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PALERMO:Quella guardia risucchiata dal mare dell'Addaura: morire in divisa, la Ksm ricorda i suoi uomini

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Quella guardia risucchiata dal mare dell'Addaura: morire in divisa, la Ksm ricorda i suoi uomini

 

Quattro metronotte uccisi durante una rapina tra il '79 e il 2001, uno inghiottito dall'acqua in una Palermo flagellata dal maltempo nel '94: l'azienda del settore sicurezza commemora i suoi caduti in servizio. Scoperta una targa alla memoria: "Questi sono degli eroi"

Alessandro Bisconti e Riccardo Campolo

La lapide scoperta alla sala operativa della Ksm

Assassinati barbaramente. Crivellati di colpi mentre cercavano di sventare degli assalti in banca. Padri di famiglia, lavoratori, uomini. In due parole: guardie giurate. Il dovere della memoria bussa forte. La Ksm onora i suoi caduti, e lo fa con una cerimonia che è stata organizzata in mattinata nella centrale operativa di via Giuseppe La Villa, una traversa di via Duca della Verdura. Per l'occasione è stata scoperta la targa alla memoria, per rendere "eterno" il ricordo del sacrificio di cinque guardie giurate "che, con zelo e attaccamento al servizio, si sono contraddistinte per il loro coraggio, e hanno perso la vita valorosamente nella lotta contro la criminalità", è il messaggio lanciato dalla Ksm.

La polemica: si ricorda lo zio caduto in servizio, ma la nipote è tra i licenziati

Uno di loro è Francesco Mannino, morto in servizio il 3 agosto del 2001, durante una sparatoria davanti all'agenzia della Banca Mercantile di via Barone della Scala, a Villagrazia. Oggi l'uomo rivive negli occhi della figlia Denise. "Questa è per noi una giornata di felicità ma con un velo di tristezza - ha detto -. Passa il tempo ma resta vivo in tutti noi il ricordo di mio padre. Sono fatti terribili che i familiari porteranno per sempre con loro. Sono molto fiera di lui, ai miei occhi è e sarà sempre un eroe". Il papà faceva il metronotte. Fu ucciso a sangue freddo: erano le 15,15 di un venerdì nel cuore dell'estate. L'uomo aveva notato che nell'istituto di credito c'era qualcosa che non andava: due dei componenti del commando, armati di tagliabalsa, si stavano facendo consegnare i soldi. Cercò di entrare, ma davanti a sé trovò il killer del commando che in quel momento faceva da "palo" e che non esitò a sparargli a freddo. Francesco Mannino non indossava il giubbotto antiproiettile che probabilmente gli avrebbe salvato la vita.

Quella guardia risucchiata dal mare dell'Addaura: morire in divisa, la Ksm ricorda i suoi uomini

Un'altra vittima ricordata oggi è Alfonso Sgroi. Una morte più lontana, datata 26 aprile del 1979, in seguito ad una sparatoria nella sede della Cassa di Risparmio di via Mariano Stabile. Sgroi aveva 42 anni: ebbe il "torto" di tentare di fare il suo dovere, quello di scoraggiare i rapinatori ad assaltare la banca. Erano in quattro tutti armati di pistole di grosso calibro, e tra loro c'era un certo Pino Greco, detto Scarpuzzedda, autore di centinaia di omicidi fra cui quello di Carlo Alberto Dalla Chiesa e Pio La Torre. Come si apprese anni dopo da un pentito, la rapina era stata organizzata da Cosa nostra, dalla famiglia mafiosa di corso dei Mille. I quattro entrarono in azione a volto coperto, portando via un centinaio di milioni. Un componente del commando teneva sotto la minaccia della pistola Alfonso Sgroi: prima di fuggire gli sparò a bruciapelo un colpo al petto uccidendolo.

Giuseppe Di Gregorio morì invece il 12 giugno del 1979 in seguito a una sparatoria, mentre era in servizio notturno in via Duca della Verdura a Palermo. Metronotte, 53 anni, trovò la morte nel tratto ad angolo con via dei Giardini. Padre di due figlie, Di Gregorio viene ucciso a mezzanotte davanti a una profumeria, con due pistolettate. Cronaca di una rapina finita in tragedia anche per Aniello Langella, morto in servizio il 30 marzo del 1981, durante una sparatoria in pieno centro. Langella stava cercando di sventare una rapina in atto nella Cassa di Risparmio, Agenzia 7, di piazza Monte di Pietà.

E la giornata di oggi è servita anche a onorare la memoria di Riccardo Guastella. Nessun proiettile, nessuna sparatoria, nel suo caso. Guastella perde la vita nella notte del 2 gennaio del 1994, a 23 anni. E' una domenica, sta prestando servizio notturno in via Cristoforo Colombo, all'Addaura, come "guardia particolare giurata". A Palermo piove, imperversa il maltempo. Riccardo è in auto. Improvvisamente viene trascinato in mare all'altezza del vivaio delle cozze all'Addaura: risucchiato, inghiottito da un'onda anomala. Muore per annegamento. Il suo corpo verrà trovato 15 giorni dopo da un pescatore.

E nelle parole del presidente di Ksm, Fausto Milillo, c'è tutto il senso dell'iniziativa di oggi: "La sicurezza non è un optional, lo abbiamo sempre sostenuto e lo abbiamo sempre evidenziato nel mondo del fare, nell’assicurare e nel fornire servizi di alta competenza professionale e di alto spessore - ha commentato Milillo - e nel voler fare con la dovuta attenzione ciò che è giusto, abbiamo anche voluto ricordare, in una fase di restyling operativa, i caduti di Ksm che con la loro evidente professionalità hanno saputo dimostrare, donando la loro vita, che la professionalità e la sicurezza non sono degli optional. Ksm ha ritenuto sempre che il ricordo di chi ci ha lasciati non è un solo fatto affettivo ma è una realtà che noi tutti, con il miglior sentimento che ci guida dal cuore, dobbiamo e possiamo provare e trasmettere. E’ il nostro modo di vivere e di pensare, dalle parole si deve sempre passare ai fatti".

Fonte PalermoToday 30 11 2017 >>>