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LECCE:Colpo in banca, rapinatore seguito e messo in trappola

Il giovane è stato visto e inseguito da un vigilante della Sveviapol che ha sparato due colpi in aria. Aveva minacciato con taglierino donna e bimba nella Bpp di Galatone. Arrestato dai carabinieri

GALATONE – Ha tentato il classico colpo con il taglierino, ma gli è andata male. Una guardia giurata della Sveviapol che stava passando proprio in quel momento a piedi, l’ha intravisto dai vetri, ha fatto allontanare alcuni clienti che, ignari, chi si stavano approssimando alla banca, poi si è messo alle sue spalle quando ha iniziato a fuggire, malloppo in mano. Prima sparando due colpi in aria, con la pistola d’ordinanza, intimandogli l’alt. Poi, correndogli dietro a perdifiato, visto che di fermarsi, il rapinatore, non voleva saperne. Ma la sua posizione, anche quando era riuscito a distanziare il vigilante, è stata costantemente segnalata ai carabinieri, anche da altri testimoni. Ed i militari, nel giro di pochi istanti sono riusciti a rintracciarlo e ad arrestarlo.

La rocambolesca rapina è avvenuta in tarda mattinata a Galatone. A finire in manette Marcello Impellizzeri, 23enne di Lecce, già noto alle forze dell’ordine. Il fatto che fosse in “trasferta” dal capoluogo lascia presupporre che potesse avere un complice in un’auto. Ed è ora su questa pista che si stanno muovendo le indagini degli uomini dell’Arma.

Impellizzeri, certo, era piuttosto deciso. E’ entrato nella Banca popolare di Galatone, in via Manara, in pieno centro (si tratta di una traversa di via XX Settembre), indossando una parrucca e impugnando un taglierino. L’arma consueta dei rapinatori, perché quasi mai rilevatata dai metal detector. Si è quindi avvicinato ad una donna che aveva la figlia di pochi anni in braccio e che stava per eseguire un’operazione ad uno sportello e le ha puntato il taglierino alla gola.

Nella banca è sceso il gelo, in quel momento. Ma Impellizzeri doveva andare davvero di fretta e probabilmente era molto nervoso. Perché si è accontentato dei soldi che la cassiera aveva in quel momento in mano, mille e 250 euro, quando, attardandosi qualche istante di più, avrebbe forse potuto riempire il sacchetto che aveva con sé con più denaro. Tant’è. Ha preso i soldi che gli sono capitati a tiro ed è scappato. E sono subito partite le telefonate ai carabinieri da parte dei dipendenti.

Già all’esterno della banca, però, la fortuna aveva iniziato a voltargli le spalle. Perché s’è trovato davanti il vigilante dell’istituto di sorveglianza privata, determinato a non farlo fuggire e che già aveva verificato all’esterno come non vi fossero altri personaggi sospetti. Un “palo”, ad esempio. Anche se ciò non esclude che vi fosse un complice in auto. Il quale, magari, aveva già dato gas, avendo subodorato guai in arrivo.

Impellizzeri non si è però fatto intimidire, ma ha cominciato a correre. Tanto velocemente, da riuscire a tenere a distanza il vigilante, che, perso terreno, ha fermato un passante in auto e s’è fatto accompagnare per un tratto, tenendo d'occhio il fuggitivo.

Gli uomini comandati dal capitano Stefano Tosi avevano intanto già predisposto in pochi minuti un imponente dispositivo. Ed è così che è stato individuato il giovane leccese, nascosto in un cortile, alle spalle di un passaggio a livello. Messo praticamente in trappola con un vero e proprio accerchiamento, i carabinieri sono riusciti ad ammanettarlo, recuperando parrucca, soldi e busta.

Il taglierino, gettato via, durante la fuga, è stato recuperato e posto sotto sequestro in un secondo momento. Fortunatamente, nessuna conseguenza, a parte un comprensibile stato di shock, per la giovane mamma con la bimba, coprotagonisti involontari di una mattinata da incubo e di un’azione che sembra quasi presa di sana pianta da un film.

E. F.

 

 

 

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