandoli alle fiamme. Certosina e' stata l'attivita' che ha consentito di ricostruire attraverso le immagini i transiti e i movimenti dei veicoli i movimenti tra Toscana, Emilia Romagna, Lazio, Umbria e Sardegna. Le indagini hanno cosi' consentito di sottoporre a Stub, analizzati dal Ris di Cagliari, due indagati, e di perquisire luoghi frequentati da un indagato, permettendo il recupero di significativo materiale probatorio. In particolare, tra ceneri ancora calde di un fuoco, sono stati sequestrati i resti di un telefono cellulare, un cosiddetto burner phone o citofono, privo di collegamento internet, risultato, da indagini tecniche delegate al Ris di Roma, dello stesso modello di quelli usati per coordinare l'azione dei rapinatori. Gli indagati, per eludere sospetti, si erano accuratamente organizzati in partenze scaglionate dalla Sardegna, sbarcando in porti differenti nei giorni antecedenti la rapina ai portavalori, rientrando sull'isola all'indomani da diversi scali marittimi; il componente del gruppo criminale individuato come 'palo' ha trascorso piu' di 3 ore all'interno del proprio veicolo parcheggiato nei pressi della rotonda di immissione sull'Aurelia e fatto una telefonata nel momento esatto in cui partivano i portavalori; il piu' anziano degli indagati, stanziato ormai da anni nell'entroterra pisano, ha fornito ospitalita' e sostegno logistico agli altri, permettendo loro di nascondere le due Volvo usate, e fornendo rifugio la notte successiva all'assalto dei furgoni portavalori. Per gli inquirenti, l'attivita' di preparazione della rapina e' iniziata quantomeno nel settembre 2024, con i furti a Roma dei mezzi nonche' con l'attivazione delle utenze inserite nei burner phone poi utilizzati solo per i 4 giorni strettamente a ridosso della rapina per mantenere in maniera occulta i contatti durante i numerosi sopralluoghi effettuati da alcuni degli indagati, arrivati dall'isola in diversi mesi. Tra gli alibi precostituiti, per collocardi lontano dal luogo di compimento dell'azione criminosa, quello di presenziare a una concomitante fiera in Umbria oppure quello di acquistare un macchinario agricolo in Emilia Romagna, alibi smentiti radicalmente dalle risultanze investigative. Fonte AGI 19 MAG 25
Assalto a portavalori: Luongo,arresti colpo duro a criminalita'
Roma, 19 mag.- "L'arresto dei responsabili del brutale assalto ai furgoni portavalori a San Vincenzo (Livorno) il 28 marzo scorso, culminato nel furto di 3 milioni di euro, e' un colpo durissimo inferto alla criminalita'. Esprimo la mia piu' profonda ammirazione per l'eccellente lavoro investigativo del Comando provinciale di Livorno, condotto con tenacia e straordinaria professionalita' sotto il coordinamento dell'autorita' giudiziaria. Un plauso speciale va inoltre ai carabinieri del Gis, del 1 Reggimento Paracadutisti Tuscania, dei Cacciatori e del Comando provinciale di Nuoro per il coraggio e la precisione dimostrati in supporto ai colleghi livornesi nella rischiosa fase esecutiva degli arresti". Queste le parole del Comandante generale dell'Arma dei Carabinieri, generale Salvatore Luongo, che si e' congratulato telefonicamente con il comandante provinciale, sottolineando che "Questo straordinario successo operativo ribadisce con forza l'impegno incessante dei Carabinieri nella lotta contro ogni forma di criminalita', anche la piu' efferata". Fonte AGI 19 MAG 25
