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VERONA:Catullo sotto la lente, inchiesta sugli sprechi

Catullo sotto la lente,inchiesta sugli sprechi >>>

IL CASO

Dopo la denuncia di Bortolazzi e Pennacchia, Schinaia apre un fascicolo: «Come Tangentopoli». Il procuratore: «Dai tempi delle tangenti, a Verona non è cambiato nulla

VERONA - Sprechi e assunzioni «pilotate» al Catullo? Non ha certo perso tempo il procuratore Mario Giulio Schinaia e, all’indomani della clamorosa denuncia davanti alle telecamere di La7 da parte dell’ex presidente dello scalo Fabio Bortolazzi e dell’ex consigliere di amministrazione del Catullo, Francesco Pennacchia, ha immediatamente assunto l’iniziativa di aprire un’inchiesta. Al centro dello scottante fascicolo d’indagine, da ieri, risulta dunque la presunta «gestione troppo allegra» al Catullo: dalle ventilate assunzioni «politiche» all’ipotizzata spartizione dei posti che contano, dai presunti vitalizi «in regalo » agli amministratori a un bilancio che, per il quarto anno consecutivo, farebbe registrare un enorme rosso (al punto da sfiorare, pare, addirittura i venti milioni di euro nel 2011). «Ci attiveremo subito per far luce su ciascuno di questi sospetti. Del resto, si tratta senza dubbio di accuse talmente gravi che, se dovessero risultare dimostrate, si configurerebbero come pesantissime - non usa mezzi termini Schinaia -. Quelle avanzate sono denunce che hanno del clamoroso». Lo dice a chiare lettere, il procuratore scaligero: «Mi sembra proprio che qui a Verona, dai vari casi di Tangentopoli a oggi, non sia cambiato proprio nulla: ancora una volta dev’essere la magistratura a intervenire, ma cosa ha fatto chi dovrebbe controllare? Perché dobbiamo sempre arrivare a questo punto»? Punta il dito senza esitazione, Schinaia: «Mi riferisco agli organi di vigilanza a cui spettano gli appositi compiti di controllo e osservazione della gestione interna allo scalo: finora come si sono occupati - recrimina il procuratore - dell’andamento di assunzioni e stato del bilancio»? Mercoledì sera, ai microfoni del programma «Gli intoccabili » su La7, Bortolazzi ha fatto addirittura riferimento a «segreterie dei partiti» che avrebbero «l’elenco delle posizioni in cui possono piazzare gli uomini e, quando fanno gli accordi tra loro, se li spartiscono in base ai compensi previsti. Come con le figurine: se le scambiano tra loro e si spartiscono tutto, dal presidente al consigliere di amministrazione fino all’ultimo degli operai». Ad esserci andato ancor meno per il sottile, durante la trasmissione, è poi l’ex consigliere di amministrazione dello scalo, l’attuale capogruppo Pdl al consiglio comunale di Villafranca, Pennacchia: «Io come consigliere comunale, vaffanculo, ti dico: la Provincia quanto ha di quote? Il 20, 22, 23 per cento? Il Comune di Villafranca quanto ha, il 4 per cento? Siamo al 27. Nino, io voglio il 27 per cento delle assunzioni. Ma perché i miei giovani la devono prendere nel culo? Abbiamo l’aeroporto sul nostro territorio. Ma mi dai un qualcosa ame come Comune, visto che tutte le negatività le devo prendere io? Perché non lo fai? Ti spacco il culo finché non me lo fai...». Frasi che hanno lasciato di stucco lo stesso Schinaia: «Ancora una volta, però, mi chiedo: ma perché si deve andare in tv a dire cose simili? Perché non lo si denuncia alla magistratura? Come mai ci si rivolge prima ai mass media»? Sospetti che, inevitabilmente, vanno ad aggiungersi ad altri sospetti. E l’inchiesta «decolla».

 

 

Laura Tedesco Corriere del Veneto 04 febbraio 2012

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