Livorno, 2 apr. - (Adnkronos) - È stata ritrovata dai carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Livorno anche la terza auto utilizzata dai banditi per la fuga dopo l'assalto al portavalori avvenuto venerdì 28 marzo sulla variante Aurelia nel comune di San Vincenzo, in provincia di Livorno, che ha fruttato al gruppo criminale di almeno nove persone un bottino di circa 4 milioni di euro, destinati al pagamento delle pensioni negli uffici postali della provincia di Grosseto. Si tratta della Volkswagen Tiguan che era stata rubata a un medico di Orbetello (Grosseto) che si trovava fermo in fila nei momenti precedenti al colpo a mano armata. I rapinatori hanno puntato un kalashnikov contro il finestrino della sua auto intimandogli di scendere. L'auto è stata trovata nascosta nella boscaglia nella zona tra Monterotondo a Castelnuovo Val di Cecina, una zona impervia al confine fra le province di Grosseto, Livorno e Pisa. Le altre due auto usate per la fuga, anch'esse risultate rubate, sono state trovate il giorno dopo l'assalto: una Volvo grigia era stata abbandonata in un dirupo tra la boscaglia tra Sassetta e Suvereto, in provincia di Livorno, e una Volvo blu era stata lasciata in un campo nel comune di Castelnuovo Val di Cecina, in provincia di Pisa. Dopo il recupero delle tre vetture utilizzate per la fuga, continuano le indagini dei carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Livorno alla ricerca delle eventuali tracce lasciate dai rapinatori. L'accento della parlata dei banditi ("Tutti ci siamo? Ajò", si sente in un video del blitz ripreso da un passato) e il piano dell'assalto messo a punto dal gruppo criminale fanno pensare che gli autori possano essere sardi. Ed è proprio sugli spostamenti tra la Toscana e la Sardegna avvenuti negli ultimi mesi che si stanno anche concentrando le investigazioni. La Procura di Livorno ha aperto un fascicolo di indagine per rapina aggravata. Fonte Adnkronos 02-APR-25
Assalto a portavalori, a Livorno una task force anti rapine Ogni trasporto soldi dovrà essere comunicato,si pensa uso droni
LIVORNO, 02 APR - Attivata a Livorno una task force interforze, sotto il coordinamento del questore Giusi Stellino, con l'obiettivo di rafforzare in modo strutturato e continuativo la collaborazione tra le forze dell'ordine e le società che operano nel settore del trasporto valori. Il provvedimento è stato preso oggi al termine di una riunione straordinaria convocata dal prefetto di Livorno Giancarlo Dionisi a seguito della rapina al portavalori avvenuta venerdì scorso a San Vincenzo. All'incontro hanno partecipato tutte le forze di polizia, per un primo esame dell'accaduto e per definire un piano di prevenzione forte, tempestivo e strutturato. Da oggi ogni spostamento di denaro e di valori, di ogni tipo, dovrà essere comunicato preventivamente alle forze di polizia, con informazioni dettagliate sul tragitto, sugli orari e sulle modalità di trasporto. Tra le tecnologie che saranno prese in considerazione, vi è anche l'utilizzo dei droni per la sorveglianza e la prevenzione. "Quanto avvenuto a San Vincenzo - ha detto il prefetto - è un fatto gravissimo, che impone una risposta immediata e decisa dello Stato. Non arretreremo di un passo. I cittadini devono sapere che il territorio è sotto controllo e che non sarà lasciato spazio a chi semina insicurezza". Non si tratta di misure temporanee, ma dell'avvio di un percorso strutturale, con l'obiettivo di rendere la provincia di Livorno sempre più sicura, con una sinergia reale tra pubblico e privato. "La sicurezza - ha concluso Dionisi - non può essere lasciata all'improvvisazione. Abbiamo bisogno di regole chiare, operative e vincolanti. Per questo stiamo lavorando a un accordo quadro, condiviso con le ditte di trasporto valori, che codifichi precise procedure, soprattutto di comunicazione, da osservare, anche con l'impiego delle tecnologie più avanzate. Lavoreremo fianco a fianco anche con gli Enti gestori della rete viaria provinciale". Fonte ANSA 2025-04-02
