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FOGGIA:Guardia giurata suicida. “Mesi senza stipendio, società segnalate continuano a operare…”

Guardia giurata suicida. “Mesi senza stipendio, società segnalate continuano a operare…”

 

di FRANCESCO PESANTE

“La guardia giurata 43enne suicidatasi a Foggia, è l’ultimo episodio di una serie ormai preoccupante di suicidi che hanno riguardato i vigilantes”. Lo afferma Vincenzo Del Vicario, sindacato autonomo vigilanza privata a poche ore dalla tragedia avvenuta in un’abitazione del capoluogo dauno. “Le cause di certi gesti non si possono sempre nascondere dietro alle verifiche psico-fisiche delle guardie – continua Del Vicario -, ma si dovrebbero ricercare nelle condizioni di lavoro che le stesse sono costrette a subire, stipendi non pagati per mesi, passaggi da una società all’altra che invece di migliorare la situazione la aggravano la aggravano aggiungendo ulteriori mesi senza stipendio e pagamento del T.F.R.. Su questo si dovrebbe indagare e fare chiarezza, su società già segnalate alle Autorità competenti che continuano ad operare indisturbate in modo illecito e fraudolento sfruttando le guardie, gettandole nello sconforto e nella disperazione.

Da anni rendiamo note le condizioni difficili di lavoro, il mancato rispetto di molte garanzie contrattuali e l’assoluta assenza di controlli da parte delle Autorità di Pubblica Sicurezza sull’operato degli istituti di vigilanza privata. È forse questa assoluta carenza dei controlli la causa principale dell’incessante numero di suicidi ed “incidenti” che occorrono alle guardie giurate. Il SAVIP è vicino alla famiglia della guardia giurata – conclude – e richiama l’attenzione della Magistratura e dell’Autorità di P.S. sulla estrema frequenza con la quale lo stress del lavoro delle guardie giurate, continua a mietere vittime tra quanti svolgono il nostro difficile mestiere”.

Un quadro drammatico

A Foggia sono numerose le guardie giurate senza stipendio da mesi. Tra TFR e mensilità c’è anche chi vanta crediti per 50mila euro. Maggiori difficoltà – delle quali l’Immediato si è già occupato in passato – si riscontrano soprattutto in Protect, istituto di vigilanza nato dopo il fallimento della SOS prima e della Black Security poi. “Negli anni scorsi, gli amministratori di queste ultime due società (per un periodo affiliate) furono anche arrestati – ci riferiscono ex dipendenti – per reati quali bancarotta fraudolenta e turbativa d’asta, mentre i lavoratori penarono non poco per ottenere gli stipendi, recuperati grazie al fondo di garanzia Inps. Ma ci sono persone ancora in causa per non aver recuperato l’interezza delle somme”. “Difficoltà anche per l’istituto Metropol – fanno sapere – in concordato in bianco. I lavoratori vantano alcuni crediti di novembre e dicembre 2016”.

Stipendi da fame, ritardi nei pagamenti, mezzi obsoleti, giubbotti antiproiettile scaduti: queste le maggiori problematiche che piegano il settore della vigilanza non solo in provincia di Foggia. Del caso se ne occupò anche la trasmissione Rai, “Presa Diretta”.

Sulla crisi che attanaglia il settore, abbiamo sentito Claudio Casalino, fresco di elezione a presidente del sindacato Confcommercio. Proprio nelle scorse ore, infatti, è stata ricostituita a Foggia l’organizzazione provinciale di rappresentanza degli Istituti di Vigilanza privati.

“Sull’episodio dell’altro giorno preferisco non esprimermi in quanto le reali motivazioni non si conoscono. Di certo un problema nel comparto c’è ed è ben attenzionato dagli organi competenti. Adesso andremo a delineare gli argomenti principali. I temi sono tanti – aggiunge a l’Immediato -. Organizzeremo incontri mirati con organi competenti per delineare il quadro di tutta la situazione. Questa provincia è vittima di una serie di situazioni legate alla crisi economica”. Nel Foggiano non mancano i casi ma Casalino assicura: “Prefettura e questura hanno svolto un ottimo lavoro in questi anni. Sono state revocate molte licenze a società che non operavano secondo il decreto Maroni. Certo, i tempi sono lunghi ma i risultati arrivano. Confido nel lavoro degli organismi competenti. Dal canto nostro continueremo a porre le criticità collaborando maggiormente con gli organismi competenti per portare alla luce altre situazioni”. Secondo il Savip il fenomeno suicidi sarebbe sempre più preoccupante: “Situazioni di esasperazione ce ne sono tante e sono attenzionate – le parole di Casalino -. Si spera prima o poi che vengano sistemate definitivamente. Il nostro comparto è veramente in crisi e ci sono forti difficoltà anche nel percepire le spettanze dai clienti”.

Fonte L'IMMEDIATO 29 11 2017>>>

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