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EBOLI:Sigarette & mazzette: a giudizio il dirigente dei Monopoli di Battipaglia e altri sei imputati

Sigarette & mazzette: a giudizio il dirigente dei Monopoli di Battipaglia e altri sei imputati

 

Eboli. Soldi in cambio di autorizzazioni per la vendita delle sigarette con la complicità del dirigente del Monopolio di Stato di Battipaglia: sette rinvii a giudizio e un patteggiamento. Questo l’esito del processo che si è tenuto dinanzi al Gup Maria Zambrano del tribunale di Salerno. A scegliere la strada del concordato la guardia giurata di Eboli, Enzo Rizzo, per il quale la difesa rappresentata dall’avvocato Franco Cardiello e il Pm Maurizio Cardea hanno stabilito una pena di un anno e dieci mesi di reclusione con la sospensione. Il patteggiamento sarà ratificato il prossimo 12 dicembre. Gli altri sette imputati, tra i quali Antonio Salimbene, dirigente del Monopolio di Stato di Battipaglia compariranno dinanzi ai giudici della seconda sezione penale del Tribunale di Salerno Il 6 marzo 2018. L’inchiesta avviata nel 2015 dalla Guardia di Finanza di Salerno scaturì dalla denuncia di un commerciante ebolitano, rimasto privo di sigarette nel suo bar di via San Vito Martire, all’uscita dell’autostrada di Eboli. L’imprenditore, titolare anche di un distributore di benzina, raccontò il ‘traffico di patentini’ per la vendita di sigarette che a suo dire era gestito proprio da Salimbene. Proprio questi fu intercettato, insieme alla guardia giurata Rizzo. Gli investigatori scoprirono che Salimbene rinnovava le licenze per la vendita e poi utilizzava Rizzo e Califano per la riscossione delle tangenti che incontravano i commercianti che volevano rinnovare o cercavano un patentino nuovo. La mazzetta per il rinnovo del patentino costava 5000 euro. Per una licenza nuova per la vendita delle sigarette, bisognava versare dai 10mila ai 15 mila euro, ma gli imputati – secondo l’accusa – arrivarono anche a chiedere una tangente di 50mila euro, ma il commerciante di località Cioffi non accettò la richiesta e l’affare sfumò. I patentini venivano spesso elargiti senza rispettare la distanza minima tra esercizi commerciali, fissata in 250 metri. A Salimbene vengono contestati i reati di concussione, abuso d’ufficio, falso ideologico, agli altri sette imputati quelli di induzione indebita a dare o promettere utilità. A marzo compariranno dinanzi alla seconda sezione penale del Tribunale di Salerno: Antonio Salimbene, dirigente battipagliese del monopolio di Stato, i baristi ebolitani Dario Ginetti, Luciano Moscariello e Damiano Panico, il sanseverinese Alfono Califano, secondo uomo di fiducia di Salimbene, nella zona nord di Salerno, Giuseppe Perrino, di San Marzano sul Sarno, e Michele Pagliuso, di Cosenza.

Fonte Cronachedellacampania 30 11 2017 >>>